Intervento di cataratta: come avviene e cosa aspettarsi dopo

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Intervento di cataratta: come avviene e cosa aspettarsi dopo

03-02-2019 - scritto da Francesca Morelli e Viviana Vischi

La terapia della cataratta è esclusivamente chirurgica: scopri come si esegue l'intervento e dopo quanto tempo è possibile tornare a vedere senza l'uso di occhiali.

Cataratta e cataratta secondaria: ecco come curarle.

 

Hai già in mano una diagnosi certa di cataratta, effettuata da uno specialista dopo l’esecuzione di specifici esami e la valutazione dei tuoi sintomi? Allora già saprai che la sola cura possibile per risolvere l’opacità del cristallino è chirurgica. Niente di così drammatico, rassicurano gli esperti, perché la cataratta è un intervento di “routine” su cui si ha ampia esperienza, con oltre 300 mila casi l’anno e il 95% di successo, e di rapida ripresa grazie alle moderne tecniche che hanno ridotto sensibilmente rischi e complicanze.

 

Cosa aspettarti dall’intervento di cataratta?

La frantumazione del cristallino e la sostituzione della lente naturale, quella interna all’occhio, con una artificiale intraoculare di materiale plastico o in silicone, introdotta nell’occhio attraverso una piccolissima incisione (che nella maggior parte dei casi non richiede neppure i punti). Guardandoti allo specchio, non ti accorgerai di nulla perché la nuova lente risulterà assolutamente invisibile.

 

Intervento di cataratta: un’altissima precisione

L’intervento di cataratta oggi si effettua con due moderne tecniche accurate, precise, sicure. La più frequente è la facoemulsificazione, che in un tempo rapidissimo frantuma il cristallino attraverso l’emissione di ultrasuoni prima di procedere alla sua sostituzione con una lente artificiale. La facoemulsificazione è indolore, viene eseguita in regime ambulatoriale previa l’applicazione di alcune gocce di collirio che fungono da anestetico e ha tempi rapidi di guarigione. Anche il post–operatorio di solito va via liscio, grazie all’assenza di punti di sutura e di bendaggio dell’occhio (avviene solo in rari casi). A poche ore dall’intervento si torna a casa.

 

Il femtolaser, la seconda tecnica possibile, rappresenta l’ultima frontiera nella chirurgia della cataratta. Ha il vantaggio di traumatizzare in misura minore i tessuti oculari e si avvale di incisioni sulla cornea e sulla capsula che avvolge il cristallino ancora più micro. Alcune fasi dell’intervento sono eseguite da un computer, programmate su misura delle necessità dell’occhio del paziente, senza l’impiego di bisturi e pinze.

 

Il tipo di intervento da attuare e la gradazione della lente artificiale da impiantare dovrà essere decisa e definita insieme al medico. Già dopo il primo giorno dall’intervento, in più del 90% dei casi, si noterà un miglioramento della vista, salvo eccezioni quali pazienti con problemi in atto alla cornea, alla retina o al nervo ottico.

 

Per ulteriori dettagli sull’intervento per cataratta, parola al Dott. Giacomo Sanfelici, Direttore Tecnico dell’Ambulatorio medico-chirurgico di Oculistica Vìsus, Pietra Ligure (SV).

 

Video intervista al Dott. Giacomo Sanfelici, Direttore Tecnico dell’Ambulatorio medico-chirurgico di Oculistica Vìsus, Pietra Ligure (SV).

 

Operare: sì o no?

Non sempre l’intervento chirurgico alla cataratta è necessario, ma è caldamente consigliato quando il problema è causa di un deficit della vista tale da compromettere, specie in persone giovani, l’abilità al lavoro, rendere difficoltoso leggere a guardare la televisione, o diminuire la sicurezza alla guida. O, in soggetti più anziani, quando le difficoltà visive possono compromettere la vita di relazione o aumentare il rischio di incidenti domestici, come ad esempio le cadute con il conseguente pericolo di fratture ossee.

 

In alcuni casi invece l’intervento alla cataratta è sconsigliato, ad esempio in presenza di degenerazione maculare umida ancora in evoluzione, e sarà il medico a dovere definire il momento più opportuno  per operare.

 

Qualche complicanza esiste

Sebbene le moderne tecniche laser abbiano ridotto sensibilmente rischi e complicanze, come in qualsiasi intervento chirurgico permane sempre un margine dia possibilità di effetti indesiderati, soprattutto post-intervento. Fra questi l’ipertono, cioè aumento della pressione oculare, sebbene transitorio, l’occhio secco, l’edema maculare, il possibile distacco di retina in soggetti predisposti e diverse altre problematiche.

 

Indicazioni post-intervento

Cosa non fare:

  • Sfregarsi l’occhio qualora dovesse prudere o stuzzicarlo in altra maniera.
  • Addormentarsi sul lato dell’occhio operato la sera dell’intervento.
  • Sollevare pesi o fare sforzi eccessivi. 

 

Cosa fare:

  • Indossare gli occhiali da sole, anche in assenza di sole accecante, perché proteggono l’occhio dall’ipersensibilità alla luce.
  • Instillare le gocce di collirio secondo le modalità prescritte dal medico.
  • Non saltare i controlli post-intervento programmati per evitare il rischio di infezioni nelle settimane successive all’intervento.
  • Monitorare che la convalescenza proceda al meglio.

 

Occorre mantenere comportamenti corretti per circa 1-2 mesi dall’intervento, tempo utile per la cicatrizzazione definitiva della ferita che decreta la guarigione.

 

La cataratta secondaria

Ne hai mai sentito parlare? E’ una eventualità che potrebbe presentarsi, nel 25-30% dei casi, a distanza di due anni circa dall’intervento. Per cause non ancora note, dopo un certo tempo potrebbe infatti comparire una opacità della capsula posteriore del cristallino, cioè dell’involucro che si trova dietro alla lente artificiale impiantata nel corso dell’intervento, con conseguente annebbiamento e difficoltà visive.

 

Questa eventualità non deve spaventare perché si può correggere senza nuovamente sottoporsi a intervento chirurgico. Ce ne parla nuovamente l’esperto.

 

Video intervista al Dott. Giacomo Sanfelici, Direttore Tecnico dell’Ambulatorio medico-chirurgico di Oculistica Vìsus, Pietra Ligure (SV).

 

Vuoi sapere di più della cataratta, con particolare riferimento a cause, sintomi ed età di insorgenza? Leggi la prima parte dell’articolo!

 



   

Il Dott. Giacomo Sanfelici, Oculista, è Direttore Tecnico dell’Ambulatorio medico-chirurgico di Oculistica Vìsus, Pietra Ligure (SV)Per maggiori informazioni e contatti, visita il sito www.visusambulatorio.com o la pagina facebook www.facebook.com/visusambulatorio.



A cura di Francesca Morelli (Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2014, collaboratrice di testate web di medicina, scienza, salute e benessere specializzate in prevenzione, oncologia, alimentazione, medicina e medicina di genere, pediatria, e-health) e Viviana Vischi (Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico).

 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti proponiamo nei nostri articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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