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Vecchio 19-09-2006, 13:55 PM
L'avatar di barbie_75
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barbie_75
 
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Conoscere la tiroide e le sue patologie, capire quali sono gli esami da fare per controllare il suo corretto funzionamento

Cos'è la tiroide e quali sono le sue principali disfunzioni




La tiroide è una ghiandola endocrina (cioè a secrezione interna) a forma di farfalla, posta nella parte anteriore del collo e ha due lobi collegati da un sottile istmo. Posteriormente alla tiroide sono situate 4 piccole ghiandole, le paratiroidi ognuna delle dimensioni di un chicco di riso. Raramente le paratiroidi possono essere alloggiate dentro la parte posteriore della tiroide (0,5% dei casi).Esse sono importanti perchè regolano i livelli di calcio nel sangue.


La tiroide ha un ruolo importantissimo per regolare il metabolismo del nostro corpo e le sue funzioni, tra le quali: sviluppo del sistema nervoso centrale,cuore e pressione, accrescimento corporeo, al controllo di numerose funzioni metaboliche. Per fare questo produce ormoni tiroidei specifici sotto forma di tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3).
Sono gli ormoni tiroidei a dire all'organismo quanto veloce deve lavorare e come usare l'energia; essi inoltre hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo degli organi: regolano la velocità dei battiti del cuore e la pressione, il livello di colesterolo, il peso corporeo, la forza muscolare, le condizioni della pelle, dei capelli, delle unghie, l'acutezza mentale, la parola, la vista, il ritmo delle mestruazioni, lo stato mentale e tante altre funzioni.
Possiamo in alcuni casi accorgerci quando funziona troppo o troppo poco.
il centro funzionale della tiroide è rappresentato dai follicoli, sfere di tessuto rivestite da un unico strato di tireociti o cellule follicolari.

Al loro interno è contenuta la colloide costituita da una sostanza gelatinosa detta tireoglobulina (Tg),essa rappresenta un "magazzino" in cui sono conservati gli ormoni tiroidei e da dove sono liberati a seconda delle esigenze dell'organismo.

Gli ormoni contengono iodio, che pertanto è un componente essenziale per la loro produzione, inoltre esso "aiuta" la conversione del carotene in vitamina A, la sintesi delle proteine e dei carboidrati a livello intestinale. Lo iodio proviene dall'acqua che beviamo e dai cibi che mangiamo in quantità variabili; è importante quindi che sia presente in quantità sufficiente nella nostra alimentazione.La dose giornaliera di iodio consigliata è di 150microgrammi e di 250 microgrammi per le donne incinte, ovviamente le dosi si riferiscono a soggetti sani, chi ha problemi è bene che senta prima uno specialista, perchè in alcuni casi tipo nell'ipertiroidismo cagionerebbe danno ingerire grosse quantità di iodio! Una carenza di iodio determina un malfunzionamento della tiroide e la tendenza al gozzo. A livello preventivo, si può integrare l'alimentazione con l'utilizzo di sale iodato.
La carenza iodica nel suolo e di conseguenza negli alimenti costituisce un fattore predisponente alla patologia tiroidea.

Lo iodio assunto tramite l'alimentazione viene assorbito, ed e' captato dalla tiroide che lo immagazzina. La funzione della ghiandola è controllata dall'ipofisi mediante un ormone detto TSH; se l'ormone tiroideo si abbassa , il TSH comanda la sua liberazione dalla tiroide; se invece circola troppo ormone tiroideo , l'ipofisi mette a riposo la ghiandola tiroidea.

I primi accertamenti ai quali sottoporsi, per escludere o evidenziare problemi tiroidei, sono gli esami del sangue con i vari dosaggi ormonali e degli anticorpi. (TSH, T3, T4, Anticorpi TPO, Anticorpi Anti Tireoglobulina ANTI-TG, calcemia)

Gli Anticorpi Anti Perossidasi(TPO) sono prodotti verso il piu' importante enzima coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei. Esplicano un danno cellulare mediante l'attivazione del sistema complementare. Questi anticorpi di classe IgG sono presenti in quasi tutte le malattie autoimmuni tiroidee quali la malattia di Hashimoto, il mixedema, la malattia di Graves-Basedow. La combinazione di questo test insieme alla determinazione degli anticorpi anti-tireoglobulina e' indispensabile nella diagnosi differenziale anche se gli anticorpi anti-perossidasi (ATPO) sono di maggiore importanza patogenetica, in quanto si correlano con la fase attiva della patologia.

