Stop all’osteoporosi

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Stop all’osteoporosi

16-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

La ricetta per rinforzare le ossa: una dieta ricca di calcio, sole e passeggiate all’aria aperta. Quest’estate diamoci dentro!

Consigli utili per tenere alla larga l'osteoporosi

10/07/2007 - L’osteoporosi: una malattia “strana” che lentamente, negli anni, rende fragili le ossa senza “avvertire” con alcun sintomo. In Italia ne soffrono 4-5 milioni di donne e 2-3 milioni di uomini e ad essa è imputabile la maggior parte delle circa 300 mila fratture che si contano ogni anno nel nostro Paese.
Sono ormai tre su quattro gli ultrasessantenni a rischio osteoporosi, ma quasi nessuno fa la prevenzione primaria. Chi la fa, generalmente la paga di tasca propria, con un costo annuo individuale di circa 500 euro. Grazie al recente allargamento della rimborsabilità ai casi più gravi della malattia che però non abbiano ancora subito fratture (prima il SSN rimborsava i farmaci solo dopo una frattura), qualche piccolo passo avanti si è fatto, tuttavia manca ancora uno sforzo affinché anche altri pazienti possano beneficiare del rimborso dei farmaci. Insomma, l’osteoporosi non è solo un problema di salute, ma anche economico e di informazione. Per quest’ultimo punto, quello di nostra competenza, vogliamo rimediare cominciando a parlarne fin da ora!
L’osteoporosi è una delle classiche malattie “della terza età”, o meglio, della menopausa. Il motivo è presto spiegato: le donne possiedono una massa ossea inferiore e, con l’insorgenza della menopausa, a causa della riduzione degli estrogeni si assiste a una demineralizzazione dell’osso che diventa più fragile ed esposto a rischi di fratture anche in seguito a traumi lievi.
Oltre alle donne in climaterio, altra categoria a rischio sono le donne troppo magre. E’ quanto sottolineato al recente congresso europeo di Reumatologia: le persone che hanno sofferto di anoressia, chi è o è stato particolarmente magro, corrono un rischio 10 volte maggiore di fare i conti con la malattia rispetto a chi veste una “taglia normale”. Tutta colpa dell’alimentazione scarsa e scorretta. Un esempio da non seguire: l’attrice Nicole Kidman che, guardacaso, si sarebbe sottoposta più volte a controlli specifici, perché è dimagrita fino a pesare solo 50 kg per un metro e 80 di altezza! Un consiglio è dunque mettere su qualche chilo (naturalmente senza esagerare): solo così vengono prodotti gli ormoni benefici per le ossa e, in più, un po’ di ciccia attutisce l’impatto in caso di cadute.
Se l’età avanzata è il periodo critico per l’osteoporosi, la prevenzione deve cominciare presto: già a partire dai 30 anni bisogna cominciare a darsi da fare per accumulare il calcio necessario a mantenere le ossa in buona salute nel tempo. Ne serve tanto: almeno 800-1.000 mg al giorno (ancora di più in gravidanza e in menopausa). La migliore fonte di calcio è il latte: una tazza ne ha circa 300 mg. Bene anche lo yogurt (magari arricchito con qualche mandorla, noce o pistacchio) e il formaggio: a pranzo non perdiamo la buona abitudine di due cucchiai di parmigiano nella pasta o nella zuppa. Beviamo tanta acqua, scegliendo una minerale che ne contenga oltre 300 mg per litro (controllare bene sull’etichetta). Ottimi la torta di ricotta, spinaci e carciofi ma anche i centrifugati di pomodoro e sedano: contiengono potassio, che cattura il sale assimilato e lo elimina dall’organismo prima che cominci a fare danni (può favorire, infatti, la perdita di calcio attraverso le urine).
Ma se l’alimentazione è importante, lo è ancor di più se associata all’attività fisica: il movimento stimola infatti la produzione delle cellule che costruiscono nuovo materiale osseo. E poi è fondamentale la luce solare, che spinge il nostro organismo a produrre vitamina D, una sostanza scarsamente presente negli alimenti ma che fa da collante, fissando il calcio nelle ossa. L’ideale è dunque una bella corsa, una pedalata o una passeggiata all’aperto, e l’estate è proprio la stagione giusta per darci dentro!


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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