Un paziente su 10 è allergico ai farmaci

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Un paziente su 10 è allergico ai farmaci

19-11-2013 - scritto da Angela Nanni

Le allergie ai farmaci sono molto diffuse

Gli antibiotici e gli antinfiammatori sono fra i farmaci che più spesso procurano reazioni allergiche: che fare?

Un paziente su 10 è allergico ai farmaci L’ultima giornata del congresso di allergologia di Genova è stata dedicata alla discussione sulle allergie provocate da farmaci: si stima infatti che un paziente su 10 sia vittima del problema e addirittura la problematica può coinvolgere fino al 20% dei pazienti ospedalizzati.

Le reazioni avverse ai farmaci, purtroppo, nel 10% dei casi sono del tutto imprevedibili: i farmaci che possono dare il maggior numero di reazioni allergiche sono sicuramente gli antibiotici, penicilline, cefalosporine e sulfamidici in testa, ma danno reazioni avverse anche l’aspirina e i FANS (Farmacia Antinfiammatori non Steroidei).

Sicuramente uno dei farmaci che provoca il maggior numero di reazioni avverse è l’amoxicillina in associazione con l’acido clavulanico; in Italia numerose reazioni avverse sono correlate con l’utilizzo del ceftriaxone un antibiotico che si somministra per via intramuscolare, molto efficace e di rapida azione: questi farmaci possono determinare l’insorgenza di forme allergiche immediate e in questo caso oltre alla sospensione immediata del farmaco può essere necessario ricorrere all’uso di adrenalina per scongiurare lo shock anafilattico e la morte ma possono insorgere anche reazioni ritardate, che si manifestano con eruzioni cutanee; anche in questo caso è necessario sospendere il farmaco e assumere cortisonici perché gli antistaminici si rivelano abbastanza inutili.

Per quanto riguarda i farmaci biologici, invece, così definiti per la loro particolare modalità di sintesi esiste la possibilità di individuare preventivamente i pazienti che potrebbero sviluppare reazioni allergiche dopo la loro somministrazione: anche questi farmaci possono dare allergie, ma esistono delle strategie che si stanno via via definendo nel corso degli anni, che consentono di individuare quali sono i pazienti potenzialmente allergici al farmaco e trovare quindi il modo di desensibilizzarli ovvero di renderli non allergici al farmaco.

Queste strategie, naturalmente sono ancora da definire al meglio e quindi occorre ancora del tempo prima di arrivare a disporre di opportune linee guida al riguardo.

Rough days | Flickr

A cura di Angela Nanni, Farmacista iscritta all'Albo dal 2005 e Redattore medico scientifico freelance.
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