Gli Anticorpi Anti-Tireoglobulina possono essere rilevati nel 40%-70% di pazienti affetti da tiroidite cronica, nel 70% di pazienti affetti da ipotiroidismo, nel 40% di pazienti affetti da morbo di Graves-Basedow, ed in una piccola percentuale di pazienti affetti da altre patologie autoimmuni, in particolare anemia perniciosa.

Le alterazioni dei livelli di T3 e/o di T4 , e le corrispondenti alterazioni del TSH, ci indicano se esiste una normale funzione tiroidea, oppure se la ghiandola funziona poco o troppo.
Il TSH , moderatamente elevato, in presenza degli altri indici normali, indica una condizione di ipofunzione, che nella maggior parte dei casi,viene già trattata con un'opportuna terapia( ipotiroidismo sub clinico).

Il TSH è inoltre particolarmente utile per definire la corretta applicazione di una terapia con ormone tiroideo.
Se il TSH è ridotto, significa che la ghiandola sta funzionando troppo (ipertiroidismo), in caso contrario invece, se il TSH è alto, la tiroide sta lavorando poco( ipotiroidismo).
La ghiandola può subire infiammazioni (tiroiditi) o ingrandirsi (gozzo), o produrre una o più tumefazioni (noduli); alcuni di questi noduli possono essere sedi di tumori.

Una volta valutati i risultati degli esami con un buon medico endocrinologo, sarà lui a prescrivere gli eventuali accertamenti per ogni caso, valutando prima la situazione di familiarità, eventuali altre patologie del paziente, la presenza di noduli alla palpazione della ghiandola.
Il medico esamina la regione anteriore del collo compiendo un accurato esame obiettivo, alla ricerca di un aumento diffuso della ghiandola o di nodularità (vedi figura) .
Nella storia del Paziente saranno inoltre indagati sintomi che possono avere un riferimento alla funzione della tiroide:

- tachicardia (battiti del cuore troppo frequenti)
- insonnia
- tremori
- ansia
- scarsa adattabilità al freddo o al caldo
- depressione
- dimagrimento
- dolori muscolari
- anemia
- aumento di peso
- modificazioni della voce
- caduta dei capelli
- irregolarità mestruali
- disfunzioni sessuali

Solo dopo questa fase di anamnesi, potrà prescrivere uno o più di questi esami: la scintigrafia, l'ecografia, l'agoaspirato a volte alcuni medici a seconda dei casi ricorrono anche ad esami come la radiografia, la tac, la risonanza magnetica. per andare a fondo nella valutazione del caso.

Ago-aspirato (Agobiopsia-Esame citologico)

Questo tipo di esame si applicano in caso di patologia nodulare di ogni genere (noduli "freddi" alla scintigrafia, noduli scoperti in ecografia e non identificati alla scintigrafia).
Sotto controllo ecografico o durante esperta palpazione si "punge" il nodulo e si aspira materiale cellulare. L'esame del materiale aspirato deve essere eseguito da personale altamente qualificato, per garantire al paziente il minimo fastidio possibile in fase d'esame. Se durante la puntura sul nodulo si aspira sangue in eccesso ed il campione non risulta valutabile, la procedura DEVE essere ripetuta!Idem se viene aspirato in un nodulo prevalentemente colloidoicistico, solo il liquido cistico.L'esame di per se, non crea grossi disagi, ne eccessivo fastidio. Il dolore percetipo è quello di una semplice puntura, e dura pochi secondi.

