Intolleranze alimentari: FODMAPs e lattosio

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Intolleranze alimentari: FODMAPs e lattosio

24-12-2018 - scritto da Viviana Vischi

Carboidrati complessi e latticini: due tipologie di alimenti che possono scatenare intolleranze. Parola all'esperto allergologo.

Le intolleranze alimentari ai FODMAPs e al lattosio spiegate dal Dott. Filippo Fassio, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica.

 

Si fa un gran parlare di carboidrati complessi o FODMAPs e latticini contenenti lattosio: ma attorno a queste tipologie di alimenti che spesso scatenano intolleranze e sintomi gastrointestinali c'è tanta confusione! Il Dott. Filippo Fassio, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica, autore del blog allergologo.net, cerca di fare un po' di chiarezza. 

 


 

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Dott. Fassio, sentiamo spesso parlare di cibi FODMAPs, ma... cosa sono? 

L’acronimo FODMAPs sta per oligo-mono-di-saccaridi e polioli fermentabili. Sono in generale un gruppo di carboidrati (zuccheri) che nel nostro intestino vengono digeriti da specifici enzimi: se questi non sono presenti in quantità sufficiente gli alimenti ricchi di FODMAPs non possono essere ben digeriti e quindi vengono fermentati, causando sintomi intestinali e non solo.

Gli alimenti ricchi di FODMAPs sono molti, e non per tutti valgono gli stessi consigli alimentari. Nel caso di un’intolleranza ai FODMAPs è consigliabile avvalersi della consulenza di un nutrizionista esperto.

 

I cibi ricchi di FODMAPs dunque possono scatenare intolleranze alimentari?

I cibi ricchi di FODMAPs possono scatenare sintomi (gastrointestinali ma non solo) nei soggetti intolleranti, ovvero coloro che non riescono a digerire bene i carboidrati in essi contenuti.

 

Cos’è una dieta FODMAPs (o meglio low FODMAPs)?

E' una dieta povera di carboidrati "facilmente fermentabili". Questi FODMAPs, presenti soprattutto nei vegetali, nel nostro intestino possono essere digeriti con difficoltà, e a quel punto la flora batterica intestinale li fermenta con liberazione di gas e di conseguenza pancia gonfia e molti altri sintomi gastrointestinali.

 

Dott. Fassio, la lista dei cibi FODMAPs è lunghissima... Come si fa a seguire una dieta del genere, bisogna rinunciare a tutto?

Assolutamente no! La dieta deve sempre essere, per quanto possibile, varia ed equilibrata. Inoltre anche per chi soffre di intolleranza ai FODMAPs il regime alimentare deve essere personalizzato, sia in base alla propria condizione clinica (non tutti hanno gli stessi sintomi a parità di dieta) sia in base alle proprie preferenze ed esigenze. Quindi, nel caso di un’intolleranza ai FODMAPs è consigliabile avvalersi della consulenza di un nutrizionista esperto.

 

E’ vero che i FODMAPs possono causare sindrome dell’intestino irritabile?

Diciamo che in molti soggetti con colon irritabile una dieta povera di FODMAPs può essere d'aiuto.

 

Passiamo al lattosio, altro argomento "caldissimo". Cos’è questa sostanza e perché molte persone sono intolleranti?

L’intolleranza al lattosio è molto diffusa, si stima che un 30% degli italiani soffrano – in vari gradi – di intolleranza al lattosio. Questa consiste nella difficoltà dell’intestino di digerire il lattosio, uno zucchero presente solo nei latticini, a causa della carenza o della totale mancanza dell’enzima lattasi.

 

E’ vero che oggi siamo tutti più sensibili al lattosio perché consumiamo troppi latticini anche da adulti?

No, nella gran parte dei casi l’intolleranza al lattosio è determinata geneticamente. È vero, tuttavia, che la capacità di digerire il lattosio in età adulta è un qualcosa che l’uomo ha acquisito successivamente nella sua evoluzione, perché in origine il latte era solo l’alimento del lattante. È però vero, che con l’allungarsi dell’aspettativa di vita, questo alimento riveste oggi un ruolo importante nell’alimentazione anche degli adulti.

