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Sicurezza a scuola contro i rischi ambientali

Sicurezza a scuola contro i rischi ambientali

01-03-2014 - scritto da Cinzia I.

Mamma vulcanologa in classe, spiega il rischio ambientale

“Non c’è da spaventarsi…prepariamoci”: progetto in una scuola della Campania

Sicurezza a scuola contro i rischi ambientali Sicurezza contro i rischi ambientali? La prevenzione può iniziare anche a scuola. Terremoti, alluvioni, esondazioni, vulcani in attività….. La cronaca in Italia, purtroppo, sempre più di frequente ci ricorda in negativo come l’ambiente in cui viviamo sia “vivo” e soprattutto come siamo impreparati a gestirne le situazioni di criticità. Probabilmente anche perché non conosciamo effettivamente abbastanza l'ambiente in cui viviamo; sicurezza e prevenzione non possono non partire dalla conoscenza, dal sapere.


“Non c’è da spaventarsi ….prepariamoci” è il nome di un progetto messo a punto in una scuola della Campania, l’Istituto Comprensivo Statale De Amicis di Succivo (CE), al riguardo. Si tratta di un lavoro speciale che merita una menzione per come è stato messo a punto: a costo zero (cosa non da poco conto, data la cronica mancanza di fonti, nel mondo della scuola) e con la partecipazione volontaria di una mamma, la vulcanologa Annarita Mangiacapra, ricercatrice presso l’Osservatorio Vesuviano.

L’idea è nata ad Ottobre proprio dalla disponibilità di mamma Annarita nel portare in classe la sua esperienza professionale, per lezioni di scienze un po speciali, immediatamente raccolta dalla Preside Angela Comparone, particolarmente attenta alle questioni ambientali e alla sicurezza scolastica.

Due scosse di terremoto hanno riguardato la Campania di recente, una durante le vacanze di Natale e la successiva nel mese di Gennaio: il pensiero in questi casi va sempre ai terribili fatti dell’Irpinia del 1980 gettando tutti nel panico. Ed il panico, in caso di necessità di evacuazione è sempre il rischio peggiore. Da qui il nome del progetto che ha l’obiettivo di far conoscere le modalità di comportamento da tenere in questi casi, ma anche l’ambiente in cui viviamo.

La Campania non è solo una Regione ad alto rischio sismico però, non va dimenticato anche l’aspetto idrogeologico e soprattutto la presenza del Vesuvio: il pericolo in tal caso non viene solo dalla lava nelle aree immediatamente adiacenti al Vulcano in caso di eruzione, ma anche dallo sviluppo di nubi cariche di particelle e ceneri che possono arrivare ben più lontane.

Destinatari del progetto in corso tutti gli alunni delle 6 classi quinte elementari e 2 di terza media (un totale di circa 170 studenti) ed i rispettivi insegnati. Una prima fase ha riguardato la formazione dei docenti in orario pomeridiano da parte dell’esperta vulcanologa attraverso lezioni frontali, di brainstorming, visione di slide e discussioni. Nella seconda si è passati direttamente in classe, con i bambini, in orario scolastico, non solo con la spiegazione diretta degli argomenti, ma anche con il racconto di storie, la visione di video adatti all’età ed altri piccoli dettagli.

Ci ha raccontato la dottoressa Mangiacapra: “l’attenzione di questi ragazzini è stata incredibile, un po motivata dal fatto che come insegnante avessero una mamma ed altrettanto dal mio lavoro che è oggettivamente abbastanza particolare, insolito per loro -Cosa fa una vulcanologa e cosa si studia per diventarlo?- Mi hanno fatto molte domande al riguardo. Ma la grande attenzione c’è stata nell’osservare e toccare le varie rocce vulcaniche e non , caratteristiche di queste aree che gli ho portato in visione: la rocciia effusiva, l’ossidiana nera, la bomba vulcanica…..e poi abbiamo fatto dei giochini: la Ola con le braccia per spiegare come alcune tipologie di onde si diffondono o ho usato spaghetti per dimostrare il movimento della crosta terrestre con un terremoto. Ho notato il loro tanta voglia di vedere e toccare con mano ciò di cui si parla e gli ho promesso che farò di tutto per mettere a punto un piccolo laboratorio di scienze, magari anche con un piccolo sismografo …. del resto non ci vogliono molti soldi per farlo”.


Il problema delle scuole è sempre questo purtroppo, quello economico, ma questa esperienza è stata importante proprio perché realizzata a costo zero, se non il tempo ed il materiale messo a disposizione da una mamma professionista. Per il resto proseguirà in classe con gli insegnanti coinvolti e mirerà anche alla realizzazione di lavori specifici, comprensivi probabilmente di una guida al giusto comportamento da seguire in caso di emergenza ambientale da distribuire anche ai genitori.

Mi piace questa partecipazione attiva dei genitori alla vita scolastica e a voi? Progetti simili nelle scuole dei vostri figli? Parliamone per stimolare tanti volontari….

Foto: Flickr


A cura di Cinzia I.
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