Scintigrafia
La scintigrafia tiroidea, invece, è un’indagine condotta per valutare la distribuzione di un colorante radioattivo iodato (radioiodio) nel parenchima della tiroide, dimodocchè aree ipercaptanti, tramite un computer, assumano colorazione convenzionale in giallo ed in rosso (colori vivi) ed aree ipocaptanti in azzurro e verde.
Si esegue somministrando un indicatore radioattivo che viene assorbito della tiroide e la cui presenza è rilevata da una apparecchiatura predisposta a riconoscerne la presenza, la distribuzione e l’entità della fissazione.
E' particolarmente utile nei casi di nodularità tiroidee in quanto ci informa se il nodulo ha forte o debole affinità con l'indicatore e sarà possibile distinguere i noduli freddi, ipocaptanti, di natura sospetta displasica o neoplastica (infatti il tessuto tumorale perde la sua funzione di captazione) e noduli caldi, o aree ipercaptanti (adenoma tiroideo, m. di plummer, adenoma tossico). Nel primo caso , nodulo caldo, le aree circostanti della ghiandola saranno scarsamente rappresentate indicando una stato di "riposo" di tali zone (adenoma tiroideo con soppressione funzionale del resto della ghiandola) ; nel secondo caso , nodulo freddo, dovremo ricorrere ad ulteriori accertamenti di tipo citologico per definire la natura benigna o maligna del nodulo stesso.

Ecografia

E' una indagine semplice, innocua,indicata in tutti i casi senza alcun problema per l'età, il sesso, la gravidanza o l'allattamento. L'esame deve essere eseguito con operatori qualificati con apparecchi dotati di sonde ad alta risoluzione. Ripetendo una ecografia per apprezzare modifcazioni tiroidee nel tempo, è buona norma eseguire l'esame possibilmente sullo stesso apparecchio e con lo stesso operatore. L'ecografia ci fornisce informazioni morfologiche sulla ghiandola (forma, dimensioni, presenza di noduli) e sui linfonodi delle aree vicine. Non ci fornisce invece un giudizio funzionale.
Un medico esperto già dall'ecografia riesce a prelevare nozioni indicative, ma non conclusive sulla patologia e sugli ulteriori esami di diagnosi da fare.

ANDREMO A VEDERE ADESSO UNO PER UNO QUALI SONO I VARI DISTRURBI, E, LE VARIE PATOLOGIE CHE INTERESSANO QUESTA GHIANDOLA

Iniziamo a parlare dell'IPERTIROIDISMO
Come abbiamo già detto, l'eccesso di ormone in circolo nell'organismo, testimonia che la nostra tiroide, sta lavorando troppo, dando origine a quello che si chiama ipertiroidismo.
Il termine di tireotossicosi indica anch’esso la presenza di quantità di ormone troppo elevate, ma si riserva in genere a situazioni derivate da fatti infiammatori a carico della ghiandola o da esagerate assunzioni farmacologiche di ormone tiroideo o ancora da patologie tumorali extratiroidee.

Le seguenti patologie portano all'ipertiroidismo:

morbo di Basedow
gozzo iperfunzionante
un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico)
inappropriata secrezione di TSH
secrezione tumorale di fattori TSH simili
tiroiditi
assunzione farmacologica in eccesso di ormone tiroideo
tumori ovarici
metastasi di tumori tiroidei differenziati

i sintomi dell'ipertiroidismo

nervosismo
debolezza, stanchezza
intolleranza al caldo
perdita di peso
palpitazioni
aumento dell’appetito
tendenza alla diarrea
disturbi mestruali
iperattività
tachicardia
aumento della pressione arteriosa
cute calda liscia e sottile
tremori
ginecomastia (aumento del volume delle mammelle nel maschio)
esoftalmo


Nel Morbo di Basedow , è presente l’oftalmopatia basedowiana , una patologia impegnativa dell’occhio, e il mixedema pretibiale, un gonfiore delle gambe assai caratteristico, questo per chiarire che in determinate patologie, vi è la presenza tipica di alcuni sintomi.



Come si cura l'IPERTIROIDISMO

Classicamente la terapia degli ipertiroidismi puo’ essere farmacologica, radiometabolica o chirurgica.
La terapia con radio iodio (TERAPIA RADIOMETABOLICA) distrugge il tessuto tiroideo iperfunzionante e solitamente ne esita una ridotta funzionalità della ghiandola che richiede poi l’assunzione di ormone tiroideo. La chirurgia si riserva ai grossi gozzi oppure si sceglie se la paziente è in giovane età, e si è già provata la terapie farmacologica senza buoni risultati.

IPOTIROIDISMO

l'Ipotiroidismo invece,è la situazione clinica durante la quale, la nostra tiroide, secerne ormoni insufficienti .

