Zucchero, 5 buoni motivi per ridurne il consumo

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Zucchero, 5 buoni motivi per ridurne il consumo

05-06-2015 - scritto da Paola Perria

Glucosio, saccarosio, fruttosio se assunti in eccesso possono essere dannosi per la salute, ecco perché.

Troppi zuccheri nella dieta riducono le aspettative di vita e ci fanno ammalare.

Zucchero, 5 buoni motivi per ridurne il consumo

Neppure ci rendiamo conto della quantità di zuccheri che assumiamo nella nostra alimentazione quotidiana. Questo perché tendiamo a considerare solo quello che aggiungiamo nel caffè della mattina o quello contenuto nei dolcetti che ogni tanto ci gustiamo. Non consideriamo, però, il glucosio “occulto” presente in prodotti apparentemente sugar free, come ad esempio le salse (controlliamo gli zuccheri del comune ketchup), gli yogurt magri, gli hamburger e il prosciutto cotto confezionato, i panini  industriali (quelli che rimangono soffici per svariati mesi), le fette biscottate, i cereali e le barrette energetiche a base di muesli e cioccolato, le bibite e via discorrendo.

 

Zuccheri sono presenti anche nello scatolame (ad esempio nei sughi e nelle zuppe in lattina), nei pasti pronti da scaldare al microonde o in padella. Questo accade perché l’industria dell’alimentazione ha puntato soprattutto sui prodotti a basso contenuto di grassi (in genere messo ben in evidenza nella confezione), addizionati, però, di zuccheri per conservare il buon sapore, quello che ci fa pensare di stare facendo una scelta molto salutare e molto gratificante al contempo per la nostra salute.

 

Magari ci rimpinziamo di questi prodotti light e apparentemente salutari e “tagliamo” la frutta (che è, appunto, dolce), ritenendo che in questo modo assumeremo meno calorie e meno zuccheri. Grosso errore. Il fruttosio della frutta, infatti, è quello meno dannoso in assoluto, perché viene assorbito in maniera sana dal corpo, considerando che nella frutta ci sono tante fibre che riducono e rallentano l’assimilazione dei glucidi, e inoltre anche altre sostanze altamente benefiche come vitamine, minerali e antiossidanti.

 

Ma perché troppi zuccheri ci fanno male? Ecco 5 motivi per stare molto attenti a non eccedere con il “gusto dolce”.

 

1. Lo zucchero dà dipendenza. Quando assumiamo un cibo dolce, nella lingua vengono attivati i recettori del gusto che a loro volta inviano il segnale al cervello. Questo induce la produzione degli ormoni del “buon umore”, tra cui la dopamina, che ci fanno sentire non solo appagati, ma addirittura euforici. Peccato che tale sensazione duri pochissimo, perché è associata ai picchi di insulina prodotta dal pancreas per il metabolismo del glucosio. Tale sostanza entra in circolo nel sangue rapidamente quando ci gustiamo, ad esempio, una fetta di torta (ma non quando mangiamo un frutto, grazie alle fibre), procurandoci, dopo poco tempo, una sorta di “down” come dopo aver assunto uno stupefacente. Per tale ragione ci viene subito il desiderio di altro dolce, e se non riusciamo a tenere l’impulso sotto controllo cadiamo nella tipica spirale di chi sviluppa una dipendenza

 

2. Lo zucchero fa ingrassare. Lo sappiamo bene, perché gli zuccheri sono carboidrati, ci servono per produrre energia e quindi sono molto calorici. Questo significa che dobbiamo stare attenti a non esagerare con i consumi di quelli semplici e ad alto indice glicemico, che fanno impennare i livelli di insulina nel sangue, l’ormone associato al sovrappeso e alla sindrome metabolica. Il consiglio è quello di privilegiare i carboidrati complessi, come la pasta, meglio se integrale (più ricca di fibre e minerali), e di limitare a qualche occasione i dolci e le bevande zuccherate, così come i superalcolici e i cocktail alla frutta (fatti spesso con gli sciroppi)

 

3. Lo zucchero danneggia le funzioni cerebrali. E’ dimostrato che lo zucchero innesca a livello cerebrale dei processi di infiammazione che danneggiano i neuroni e favoriscono il declino cognitivo, la perdita della memoria e la formazione della placche di proteina beta-amiloide all’origine del morbo di Alzheimer

 

4. Lo zucchero favorisce ansia e depressione. Per il meccanismo di “altalena” emotiva associata alla dipendenza da cibo dolce, sembra che mangiare troppi dolci sia anche un bel viatico per la depressione nei soggetti predisposti. Questo perché il sapore dolce induce un momentaneo stato di benessere che, però come abbiamo visto, si dissolve rapidamente, lasciandoci ancora più sconsolati (e per di più con il senso di colpa per aver esagerato), e così… via libera d un altro dolcetto. Iper-attivando dopamina e serotonina, gli ormoni che regolano l’umore, creiamo uno scompenso a livello psichico che ci fa perdere il nostro naturale equilibrio. Per prevenire questo pericolo è bene seguire una dieta equilibrata ricca di antiossidanti, contenuti in frutta e verdura, pesce e oli vegetali,  e assumere i carboidrati sotto forma di cereali integrali (non zuccherati!) e derivati, e legumi

 

5. Lo zucchero indebolisce il sistema immunitario. Troppo zucchero semplice nella dieta induce uno squilibrio metabolico (con eccessiva produzione di insulina) che  sua volta “scompensa” il sistema immunitario  e sottrae nutrienti preziosi dagli altri cibi. Pensate che 100 grammi di zucchero al giorno (circa 8 cucchiai) riducono del 40% la capacità dei globuli bianchi di combattere i germi patogeni. Per la stessa ragione anche certi tipi di tumori sono favoriti proprio da sovrappeso e dieta ad alta concentrazione  di zuccheri

 

Alla luce di tutto questo, cosa dobbiamo fare? Evitare anche solo una fettina di dolce? No! Per stare in salute e vivere meglio non dobbiamo rinunciare a priori certi alimenti o demonizzarli, ma farne un utilizzo corretto in termini di quantità e frequenza di consumo, evitando ogni forma di eccesso o esclusione alimentare. Questo vale anche per lo zucchero, sul cui consumo di recente si è espressa anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi… ok una fetta di dolce ma per il bis… meglio pensarci 5 volte!



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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