 

Quali sintomi dà l’intolleranza al lattosio?

I sintomi generalmente sono di tipo gastrointestinale: gonfiore, mal di pancia, diarrea, a volte nausea e vomito. Oppure si possono avere – oltre a questi – dei sintomi “sistemici”, come episodi di mal di testa o senso di spossatezza.

 

Come distinguere una vera intolleranza al lattosio da una più “semplice” difficoltà a digerire latte e derivati?

In realtà è molto probabile che questi siano due aspetti della stessa situazione, solo che in alcuni soggetti i sintomi sono molto intensi e si manifestano anche dopo assunzione di piccole quantità di lattosio, mentre in altri i sintomi sono più lievi e si manifestano solo con assunzione di quantità più elevate. Il percorso diagnostico, tuttavia, non si differenzia ed in entrambi i casi può essere consigliabile eseguire i test diagnostici, ovvero il breath test con lattosio oppure il test genetico per identificare una non persistenza dell’enzima lattasi.

 

 

Mozzarella di bufala, formaggio grana, gorgonzola e ricotta: quali di questi formaggi ne contiene di più?

Dipende da vari fattori, tuttavia il formaggio grana (e tutti i formaggi stagionati in genere) non contiene lattosio, così come il gorgonzola in molti casi. Invece i formaggi freschi come mozzarella o ricotta di solito contengono elevate quantità di lattosio. Oggi sono tuttavia disponibili in commercio prodotti “delattosati”, nei quali il lattosio è stato rimosso con un procedimento industriale e risulta <0,1%.

 

Lo yogurt contiene lattosio?

Si, anche se i fermenti vivi contenuti al suo interno possono in parte digerirlo nelle sue componenti, glucosio e galattosio, che per il nostro intestino sono immediatamente assorbibili. Quindi, nello yogurt, la concentrazione di lattosio è molto variabile e cambia con il tipo, la marca, addirittura con il lotto di una stessa marca e cambia anche con il tempo trascorso tra la sua produzione e il consumo.

 

Quale altro cibo contiene lattosio? E’ vero che il lattosio viene usato come conservante in alcuni alimenti?

Solo i prodotti caseari, in origine, contengono lattosio. Tuttavia il lattosio può essere utilizzato nell’industria alimentare come additivo, per cui ci sono diversi alimenti non caseari che lo possono contenere. Un esempio tra tutti sono gli affettati come prosciutto o salumi: a meno che non venga espressamente specificato il contrario, questi alimenti facilmente contengono lattosio come additivo alimentare. Aanche altri elementi prodotti industrialmente, come i cibi pronti o semi-pronti frequentemente possono contenerlo.

 

 

In caso di intolleranza al lattosio bisogna per forza rinunciare a latte e derivati?

Nel caso di intolleranza primaria, ovvero quella che è geneticamente determinata e dura nel tempo, l’esclusione del lattosio è un elemento rilevante della terapia. Tuttavia esistono latticini naturalmente privi di lattosio (come parmigiano e altri), oppure prodotti delattosati (ovvero latticini che contenevano lattosio, ma ai quali è stato tolto in gran parte con un procedimento industriale). In altri casi, se i sintomi non sono particolarmente intensi, è possibile che il soggetto intollerante tolleri il lattosio fino ad una determinata soglia individuale, e quindi possa permettersi l’assunzione di modeste quantità di latte o latticini.

 

Come si diagnostica l’intolleranza al lattosio?

Una volta posto il sospetto sulla base dei sintomi si possono eseguire due tipi di test: il breath test con lattosio, nel quale si analizza l’aria espirata dopo che al soggetto è stato fatto bere un poco di lattosio disciolto in acqua, oppure il test genetico per identificare la predisposizione alla non persistenza dell’enzima lattasi. Ognuno di questi ha sui peculiari vantaggi e svantaggi, per cui sarà il medico a consigliare il test più idoneo nel singolo caso.

 

Intolleranze alimentari: vuoi saperne ancora di più? Ecco altre utili risposte del Dott. Filippo Fassio

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A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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