Infertilità e PMA: come viverle con serenità

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Infertilità e PMA: come viverle con serenità

07-10-2019 - scritto da Paola Perria e Viviana Vischi

La procreazione medicalmente assistita è un percorso da affrontare con le giuste informazioni e l’accompagnamento di un ginecologo aperto al dialogo.

Tutta la verità sulla PMA.

 

Prima di affrontare il non facile percorso di ricerca di una gravidanza affidandosi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), non c’è coppia che non abbia guardato alla cosa con scetticismo. Finché riguarda gli altri – amici, parenti, persone famose viste alla tv o seguite sui social – si è portati a giudicare questa scelta con leggerezza, senza coglierne le implicazioni fisiche, economiche, e soprattutto emotive.

 

Questa fissa di fare figli ad ogni costo…” - si dice allora. Come fosse un capriccio.

Forzare la natura non va mai bene...” - rincarano i nostalgici. 

 

Ma pochi si domandano veramente cosa comporti una diagnosi di infertilità nelle dinamiche e nei cuori di una coppia.

 

ACCETTARE L’INFERTILITA’ SENZA PERDERE TEMPO

Il primo nodo da sciogliere è accettare il fatto che da soli non si riuscirà a concepire, per quanto lo si desideri e ci si provi. L’accettazione è importante per consolidare l’unione, ma è anche utile ad accelerare i tempi.

 

Perché il tempo - e questa è una verità certificata dai numeri e dalle percentuali di successo - è uno dei fattori chiave. Proprio per non voler affrontare il problema, molte coppie tergiversano, perdono spesso anni preziosi in cui potrebbero invece veder aumentare la loro possibilità di concepire, se solo avessero il coraggio di dire quella frase: “Abbiamo un problema”.

 

 

SCOPRIRE LE CAUSE DELL’INFERTILITA’

Non è facile, ma è bene capire subito una cosa: non c’è nulla di cui vergognarsi se i bambini non arrivano naturalmente. Non è una colpa o una maledizione, ma una condizione clinica come altre, le cui cause possono essere molte e diverse. Per indagarle bisogna rivolgersi a un ginecologo esperto di infertilità. Noi ne parliamo con la Dr.ssa Elisabetta Colonese, specialista in Ginecologia e Ostetricia del Centro Medico Sempione di Milano.

 

Nell'intervista, la Dr.ssa Elisabetta Colonese spiega alcune possibili cause di sterilità, con particolare focus sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili.

 

DECIDERE INSIEME AL GINECOLOGO LE STRADE PERCORRIBILI

Una volta accertate le cause di infertilità, sarà lo stesso ginecologo a consigliare gli eventuali centri di procreazione medicalmente assistita a cui rivolgersi in base al tipo di prestazione da intraprendere: alcune strutture si fermano alle tecniche più semplici, quelle di primo livello, altre offrono anche i trattamenti più complessi, prevedono la crioconservazione degli embrioni eccedenti, consentono la fecondazione eterologa, sono dotati di tutte le strumentazioni per esami e interventi. Perché attenzione: un percorso di PMA può essere piuttosto lungo.

 

Non sempre la gravidanza giunge dopo il primo ciclo di tentativi di fecondazione, a volte ci vogliono anni (e qui torniamo a battere sull’importanza del fattore tempo). Le statistiche sono confortanti: ci parlano di un ottimo 70% di gravidanze, ma solo dopo 5 anni di tentativi. Consigliato, quindi, prendere tutte le dovute informazioni prima di contattare un centro o un altro.

 

 

PMA: LE PAURE DELLE COPPIE

Molte coppie, ancorché convinte, quando cominciano a vedere cosa comporta realmente avvalersi delle tecniche di PMA, possono tirarsi indietro. Altre provano, ma poi desistono in corso d’opera. Perché, diciamocela tutta, queste procedure non hanno nulla a che vedere con la sessualità, per lo meno non con la sfera intima, privata e complice dell’atto sessuale che si compie per ottenere un concepimento naturale. Una coppia infertile sa che, ad andare bene, la fecondazione verrà indotta in utero con un’iniezione di spermatozoi tutt’altro che romantica. Le tecniche di secondo e terzo livello, poi, quali la FIVET e la ICSI, ottengono la fecondazione fuori dal corpo femminile, in un vetrino di laboratorio.