Le seguenti patologie portano all'ipotiroidismo

esito di chirurgia demolitiva della tiroide
terapia radio-iodio
malattie metaboliche da accumulo
agenesia , ectopia della tiroide
tiroidite cronica
carenza o eccesso di iodio
farmaci antitiroidei
sostanze anti tiroidee presenti nella dieta o nell’ambiente
lesioni ipotalamo ipofisarie
resistenza generalizzata agli ormoni tiroidei
gravidanza (tiroiditi post partum o anticorpi bloccanti)

i sintomi dell'ipotiroidismo


debolezza, sonnolenza
intolleranza al freddo
intolleranza al caldo
stipsi
aumento di peso
perdita di appetito
secchezza e perdita dei capelli
disturbi della memoria
pelle secca
palpebre gonfie
gambe gonfie
mestruazioni eccessivamente abbondanti
ingrossamento della lingua
affanno, dolori muscolari
colesterolo elevato
anemia


Come si cura l'IPOTIROIDISMO

La terapia consiste nel ripristinare corretti livelli di ormone tiroideo somministrandolo ogni giorno. Si impiega la levotiroxina (L-T4) a dose adeguata a mantenere un normale equilibrio di TSH, ft3 ed ft4.


TIROIDITI

La tiroidite è una infiammazione della ghiandola tiroidea e la causa più comune di ipotiroidismo.
Quando i pazienti con tiroidite hanno dei sintomi, questi sono di solito quelli dell'ipotiroidismo.
E' inoltre comune avere una tiroide ingrandita che può poi rimpicciolirsi col tempo.
La tiroidite più comune è la tiroidite cronica di Hashimoto, una patologia del sistema immunitario che non causa dolore.
La tiroidite di Hashimoto colpisce circa il 5% della popolazione adulta, aumentando di frequenza, in particolare nelle donne, col progredire dell'età, ha carattere autoimmunitario, è molto spesso completamente asintomatica, e può essere associata ad altre patologie autoimmuni.
Un'altra forma, che colpisce le donne in età fertile, è la tiroidite post-partum. Si presenta nel 5-9% delle donne subito dopo aver partorito ed è di solito una condizione transitoria.
Le infezioni virali e batteriche possono anch'esse causare una tiroidite, che si accompagna a dolori al collo e segni di ipertiroidismo.


La tiroidite di Hashimoto o tiroidite cronica autoimmune è una malattia organo-specifica, a patogenesi autoimmune, caratterizzata morfologicamente da una cronica infiltrazione linfocitaria e da frequente evoluzione verso l’ipotiroidismo. La positività degli autoanticorpi circolanti, anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e anti-tireoglobulina (anti-TG), sottende la patogenesi autoimmune e, al tempo stesso, ha un fondamentale significato diagnostico. I meccanismi del danno d’organo sono complessi e comprendono la partecipazione dell’immunità umorale e di quella cellulo-mediata.

La tiroidite cronica autoimmune è la forma più comune di tiroidite e la sua prevalenza è nettamente superiore nel sesso femminile e nell’età avanzata. Qualora si prendano in considerazione anche le forme asintomatiche, definite dall’esclusiva positività anticorpale, esse sembrano costituire in assoluto la più frequente tireopatia, soprattutto se si considerano le aree non iodio-carenti.

La definizione generale di tiroidite cronica autoimmune comprende le seguenti varianti morfologiche e cliniche:

1. tiroidite di Hashimoto propriamente detta, caratterizzata da gozzo diffuso con o senza ipotiroidismo;
2. tiroidite autoimmune asintomatica ad impronta atrofica, definita dalla positività autoanticorpale, in assenza di gozzo o di franco ipotiroidismo;
3. mixedema idiopatico, che si manifesta con ipotiroidismo conclamato, in assenza di gozzo, con anticorpi spesso negativi.
Considerando le tiroiditi autoimmuni nel loro insieme, si può dire che il quadro obiettivo-sintomatologico è assai variabile nei singoli soggetti, dall’assoluta asintomaticità, alla presenza di gozzo di variabili dimensioni, con o senza ipotiroidismo.


