Una dieta ricca di carne e latticini dopo i 50 anni aumenta il rischio di cancro

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Una dieta ricca di carne e latticini dopo i 50 anni aumenta il rischio di cancro

05-03-2014 - scritto da Paola Perria

Carne e formaggi pericolosi come le sigarette, in termini di rischio cancro, dopo i 50 anni.

Attenzione alle troppe proteine animali dopo le mezza età, favoriscono il cancro.

Una dieta ricca di carne e latticini dopo i 50 anni aumenta il rischio di cancro

La notizia che stiamo per darvi non farà certo piacere ai tanti estimatori dei formaggi nostrani e delle grigliate di carne alla brace, ai fans di fiorentine e salsicce, di brasati e succulenti arrosti, ai golosi di pecorino e caciocavallo. Dopo i 50 anni, queste prelibatezze dovrebbero essere consumate con il contagocce, se non si vuole rischiare una morte precoce. Almeno stando ai risultati di un ampio studio condotto dal ricercatore italiano Valter Longo (Università di Davis, California), pubblicato sulla rivista Cell metabolism coinvolgendo un campione di 6300 over 50.

Ebbene, secondo i dati raccolti dallo studioso, coloro che seguivano una dieta ricca di proteine animali derivanti soprattutto da carne rossa e formaggi stagionati, aveva un rischio di ammalarsi di cancro del 353% in più rispetto ai coetanei che seguivano un'alimentazione a bassa concentrazione di proteine animali. Una percentuale persino superiore a quella delle sigarette, che aumentano le probabilità di ammalarsi di tumore del 300%.

All'origine di questo pericolo costituito dall'eccesso proteico nella dieta c'è il fattore di crescita IFG-1, che è si pensa possa innescare molte patologie gravi tra cui lo sviluppo dei principali tumori, come quello al colon. Per dieta ad alto contenuto di proteine animali (quindi tale da essere considerata pericolosa), si intende un apporto giornaliero di proteine che superi il 20% del totale introito calorico giornaliero. Tanto per capirci, un uomo di mezza età che ogni giorno si mangi una bistecca da 150 grammi e una bella fetta di formaggio da 100 g è senza dubbio a rischio.

Viceversa, una dieta in cui meno del 10% del totale dell'introito calorico derivasse da fonti animali, ridurrebbe al minimo il rischio e, quindi, aumenterebbe le aspettative di vita. Il nostro Longo ci fornisce anche degli utili consigli su come evitare di andare incontro a malattie gravi e a tumori per colpa di una dieta sbagliata. Secondo l'esperto, infatti, basterebbe sostituire le fonti proteiche di cui sopra, con altre più salutari, ad esempio con del buon pesce in associazione a legumi.

Questo tipo di dieta è molto comune per i centenari del Sud Italia: molti di questi centenari hanno mantenuto diete poveredi proteine quasi tutta la vita. Insomma, dobbiamo tornare alla dieta dei nonni

Ha spiegato Longo facendo riferimento, evidentemente, alla dieta mediterranea.

Dopo i 65 anni, però, si può mangiare qualche proteina (animale) in più, perché il fattore di crescita IFG-1 si riduce naturalmente. Uomo avvisato...



Foto| via Pinterest



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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