 

Quando un coppia decide di provare le tecniche di procreazione medicalmente assistita per generare quel figlio che non arriva, sa che sta accettando di perdere in parte il controllo sulla propria sessualità. Sa che non sarà una passeggiata. E’ per questo che molte coppie hanno paura, ad esempio, di “scoppiare”, cioè di non reggere le intrusioni, le manipolazioni, i tentativi a vuoto, le aspettative eccessive, le gravidanze interrotte, le stimolazioni ormonali, il corpo che cambia, l’umore che si altera. E poi… quel “voto” alla propria capacità riproduttiva. Frasi come “riserva ovarica esaurita”, oppure “spermatozoi immobili, pochi, malformati”, possono ferire, anche se dette con delicatezza.

Ne vale la pena? Sì, tutta la vita, dicono le coppie che ce l’hanno fatta!

 

 

PMA: L’IMPORTANZA DEL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE

Un buon consiglio per gli indecisi o i timorosi – e in generale per chiunque – è quello di rivolgersi a un ginecologo non solo esperto, ma anche accogliente, empatico, non giudicante, disponibile al dialogo. E’ solo creando una relazione aperta e sincera tra curante e curato che la strada della PMA diventa più facile da percorrere.

 

Un buon ginecologo dovrebbe accompagnare per mano la coppia, rispondendo a qualunque dubbio e difficoltà, ma anche ricordando di seguire alcune sane regole comportamentali che non solo aumentino le possibilità di concepire, ma permettano di rimanere in salute e gestire al meglio lo stress che i trattamenti comportano. Occorre infatti:

  • Mangiare bene, sano e bilanciato
  • Perdere peso in caso di sovrappeso
  • Non fumare e non bere alcolici
  • Cercare di dormire le ore giuste
  • Fare attività fisica moderata
  • Per le donne: evitare sforzi intensi dopo il transfer degli embrioni o dopo l’inseminazione intrauterina
  • Sottoporsi regolarmente ai controlli e alle visite anche per gli screening oncologici

 

PMA: L’IMPORTANZA DI VIVERLA IN COPPIA

Ultimo, ma non ultimo consiglio: avvalersi – perché no! – del sostegno di un terapista per il supporto psicologico e la gestione dell’ansia e dello stress. Meglio se in coppia. Perché un figlio si fa in due, e in questo caso è essenziale appoggiarsi l’uno all’altra, avere la stessa determinazione, guardare lo stesso orizzonte, camminare alla stessa velocità. I compiti e i pesi sono diversi, ma la condivisione è la stessa, e lo scopo è unico per entrambi. Diventare genitori. Una bella parola genitore. Significa “colui/colei che dà la vita”. Una vita che inizia in un vetrino, non è diversa da una che inizia in utero, e alla base c’è sempre lo stesso ingrediente, che non sono i gameti. Quell’ingrediente si chiama amore.

 


 

 

La Dr.ssa Elisabetta Colonese, specialista in Ginecologia e Ostetricia, riceve presso il Centro Medico Sempione di Milano. Per contattarla, clicca qui.

 


 

Alcune Associazioni di riferimento:

Associazione PMA Italia

Strada per un Sogno Onlus

Essere Genitori Onlus

 

Per approfondimenti puoi consultare:

Raccomandazioni per le coppie che desiderano avere un bambino

Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 40

PMA e LEA 2017

Il punto a 15 anni dall'entrata in vigore della legge n. 40



A cura di Paola Perria (Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere) e Viviana Vischi (Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico).
Profilo Linkedin di Paola Perria
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ATTENZIONE: le informazioni che ti proponiamo nei nostri articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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