Sesso del bambino, toxoplasmosi, nausea in gravidanza

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Sesso del bambino, toxoplasmosi, nausea in gravidanza

08-10-2012 - scritto da Viviana Vischi

Sesso del nascituro, alimentazione, toxoplasmosi: il vademecum di Forumsalute dedicato alla gravidanza, con le risposte alle principali domande delle future mamme

Quando si può conoscere il sesso del bambino e gli altri dubbi in gravidanza

Sesso del bambino, toxoplasmosi, nausea in gravidanza

Conoscere il sesso del bambino
Normalmente per conoscere il sesso del nascituro è necessario attendere l'ecografia morfologica che si esegue tra la 20ma e la 22ma settimana di gestazione, a meno che non ci si sottoponga alla villocentesi o all'amniocentesi: essendo test di natura genetica, permettono anche di conoscere con largo anticipo il sesso del nascituro.

Le visite periodiche
Se non si presentano problemi particolari durante la gravidanza, la gestante deve sottoporsi a un controllo ginecologico con cadenza mensile. Dalla 35ma settimana, invece, le visite diventano via via più frequenti man mano che si avvicina la data del parto.

Toxoplasmosi: cos'è, come evitarla
La Toxoplasmosi è una malattia infettiva causata da un protozoo che vive di solito nell'intestino del gatto. Questi, attraverso le feci, emette ovocisti, ovvero cellule uovo che, diffuse nell'ambiente, rappresentano l'agente infettante. Le ovocisti possono essere ingerite da altri animali che diventano, quindi, ospiti intermedi: diversi studi hanno dimostrato che ancor più della coabitazione tra gatti e uomo, il più importante fattore di rischio per il contagio è rappresentato dall'ingestione di carni crude o poco cotte (specie di agnello), di insaccati, di verdure lavate male (e infettate dalle feci di animali malati) o di latticini non pastorizzati. La patologia, in sé, non è pericolosa per l'uomo ma, se contratta durante la gravidanza, può avere gravi conseguenze per il feto. Per questa ragione è bene che durante la gestazione laviate bene la verdura, sbucciate la frutta, non mangiate alcun tipo di carne cruda e di insaccato ed evitiate di pulire la lettiera del gatto.

Gli integratori per la gravidanza
Anche se seguite una dieta corretta e bilanciata, in gravidanza è consigliabile il ricorso ad alcuni integratori specifici. In primo luogo l'acido folico, da assumere possibilmente già prima del concepimento: è una vitamina del gruppo B che contribuisce allo sviluppo del condotto neurale del bambino e che riduce sensibilmente il rischio che il piccolonasca con una lesione della colonna vertebrale conosciuta come spina bifida. In più il ginecologo potrebbe prescrivervi un complesso di minerali e vitamine ad hoc e consigliarvi un'integrazione di ferro nel caso siate anemiche.

Alimentazione in gravidanza: mangiare per due?
Questo è un falso tabù: in gravidanza servono solo 300 calorie in più al giorno, che si possono ottenere aumentando di poco le quantità di cibo introdotto. Anzi, tenete presente che salire troppo di peso durante la gestazione potrebbe comportare conseguenze per la vostra salute e complicanze durante il parto. Insomma, l'alimentazione di una donna in gravidanza non deve essere poi così diversa da quella di qualunque persona che abbia a cuore la propria salute e la propria forma fisica; via libera, quindi, a una dieta che contenga nelle giuste proporzioni tutti i nutrienti essenziali: carboidrati, proteine e una piccola parte di grassi, preferibilmente non di origine animale. Consumate carne due volte alla settimana, avendo cura di cuocerla bene per evitare il rischio di contrarre la toxoplasmosi, uova una volta a settimana e pesce (cotto!) senza limiti: è ricco di Omega 3, acidi grassi essenziali importanti per il corretto sviluppo del feto e la salute della gestante, perché proteggono l'apparato cardiovascolare. Ottime fonti di proteine sono anche i legumi, ideali per sostituire carne e uova e ridurre, quindi, l'assunzione di grassi animali. Per fare il pieno di vitamine e sali minerali non fate mai mancare dalla vostra tavola frutta e verdura. Se le consumate crude, occhio alla pulizia: la frutta va sempre sbucciata, la verdura lavata abbondantemente, con aggiunta, se possibile, di qualche goccia di amuchina. Infine, non rinunciate a latte e formaggi, ricchi di calcio, ma preferite quelli magri, come la ricotta di vacca.

