Sanità: e chi si fida più?

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Sanità: e chi si fida più?

17-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Dopo i recenti scandali della sanità italiana il governo ordina ispezioni e adotta iniziative importanti, ma i cittadini sono sempre più scettici

Ospedali fatiscenti, zero igiene, strutture non in regola: il ritratto impietoso della sanità italiana

12/02/2007 - Malasanità. Parola di grande attualità in questo inizio 2007 segnato dallo scoppio dello scandalo, svelato dall’inchiesta dell’Espresso, degli ospedali italiani lasciati in balia di incuria, topi, sporcizia, in barba alle più elementari regole della civiltà e dell’igiene, dalla disinfezione dello strumentario al lavaggio delle mani. Il grande clamore suscitato dallo scandalo del Policlinico Umberto I di Roma e l’insistenza dei media hanno spinto il Ministero della Salute a ordinare accurate ispezioni dei Nas per verificare le carenze igieniche e segnalare le strutture non a norma. Condotta tra l’8 e il 9 gennaio scorsi, l’indagine ha riguardato 321 su 672 ospedali pubblici italiani, quasi la metà delle strutture che, per dimensioni e capacità operativa, assorbono oltre il 70% del totale delle attività assistenziali ospedaliere. E i risultati sono stati più confortanti del previsto: il 46,1% delle strutture risulta in regola. Nel 36,4%, invece, sono state contestate irregolarità amministrative (ad esempio, il medico o l’infermiere o il paziente che fumavano al riparo da occhi indiscreti). C’è poi un 17,4% dei casi in cui all’ispezione è seguita una segnalazione all’autorità giudiziaria, per gravi inadempienze, mancato rispetto dei regolamenti e omissioni nella manutenzione. Il maggior numero di fatti gravi è stato scoperto in Calabria e in Sicilia. Si salvano solo la Provincia autonoma di Trento e la Liguria. In generale, però, come ha dichiarato il Comandante dei Nas Cotticeli, <>.
Per consultare le schede con i dati per regione, il quadro di sintesi delle irregolarità rilevate dai Nas, l’elenco delle strutture sanitarie segnalate all’Autorità giudiziaria è disponibile il sito:
www.ministerosalute.it/resources/static/primopiano/373/
Ma il lavoro ispettivo non si ferma qui: entro questo mese dovrebbe partire un’indagine conoscitiva sul rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza e igiene nei gli ospedali italiani, che verrà effettuata dal Ministero della Salute in collaborazione con il Tribunale dei Diritti del Malato. L’indagine, indipendente da quella dei Nas, sarà condotta oltre che sulle 672 strutture pubbliche, anche su quelle private accreditate, e dovrebbe concludersi entro aprile.
Non contenta, il Ministro Turco ha da pochi giorni battezzato il neonato Siveas (Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria), un organismo che non mancherà di farsi ricordare, almeno nelle buone intenzioni. Sarà una sorta di intelligence del Servizio Sanitario Nazionale, una squadra di esperti con l’obiettivo di garantire la qualità delle prestazioni, l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza, il controllo sui tempi di attesa e il monitoraggio della spesa sanitaria. Insomma, il Siveas metterà il naso ovunque e potrà avviare indagini ad hoc su particolari fenomeni o servizi. Ad esempio potranno essere attivate verifiche in base a particolari emergenze, come ad esempio quella degli errori in medicina, così come sull’efficacia degli interventi chirurgici, correttezza delle prescrizioni farmaceutiche, appropriatezza dei percorsi diagnostici, qualità nelle prestazioni di riabilitazione. E poi ancora il controllo del rispetto dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie urgenti. Le attività di ispezione punteranno a verificare i criteri di efficienza, la sicurezza nell’assistenza (ad esempio in caso di gravi inconvenienti igienico-sanitari e di assenza di requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi), violazioni amministrative, contabili e gestionali.
Tutte iniziative lodevoli (le ispezioni dei Nas, poi, sono piaciute a tutti, a cominciare dai medici, ma c’è da augurarsi che, passato il clamore, tutto non ritorni come prima…). Ma gli italiani si fidano ancora della sanità italiana? La risposta più recente arriva da un sondaggio condotto da Europ Assistance e realizzato dall’Istituto di Ricerca CSA: l’Italia è all’ultimo posto tra 5 Paesi europei (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Svezia), per quanto riguarda l’opinione pubblica sull’organizzazione e qualità dei servizi ospedalieri: solo il 30% degli italiani dà un giudizio positivo al Sistema Sanitario Nazionale e il 55% sarebbe disposto, in caso di necessità, a curarsi all’estero, affrontando la degenza con un trattamento sanitario migliore e tecnologicamente più avanzato. Un argomento su cui riflettere.
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Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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