Un figlio a tutti i costi

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Un figlio a tutti i costi

16-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Mentre si studiano le cause della sterilità, cresce il fenomeno del “turismo procreativo”

Migliaia di coppie all’estero per aggirare la legge sulla fecondazione assistita

11/06/2007 - L’infertilità è una piaga sempre più diffusa nel nostro Paese, tanto che comincia a diffondersi un certo allarmismo sull’incremento del cosiddetto “turismo procreativo”, ovvero il viaggio all’estero che una coppia affronta per superare le limitazioni della legge italiana sulla fecondazione assistita. Secondo il Centro Artes di Torino, questo “pellegrinaggio” verso Paesi stranieri è aumentato di quattro volte negli ultimi due anni; oltre a spendere molti soldi, spesso le coppie rischiano di finire in centri poco professionali pur di realizzare il sogno di avere un bambino.
Prima dell’approvazione della legge 40, nel febbraio 2004, le coppie infertili che si rivolgevano all’estero erano 1.066; oggi sono oltre 4 mila. Meta preferita è la Spagna, a ruota Svizzera, Francia e Belgio. E poi ci sono località impensate: ad esempio Paesi come Repubblica Ceca e Slovenia, richiesti da chi vuole spendere meno; in Grecia in un noto centro di Salonicco le coppie italiane ora sono il 12% del totale. Infine in Turchia in un ospedale pubblico di Istanbul i nostri connazionali sfiorano il 20%.
Sempre dall’estero arrivano importanti notizie sull’infertilità. La prima riguarda la messa a punto, negli Stati Uniti, di un nuovo test “fai da te” chiamato “Fertell”, per lui e per lei. La componente maschile consente di misurare la concentrazione e la mobilità degli spermatozoi: da un campione di liquido seminale è possibile misurare la capacità degli spermatozoi di nuotare più o meno velocemente all’interno di una soluzione simile a quella prodotta dalle mucose, e in base alla loro velocità è possibile stabilire il tasso di fertilità. Il test femminile, invece, partendo da una traccia di urina, analizza il livello dei follicoli andando a stimolare un particolare ormone al 3° giorno del ciclo mestruale. L’eventuale livello abnorme di questo ormone è il segno che la potenziale fertilità dell’ovulo è bassa. I risultati sono disponibili entro un’ora ed entrambi i test vengono svolti a casa, senza necessità di rivolgersi al medico.
La seconda notizia riguarda le cause di infertilità. Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista Human Reproduction, a influire sulla capacità di procreare, oltre alla salute e ai livelli ormonali, è il peso dei partner. La ricerca ha seguito quasi 50 mila coppie che, dopo molti sforzi, sono riuscite a concepire un figlio senza ricorrere a tecniche di fecondazione artificiale. In circa 8.000 di queste, uno o tutti e due i partner era in sovrappeso, con un indice di massa corporea superiore a 25: per loro i tempi per il concepimento sono risultati una volta e mezzo più lunghi del normale. Per le coppie obese i dati sono peggiorati: i tempi sono triplicati.
Per quanto riguarda l’infertilità femminile, una delle cause si nasconderebbe nel cervello, nel meccanismo con cui le cellule nervose ricevono dagli ormoni femminili i segnali che danno il via all’ovulazione. La scoperta, di un gruppo di scienziati neozelandesi e statunitensi, è stata pubblicata sulla rivista Neuron. Gli estrogeni prodotti dalle ovaie cominciano a stimolare le cellule nervose attorno al 14° giorno del ciclo. In risposta, i neuroni scatenano il rilascio di un altro ormone, la gonadotropina, che dà il via libera all'ovulazione. Quando, nell’interazione tra estrogeni e neuroni, “qualcosa va storto” perché mancano alcuni tipi di recettori sulla superficie delle cellule nervose, crescono le probabilità di infertilità.
Se avvallata da ulteriori ricerche, la scoperta potrebbe avere un grande impatto nella cura della fertilità.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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