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I probiotici: cosa sono, come assumerli

25-11-2011, 14:04 PM
Impediscono l’insediamento e la proliferazione dei batteri dannosi, ripristinano adeguati livelli di flora batterica buona. Ma non sono tutti uguali...
Per chi non è pratico di manuali di anatomia è difficile da credere: l’intestino, che molti considerano semplicemente la parte del corpo deputata allo scarico dei rifiuti, è uno dei punti focali della nostra salute. E’ l’organo responsabile di funzioni necessarie al sostentamento, come l’assorbimento dei nutrienti, dell’acqua e dei sali minerali; e il suo equilibrio è prezioso per proteggerci dagli agenti esterni. Mantenerlo in salute significa prendersi cura di sé.
Di solito al benessere intestinale ci pensa la sua flora batterica, costituita da un insieme di microrganismi che mantengono l’equilibrio dell’ecosistema. Quando questa convivenza pacifica si spezza, ad esempio a seguito di una cura antibiotica o di altri problemi (intossicazione, colite, intolleranza, colon irritabile), si può andare incontro a fastidiosi disturbi.
Per riportare l’equilibrio nell’ambiente intestinale, potrebbe essere utile ricorrere a un aiuto esterno che risponde essenzialmente a due nomi: probiotici e prebiotici. Concentriamoci sui probiotici.
Secondo la definizione del Ministero della Salute, si tratta di microrganismi che arrivano vivi e attivi nell’intestino e lì esercitano funzioni benefiche per l’organismo. Di solito li troviamo in farmacia, negli integratori di fermenti lattici vivi. Comunemente, però, vengono chiamati così gli alimenti che li contengono (latticini, drink, snack). Per essere definiti come probiotici, questi alimenti e queste bevande devono tuttavia soddisfare quattro requisiti:
• essere fatti con ceppi sicuri (ogni ceppo ha effetti specifici; sull’etichetta vanno indicati microrganismo contenuto e quantità);
• avere microrganismi capaci di arrivare vivi e vitali nel tratto terminale dell’intestino, dove possono moltiplicarsi;
• conferire un beneficio fisiologico dimostrato da studi e ricerche;
• contenere microrganismi (per lo più Lactobacillus e Bifidobacterium) in quantità tale da garantire a lungo questi effetti benefici. In breve, un probiotico appena fatto e uno prossimo alla scadenza devono contenere la stessa quantità di microrganismi vitali.
Alla luce di tutto questo, lo yogurt classico è un vero probiotico? No, perché il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus, ossia i due batteri che lo caratterizzano per legge, non sono di origine intestinale. Ciò significa che non sono sempre in grado di superare indenni la barriera dello stomaco. In ogni caso lo yogurt ha qualità nutrizionali positive.
I probiotici come i latti fermentati o i prodotti da forno si riconoscono dall’etichetta. Sono realmente efficaci, a patto di consumarli in modo continuativo. Vanno sempre tenuti in frigorifero e consumati subito dopo l’apertura, altrimenti si rischia di perdere gran parte dei fermenti a causa dell’ossidazione provocata dal contatto con l’aria.
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