Via i pidocchi dai banchi di scuola

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Via i pidocchi dai banchi di scuola

16-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

In Italia colpiscono quasi due milioni di persone, di cui il 70% bambini. Contro l’ignoranza e i luoghi comuni… “Informiamo Insieme”!

Campagna di sensibilizzazione per sconfiggere i pidocchi a scuola

24/09/2007 - A settembre suona la campanella e, puntualissimi, ecco i pidocchi fare il loro ingresso a scuola e sulle teste di migliaia di bambini. Nonostante non esistano stime ufficiali in Italia, si calcola che siano circa 500 mila le famiglie che, ogni anno, si trovano a fare i conti con questi piccoli parassiti che non mollano: una vera e propria emergenza sanitaria, che tocca la sua massima incidenza proprio tra settembre e dicembre.
Cari genitori, non c’è nulla di cui vergognarsi! La pediculosi non deve essere un argomento tabù, perché è un fenomeno che può coinvolgere tutti, indiscriminatamente. Ed è proprio evitando di tenere nascosto il problema che la lotta può dare i suoi frutti. I pidocchi si diffondono anche grazie a ignoranza, luoghi comuni e inadeguate norme preventive. Per batterli occorre informare: è questo l’obiettivo della campagna educazionale “Informiamo Insieme”, la prima nel suo genere a livello nazionale.
Promossa e patrocinata da Federsanità Anci con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, “Informiamo Insieme” è partita proprio in questi giorni e ha cominciato a coinvolgere le prime 120 scuole tra materne ed elementari, selezionate nelle città di Milano, Roma e Napoli. Coinvolti anche gli insegnanti, gli uffici di igiene locali, i pediatri e i farmacisti. Tra i punti salienti della campagna, la programmazione di alcune ore di formazione in aula, tenute da un farmacista, e la creazione di un sito internet dedicato, con tanti utili consigli per prevenire e combattere i pidocchi (pidocchio KO, in pubblicazione a fine mese). Il sito si rivolgerà principalmente agli insegnanti, ai bambini e ai loro genitori, con sezioni dedicate e materiali scaricabili (opuscoli informativi, giochi, storielle e il simpatico “test pidocchioso”) capaci di spiegare la pediculosi in modo chiaro, distruggendo i falsi miti che ancora oggi la rendono un disagio e una vergogna. Ci sarà poi un’area ad accesso riservato per gli specialisti con tutte le novità in tema di trattamento.
Ma quali sono i luoghi comuni che ancora oggi circondano i pidocchi e rendono difficile la tempestività dell’intervento? Primo, che questi fastidiosi parassiti si diffondano in condizioni igieniche precarie o, peggio, a causa della massiccia presenza di extracomunitari nelle scuole. Niente di più falso: ci sono casi tenuti accuratamente nascosti anche nei più prestigiosi istituti milanesi o romani! I pidocchi prediligono i capelli chiari e sottili perché riescono ad afferrarli meglio e a deporre più uova; i capelli dei neri, invece, hanno una sezione ovale che non consente loro di restare aggrappati.
Altro falso mito è che i pidocchi siano il segnale di scarsa pulizia. Sbagliato: privilegiano i capelli puliti, perché riescono ad arrivare meglio alla cute per succhiare sangue. Infine, la stragrande maggioranza delle persone crede che i pidocchi siano in grado di saltare da una testa all’altra. Non è vero: saltano da un capello all’altro, non da una persona all’altra e lo scambio avviene quando i bambini dormono o giocano insieme, testa contro testa, o scambiandosi i cappellini, non semplicemente quando condividono lo stesso spazio.
Genitori: controllate spesso le teste dei vostri figli. Se le trovate “positive”, non tacete ma ottenete dalla scuola che anche gli altri genitori provvedano. E quello che è appena iniziato sarà un anno scolastico con un bel po’ di grattacapi in meno.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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