Tamoxifene, in gel ha meno effetti collaterali

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Tamoxifene, in gel ha meno effetti collaterali

29-08-2014 - scritto da Cinzia Iannaccio

Presto una nuova formulazione per il tamoxifene

Tumore al seno, la cura ormonale si fa più sicura

Tamoxifene, in gel ha meno effetti collaterali Il tamoxifene è da tempo uno dei farmaci maggiormente utilizzati per combattere il tumore al seno ER positivo sia in fase precoce che avanzata, nelle donne in pre e post menopausa. Si tratta di pillole che vanno assunte per anni. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research, messo a punto dalla Northwestern University, ha messo a punto ed analizzato l'efficacia di una nuova formulazione del farmaco: in gel, da applicare sulla pelle all'altezza della lesione neoplastica e dunque sul seno. I risultati sono promettenti: sembra che a parità di efficacia comporti meno effetti collaterali, nelle donne con carcinoma intraduttale sensibile agli estrogeni.

Il lavoro scientifico si è basato al momento solo su 26 pazienti (tra i 45 e gli 86 anni): metà di loro hanno assunto la pillola di tamoxifene, mentre le altre hanno spalmato il gel sulla mammella malata e dopo 6-10 settimane di trattamento i markers della crescita delle cellule tumorali sono risultati equivalenti in efficacia. Ora bisognerà attendere studi su più vasta scala, prima di una autorizzazione all'immissione in commercio, ma le premesse sono buone.

Questa nuova formulazione potrebbe essere particolarmente utile in tutte quelle donne che per motivi epatici non riescono a trarre benefici dalla terapia orale, ma più in generale, renderebbe più semplice l'accettazione della terapia per il lungo termine, anti-recidiva del tamoxifene per tutte quelle donne che non riescono a sopportarne o temono gli effetti collaterali (vampate, sudorazione, aumento di peso, rischio maggiore di menopausa precoce, deficit di fertilità, trombosi, sbalzi d'umore e depressione, oltre che dopo anni il pericolo di un tumore dell'endometrio).

La potenzialità del gel sta nel fatto che applicato localmente, verrebbe assorbito direttamente dal tessuto mammario che ne trarrebbe beneficio, senza andare prima in circolo nel sangue, con concentrazioni elevate.
Il tumore al seno non è stato ancora definitivamente sconfitto, ma le armi per vincere le battaglie personali ci sono. Ogni passo in più in tal senso della ricerca scientifica, è comunque un successo. Non credete anche voi?

Foto: Flickr

A cura di Cinzia Iannaccio, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2007, blogger, specializzata nel settore della salute e del benessere.
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