L’evoluzione in senso ipofunzionale è imprevedibile nel singolo soggetto, poiché può manifestarsi in qualsiasi fase della malattia: talora rappresenta la manifestazione di esordio, ma più frequentemente compare in pazienti con positività anticorpale nota da anni. In molti casi, la comparsa di segni e sintomi conclamati di ipofunzione segue una fase di ipotiroidismo subclinico, che è definito dall’elevazione isolata del TSH, con normalità degli ormoni tiroidei, in pazienti del tutto asintomatici.
La progressione verso l’ipotiroidismo conclamato è più frequente nei maschi, mentre nelle donne la frequenza aumenta in età superiore a 45 anni. In generale, è stato stimato che i pazienti con anticorpi positivi vadano incontro ad ipotiroidismo conclamato con una frequenza del 2-4% all’anno. Raramente si possono osservare fasi transitorie di iperfunzione, legate a rapida progressione del danno parenchimale con dismissione di ormone preformato o a fasi di ipersecrezione mediate da anticorpi stimolanti il TSH (cosiddetta Ha****ossicosi). Del tutto eccezionale è la presenza di oftalmopatia autoimmune.La diagnosi si avvale, oltre agli elementi anamnestico-obiettivi, del dosaggio degli anticorpi antitiroide circolanti, in particolare degli anti-TPO, che risultano positivi in oltre il 90% dei casi. Utile supporto viene fornito dall’ecografia, che dimostra un’ecostruttura diffusamente ipoecogena, disomogenea, con margini irregolari e polilobulati.

Come curare le tiroiditi


In caso di ipotiroidismo conclamato, il trattamento universalmente riconosciuto prevede la somministrazione di L-tiroxina a dosaggio sostitutivo, tale da riportare il TSH nei limiti di normalità, tra 1 e 4 mU/l. La posologia di L-tiroxina è generalmente compresa tra 1 e 2 #956;g/Kg/die, ma deve essere calibrata individualmente.

Nei casi di tiroidite associata a gozzo, con o senza ipotiroidismo, può essere opportuno aumentare la posologia della tiroxina, in modo da ottenere la parziale o completa soppressione del TSH, con finalità antistrumigena. Nei casi di tiroidite senza gozzo e normale funzionalità tiroidea, o di ipotiroidismo subclinico (TSH compreso tra 4 e 10 #956;U/ml e ormoni tiroidei nella norma), l’opportunità di instaurare un trattamento deve essere valutata nel singolo caso, tenendo conto di vari fattori individuali quali:

l’età,
la coesistenza di patologie cardiache o di osteoporosi
la capacità di collaborare e di sottoporsi a periodici controlli clinici e laboratoristici.


<font color="limegreen">Linck utile</font id="limegreen">

cliccando sul linck sottostante appariranno tutti gli ospedali che in italia trattano gli interventi alla tiroide, sono evidenziati centri con reparti di eccellenza, anche se alcuni centri non sono in evidenza (perchè magari non hanno il reparto di endocrinologia chirurgica a parte), non vuol dire che non siano ugualmente validi!
Vuole comunque essere un aiuto per chi non sa dove sbattere la testa in un momento difficle come quello della scoperta di un tumore alla tiroide

Corriere della Sera - Sportello cancro



VADEMECUM PER GLI HASHIMOTINI (grazie ad Amalia!)

Penso che ci siano delle cose da fare senza esitazioni, per non perdere tempo e per avere certezze sulla diagnosi e sulla cura.

*Fare in due giorni (purtroppo anche a pagamento per fare subito) gli esami ematici (anticorpi, FT3,FT4,TSH) e l'ecografia della tiroide. La risposta si ha l'indomani, in genere.

*Se il TSH è superiore al valore, anche di poco, maggiore dell'intervallo normale e l'ecografia evidenzia anomalie, prenotare subito visita dall'endo, uno con le palle.

*Quando si assume eutirox (a digiuno), fare colazione dopo almeno un'ora, non mangiare cibi integrali, né assumere farmaci che contengano alluminio. Questo perché, in entrambi i casi, diminuisce, per questioni chimiche, la quantità di Eutirox attiva

*Verificare se siamo affetti da celiachia e se abbiamo intolleranza al lattosio.

*Sarebbe meglio,visto che siamo affette da una malattia auto immune, fare la ricerca di tutti gli anticorpi delle principali malattie autoimmuni

*Controllare, anche tra quelli riportati nel link del Dr. Di Piazza, (Dottore Vincenzo Piazza - Specialista Endocrinologo - HomePage) i farmaci che interagiscono con il nostro caro Eutirox

*Fare in modo di avere le funzioni gastroenteriche a posto.

