Rosolia e gravidanza, i rischi e cosa fare

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Rosolia e gravidanza, i rischi e cosa fare

01-03-2013 - scritto da Cinzia Iannaccio

La rosolia è una malattia infettiva che può essere molto pericolosa in gravidanza

I rischi derivanti dalla contrazione della rosolia durante la gravidanza

Rosolia e gravidanza, i rischi e cosa fare La rosolia è una malattia infettiva, provocata da un virus. Lieve e benigna nell’infanzia è invece altamente pericolosa se contratta in gravidanza. Il virus della rosolia infatti riesce a penetrare attraverso la placenta e quindi ad arrivare al bambino, con drammatici risvolti: aborto spontaneo, morte intrauterina, malformazioni fetali ed altre gravi lesioni: sul sistema nervoso, su quello cardiocircolatorio, difetti della vista, sordità e scarso sviluppo fisico e psichico, una condizione nota come Sindrome da Rosolia Congenita.

Questi rischi sono presenti essenzialmente se la donna viene contagiata dal virus nel primo trimestre di gravidanza. Dalla dodicesima alla ventottesima settimana infatti la placenta riesce ad esplicare un’azione quasi totale dibarriera contro le infezioni, il che rende più improbabile il rischio di contrarre la malattia. Non c’è una cura: la rosolia nei bambini guarisce da se, ma quando l'infezione arriva in gravidanza è possibile solo monitorare l’eventuale sviluppo di danni al bimbo, questo va detto. Solo il vaccino può evitare tutto ciò.

E’ per questo che in Italia, già da anni, come in altri Paesi nel mondo, si sta tentando di eradicare la rosolia grazie alla vaccinazione preventiva. Il vaccino è quindi gratuito, e gratuito è anche il rubeotest, una semplice analisi del sangue, che si fa all’inizio della gestazione per controllare se si hanno gli anticorpi alla malattia o se si è a rischio di infezione. Anticorpi IgG se presenti, saranno sinonimo di una vecchia infezionee dunque di immunità alla rosolia. La presenza degli IgM invece indica un’infezione in corso. E se gli anticorpi non ci sono? Si è a rischio di contagio e quindi il test va ripetuto ogni mese se si è venuti a contatto in qualche modo col virus (ad esempio se il primo figlio ha preso la malattia).

Il vaccino non può essere fatto a gravidanza iniziata, perché controindicato, essendo un farmaco contenente il virus vivo attenuato. Dalla sua inoculazione invece occorre attendere un mese prima di tentare un concepimento, almeno secondo quanto ho trovato scritto sul sito del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità: fonti preziose visto che al riguardo c’è un po di confusione. Io ricordo di aver fatto il vaccino da bambina a scuola ed effettivamente avevo gli anticorpi al momento della mia prima gravidanza, e voi?


Foto: Andreanna Arambula per Flickr


Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X