La nausea gravidica
Nella maggior parte dei casi la nausea, sintomo molto diffuso durante il primo trimestre di gravidanza, si presenta al mattino appena sveglie, ma alcune donne ce l'hanno per l'intera giornata e alcune sono costrette a conviverci fino al parto. Piccoli accorgimenti possono aiutare a controllare il problema: al risveglio, prima della colazione, puntate su alimenti secchi come cracker e biscotti per assorbire i succhi gastrici e durante il giorno fate pasti piccoli e frequenti evitando di rimanere a lungo a digiuno. Rigorosamente vietato il ricorso ai farmaci antiemetici. Nel caso in cui le nausee siano così forti da compromettere le normali attività quotidiane e si accompagnino a ripetuti episodi di vomito che possono debilitare la gestante (ma non il nascituro, state tranquille!), il ginecologo valuterà se procedere con una reidratazione mediante flebo di soluzioni idrosaline.

Il rischio smagliature
Per molte future mamme quella delle smagliature è una delle principali preoccupazioni. Niente paura: fin dalle primissime settimane utilizzate su addome, cosce e seno un prodotto specifico per gestanti, applicandolo con un leggero massaggio. Per avere risultati visibili è fondamentale la costanza.

Tinture per capelli sì o no?
Tutte le tinture permanenti contengono sostanze potenzialmente nocive: sospendete la colorazione per capelli durante tutto il periodo della gravidanza e, in particolare, nel primo trimestre. Nel caso in cui, invece, non possiate farne a meno perché avete molti capelli bianchi, evitate quella del parrucchiere e fatevi consigliare una linea adatta dal vostro farmacista di fiducia oppure utilizzate l'henne (ma solo se siete certe che sia pura, perché altrimenti potrebbe essere stata "tagliata" con sostanze che contengono metalli pesanti).

Cure dentarie in gravidanza
Sottoponetevi a una visita odontoiatrica all'inizio della gestazione: studi attendibili sembrano confermare che durante i 9 mesi eventuali carie preesistenti progrediscano più rapidamente e quindi è il caso di curarle per tempo. Segnalate al dentista il vostro stato di gravidanza: eviterà di farvi radiografie e potrà regolarsi sul tipo di anestetico da usare. In questo periodo dedicatevi con particolare scrupolo all'igiene orale perché sotto la spinta ormonale è facile andare incontro a infiammazione e sanguinamento delle gengive.

L'abbigliamento in gravidanza
Non esistono regole precise, ma è buona norma indossare capi in fibra naturale (lino, lana, cotone) che non impediscano la traspirazione. Sceglieteli in una taglia comoda, in modo da evitare compressioni su gambe e addome.. Quanto alle scarpe, optate per modelli con tacco medio (4-5 centimetri) e largo: è l'ideale per la schiena, già affaticata dal peso del pancione che cresce.

Viaggi e vacanze
La gravidanza non è una malattia! Potete viaggiare tranquillamente, prestando solo quale attenzione in più alla scelta della destinazione: evitate i paesi tropicali, dove potreste contrarre infezioni alimentari, e i lunghi viaggi in macchina, soprattutto se fa molto caldo. Quanto all'aereo chiedete consiglio al ginecologo e informatevi sulle disposizioni in merito impartite dalle compagnie aeree: ciascuna si regola in modo diverso.

Vita sessuale: fare sesso fa male al nascituro?
Sfatiamo il tabù secondo cui in gravidanza è opportuno astenersi dalla normale attività sessuale: l'astinenza è obbligatoria solo in caso di perdite ematiche, ipercontrattilità, minaccia di parto prematuro. Per il resto può solo giovare a voi e alla coppia.

Sport in gravidanza
Una moderata attività fisica è consigliata, se la gravidanza procede senza intoppi. Consultate il ginecologo prima di cominciare e optate per la ginnastica dolce, lo yoga o il nuoto, in modo da evitare traumi e distendere la muscolatura. Per favorire la circolazione camminate il più possibile.

Inps e tutela della maternità
Per le lavoratrici dipendenti, la gravidanza è tutelata dal congedo di maternità, ovvero un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto durante la gestazione e il puerperio. Il congedo comprende i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i 3 successivi (in caso di parto gemellare la durata non cambia). La lavoratrice può scegliere di posticipare l'inizio del congedo astenendosi dal lavoro 1 mese prima della data presunta del parto e 4 mesi dopo. Durante il congedo si ha diritto a percepire un'indennità economica pari all'80% della retribuzione giornaliera calcolata sulla base dell'ultimo periodo di paga, ma alcuni contratti collettivi prevedono il 100% del trattamento economico. La domanda deve essere presentata all'Inps entro il settimo mese di gravidanza. La lavoratrice dovrà poi consegnare il certificato di nascita del bambino entro 30 giorni dal parto. La normativa prevede modalità diverse nel caso di gravidanza a rischio (tutte le info su INPS - Home Page).

Per tutte le altre informazioni leggi la prima parte dell'articolo e consulta il thread Gravidanza: tutto ciò che è bene sapere.
Per altre info sui 9 mesi di attesa, sull'essere mamma e sull'alimentazione e salute del bambino confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione dedicata a Gravidanza, genitori e figli.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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