*Bisogna assumere l'eutirox al più presto, ma in quantità a poco crescente (controllando il TSH ogni volta), per evitare di andare in depressione fisica e mentale.




Link utili:

Rai.TV - Cominciamo Bene - La tiroide
Chirurgia della Tiroide - SALVATORE VIRZI
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Ultima modifica di Redazione; 04-06-2014 alle 14:57 PM
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Vecchio 19-09-2006, 15:51 PM
L'avatar di Dhalia
Forum Salute - Fan
Leggermente assonnata....
 
Località: Emilia Romagna
Dhalia
 
Nel forum da: Sep 2006
Messaggi: 14.174
Predefinito Riferimento: Tiroide: funzioni, patologie, esami e diagnostica

L'attività della tiroide è regolata dall'ipofisi tramite l'ormone tireostimolante (TSH). Il TSH stimola le cellule della tiroide, aumentando la loro capacità di captare iodio e di produrre tiroxina e ne stimola anche la proliferazione. Per produrre la giusta quantità di ormoni tiroidei, occorre ingerire una quantità di iodio di circa 50 mg l'anno. Una notevole concentrazione di fluoro nel sangue ostacola la sintesi della tiroxina e disorienta l'attività tiroidea, perchè il fluoro è molto reattivo e simile allo iodio.
Rispondi Con Citazione
  #3 (permalink)  
Vecchio 19-09-2006, 20:08 PM
L'avatar di antonella25
Member
 
antonella25
 
Nel forum da: Sep 2006
Messaggi: 43
Predefinito Riferimento: Tiroide: funzioni, patologie, esami e diagnostica

Morbo di Basedow o di Graves

E’ la forma più comune e più rappresentativa di ipertiroidismo. Numerosi studi hanno dimostrato che il sesso femminile ne è più colpito. Le fasce di età più colpite sono quelle tra i 20 e i 40 anni.
In questa patologia è stata dimostrata la predisposizione genetica. La causa che determina la malattia è tuttora sconosciuta. Si suppone che un individuo con predisposizione genetica, in seguito ad infezione virale della tiroide o ad altri agenti che stimolano il sistema immunitario, produca dei fattori autoimmunitari il cui effetto finale è quello di stimolare la tiroide alla produzione degli ormoni tiroidei. Questi fattori si ritrovano nel sangue e sono conosciuti con il nome di Immunoglobuline stimolanti la tiroide (TSI) o anticorpi stimolanti la tiroide (Tsab) .
I segni caratteristici di questa forma di ipertiroidismo sono:

ingrossamento della ghiandola tiroidea, entrambi i lobi tiroidei sono diffusamente e simmetricamente aumentati di volume (gozzo tossico diffuso),

oftalmopatia infiltrativa dovuta ad infiltrazione di cellule che intervengono nei processi infiammatori (linfociti) nei muscoli extraoculari , il paziente ha edema periorbitale e protrusione dei bulbi oculari (esoftalmo)

dermopatia dovuta ad infiltrati di cellule nel derma solitamente a livello del dorso delle gambe.
Rispondi Con Citazione
  #4 (permalink)  
Vecchio 31-10-2006, 13:06 PM
L'avatar di ilarietta
Senior Member
 
Località: Veneto
ilarietta
 
Nel forum da: Jun 2006
Messaggi: 1.483
Predefinito Riferimento: Tiroide: funzioni, patologie, esami e diagnostica


Il cancro della tiroide


INFORMAZIONI GENERALI


Che cos’è il cancro della tiroide?

Il cancro della tiroide è un tumore che origina nei tessuti della tiroide. La tiroide è una ghiandola che si trova alla base del collo, che si compone di due lobi laterali, destro e sinistro. La ghiandola tiroidea secerne ormoni importanti per la funzionalità normale dell’organismo.

