Risparmiare senza rimetterci in salute: si può, con i generici

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Risparmiare senza rimetterci in salute: si può, con i generici

17-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Il mercato stenta a decollare ma presto il medico potrebbe essere obbligato a prescriverli al posto dei farmaci “griffati”. Un risparmio per Stato e cittadini

I farmaci generici: la loro conoscenza è ancora limitata

20/11/2006 - Il mercato dei farmaci generici in Italia stenta a decollare. Siamo la Cenerentola dell’Occidente: a differenza della Germania, dove il 39% delle vendite è rappresentato dai generici, della Finlandia (32%) o degli Stati Uniti (43%), nel nostro Paese il mercato è inferiore al 2%, i cittadini ne sanno ancora troppo poco e gli stessi medici stentano a prescriverli.
Presto però potrebbe avvenire una piccola, grande rivoluzione: l’Autorità Antitrust ha infatti proposto al Governo e al Parlamento di rendere obbligatorio per il medico di prescrivere il principio attivo o di indicare nella prescrizione la facoltà di acquistare un farmaco a più basso prezzo rispetto a quello indicato. La scelta del farmaco, che attualmente ricade sul medico, sarebbe così trasferita al farmacista e al consumatore finale. Un po’ come avviene, da anni, in Inghilterra. Secondo il Garante questa novità potrebbe favorire la concorrenza tra farmaci, incentivando l’utilizzo dei generici o, in ogni caso, di quelli a più basso costo, facilitando la riduzione della spesa farmaceutica a carico delle famiglie e del Servizio Sanitario Nazionale.
Introdotti con la Finanziaria del ’96, i generici godono di una considerazione positiva tra gli addetti ai lavori, ma la loro conoscenza è ancora limitata. Lo dicono i dati emersi dal 1° Osservatorio promosso dai Laboratori Alter: otto medici su dieci esprimono fiducia e li considerano sovrapponibili alla specialità di riferimento, in quanto a efficacia terapeutica. Oltre nove su dieci sono convinti che prescrivere un farmaco equivalente rappresenti un’opportunità concreta per contenere il budget della spesa farmaceutica nel nostro Paese. Tuttavia l’86% confessa di non avere informazioni sufficienti in merito a tutti i generici presenti sul mercato.
Ma cosa sono questi farmaci generici o equivalenti? Per rispondere bastano cinque parole: sono un’occasione di risparmio. Infatti, per legge, costano almeno il 20% in meno di quelli di marca. Un esempio: l’equivalente dell’Aspirina con vitamina C può costare 2,40 € rispetto ai 4,15 € del prodotto di marca; l’equivalente del Fluimucil mucolitico 4,80 € rispetto a 7,70 euro. La differenza di prezzo è tutta una questione di brevetto: un principio attivo può essere commercializzato solo dall’azienda “proprietaria” del brevetto. E’ una sorta di monopolio, che può durare fino a 20 anni, che serve a risarcire l’azienda delle enormi spese di ricerca sostenute per mettere a punto un nuovo farmaco: ci vogliono infatti almeno dieci anni per scoprire una molecola, produrla, testarne efficacia e tollerabilità e registrarla presso le varie Autorità. Quando il brevetto scade, se il farmaco è ancora interessante può venir prodotto e commercializzato utilizzando, anziché un nome di fantasia, il nome chimico generico.
I farmaci generici sono più economici ma non sono di serie B. Non sono meno efficaci di quelli di marca, anzi, per il Ministero della Sanità devono essere bioequivalenti: i loro principi attivi devono avere esattamente lo stesso comportamento, una volta entrati nel nostro organismo, in termini di efficacia, qualità e sicurezza.
Un’ultima considerazione, generale, ma da non sottovalutare: i farmaci sono una risorsa fondamentale per la nostra salute. Vanno però usati con criterio, solo quando sono indispensabili, in modo da sfruttarne gli effetti positivi e ridurre al minimo i rischi.
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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