Alcuni fattori possono far aumentare il rischio di insorgenza di un tumore della tiroide:

la maggior parte dei pazienti ha un’ età compresa tra 25 e 65 anni;
i soggetti che sono stati esposti a dosi elevate di radiazioni o che, per motivi medici, sono stati sottoposti a irradiazione della testa e del collo durante l’infanzia o l’adolescenza hanno un rischio più elevato di sviluppare un tumore tiroideo. L’intervallo tra il trattamento radiante e l’insorgenza del tumore può andare da 5 a venti anni;
individui che sono stati affetti da gozzo (ingrossamento della tiroide) o che hanno una storia familiare di malattie tiroidee hanno un rischio superiore alla popolazione normale di sviluppare cancro alla tiroide;
il cancro della tiroide è più frequente nel sesso femminile;
individui di origine asiatica hanno un rischio maggiore rispetto ad altre popolazioni di sviluppare cancro alla tiroide.
Se notate la presenza di un nodulo o di un gonfiore al centro del collo o in altre parti dello stesso, recatevi dal medico di base.
In presenza di questi segni, egli palperà la tiroide e il collo per accertare la presenza di eventuali noduli. Vi prescriverà poi le analisi del sangue o particolari esami che consentano di visualizzare la tiroide e di riscontrare se il nodulo tiroideo produce troppi ormoni. Il medico potrebbe anche eseguire un’agobiopsia, che consiste nel prelevare un piccolo campione di tessuto inserendo alla base della gola un ago sottile, attraverso il quale si aspira il campione tissutale. Il campione è, quindi, inviato in laboratorio per l’analisi al microscopio al fine di accertare se contiene cellule tumorali.
Esistono quattro tipi principali di tumore della tiroide in funzione dell’aspetto delle cellule tumorali al microscopio:
carcinoma papillifero o papillare;
carcinoma follicolare;
carcinoma midollare;
carcinoma anaplastico.
Alcuni tipi di tumore tiroideo crescono più rapidamente di altri. Le probabilità di guarigione (prognosi) e la scelta del trattamento dipendono dalla localizzazione, dal tipo e dallo stadio del tumore (se è circoscritto alla tiroide o se si è diffuso ad altri organi), nonché dall’età e dalle vostre condizioni generali di salute. La prognosi, in generale, è migliore se il paziente ha meno di 40 anni e se il tumore non si è già diffuso ad altri organi.
I geni presenti nelle nostre cellule contengono i ‘codici’ ereditati dai nostri genitori. Nei pazienti portatori di alcune forme di carcinoma tiroideo è stata rilevata la presenza di un gene anormale. In presenza del tipo midollare, il paziente potrebbe essere nato con un certo gene anomalo, che potrebbe aver determinato l’insorgenza del tumore. Altri membri della sua famiglia potrebbero avere ereditato lo stesso gene anomalo. Sono stati messi a punto dei test, che consentono di stabilire chi è portatore di un difetto genetico molto prima che il tumore si formi. È importante che il paziente e i suoi familiari (figli, nipoti, genitori, fratelli, sorelle) s’informino in merito alla possibilità di sottoporsi a questi test. Il loro risultato strettamente riservato e può essere utile al vostro medico per aiutare voi e i vostri familiari. I componenti della famiglia, inclusi i bambini piccoli, che non hanno il tumore, ma che sono portatori di questo gene anomalo, possono ridurre il rischio di ammalarsi di cancro midollare della tiroide sottoponendosi a tiroidectomia, l’intervento di asportazione della tiroide.

GLI STADI DEL CANCRO DELLA TIROIDE

IMPORTANTE

Una volta dimostrata la presenza del tumore, sarete sottoposti ad ulteriori accertamenti per verificare se le cellule neoplastiche si sono diffuse ad altri organi.
Il cancro della tiroide si classifica secondo i seguenti stadi:
carcinoma papillifero e follicolare
carcinoma midollare
carcinoma anaplastico
carcinoma della tiroide recidivante
Una volta dimostrata la presenza del tumore, sarete sottoposti ad ulteriori accertamenti per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell’organismo (stadiazione). La stadiazione è importante per la scelta del trattamento più indicato per il vostro caso.

Il cancro della tiroide si classifica secondo i seguenti stadi:

Carcinoma papillifero e follicolare

Si classifica secondo i seguenti stadi:

- Stadio I:

il tumore è diagnosticato in pazienti di età inferiore a 45 anni, può essersi diffuso al collo o nella regione superiore del torace e/o ai linfonodi (piccole strutture del sistema linfatico, a forma di fagiolo, presenti in tutto il corpo, che producono e conservano le cellule che combattono le infezioni) vicini, ma in nessun’altra parte del corpo;
il tumore è diagnosticato in pazienti di 45 anni e oltre, misura 2 cm di diametro o meno ed è localizzato soltanto alla tiroide.
- Stadio II:

il tumore è diagnosticato in pazienti di età inferiore a 45 anni, si è diffuso ad altri organi, come i polmoni o le ossa, e può avere invaso i linfonodi vicini;
il tumore è diagnosticato in pazienti di 45 anni di età e oltre, misura più di 2 cm di diametro ma meno di 4 cm ed è localizzato soltanto nella tiroide.
- Stadio III: il tumore è diagnosticato in pazienti di 45 anni o di età superiore e:

misura più di 4 cm, oppure
indipendentemente dalle dimensioni, si è diffuso al di fuori della tiroide e/o ai linfonodi del collo.
- Stadio IV: si suddivide convenzionalmente in stadio IVA, IVB e IVC:

stadio IV A: il tumore è diagnosticato in pazienti di 45 anni e più; indipendentemente dalle dimensioni, si è diffuso entro la regione del collo e/o ai linfonodi del collo o della parte alta del torace;
stadio IV B: il tumore è diagnosticato in pazienti di 45 anni e più; indipendentemente dalle dimensioni, si è diffuso ai tessuti del collo, vicino alla spina dorsale o intorno ai vasi sanguigni del collo o della parte alta del torace e può avere invaso i linfonodi;
stadio IVC: il tumore si è diffuso ad altri organi, come i polmoni o le ossa, e può avere invaso i linfonodi vicini.
Carcinoma midollare

Si classifica secondo i seguenti stadi:

- Stadio 0: Non è individuabile un tumore nella tiroide, ma la malattia s‘individua attraverso test di screening. Lo stadio 0 si definisce anche carcinoma in situ.

- Stadio I: il tumore non supera 2 cm di diametro ed è circoscritto alla tiroide.

- Stadio II: il tumore misura più di 2 cm ma meno di 4 cm e si trova soltanto nella tiroide.

- Stadio III: il tumore:

misura più di 4 cm di diametro; oppure
indipendentemente dalle dimensioni, si è diffuso al di fuori della tiroide e/o ai linfonodi del collo.
- Stadio IV: si suddivide convenzionalmente in stadio IVA, IVB e IVC:

stadio IV A: il tumore, indipendentemente dalle dimensioni, si è diffuso entro la regione del collo e/o ai linfonodi del collo o della parte alta del torace;
stadio IV B: il tumore, indipendentemente dalle dimensioni, si è diffuso ai tessuti del collo vicino alla spina dorsale o intorno ai vasi sanguigni del collo o della parte alta del torace, e potrebbe avere invaso i linfonodi;
stadio IV C: il tumore si è diffuso ad altri organi, come i polmoni o le ossa, e potrebbe avere invaso i linfonodi.
Carcinoma anaplastico

Il carcinoma della tiroide anaplastico è considerato lo stadio IV dei tumori tiroidei. Esso cresce rapidamente ed è in genere già diffuso nella regione del collo quando è diagnosticato. Il carcinoma anaplastico in genere si sviluppa in individui di età avanzata.

Carcinoma della tiroide recidivante

Si definisce recidivante il tumore della tiroide che si ripresenta dopo il trattamento. La recidiva può svilupparsi nella stessa sede del tumore primitivo oppure in un altro organo.

OPZIONI TERAPEUTICHE


IMPORTANTE

• Esistono trattamenti diversi per i pazienti portatori di cancro della tiroide.
• Esistono quattro opzioni terapeutiche standard:

chirurgia
radioterapia
ormonoterapia
chemioterapia
• Sono attualmente in corso alcuni studi clinici miranti a valutare l’efficacia di altre modalità terapeutiche.
- terapia biologica
• Esistono terapie del dolore per il cancro del pancreas.
• I pazienti portatori di cancro del pancreas hanno esigenze nutrizionali particolari.

Esistono trattamenti diversi per i pazienti portatori di cancro della tiroide.
Esistono trattamenti diversi per i pazienti portatori di cancro della tiroide. Alcuni trattamenti sono standard (il trattamento attualmente praticato), altri sono in fase di sperimentazione nell’ambito di studi clinici. Lo studio clinico è una ricerca, che ha come scopo quello di migliorare i trattamenti attualmente applicati o di ottenere informazioni su modi più efficaci di trattamento dei pazienti oncologici Se gli studi clinici dimostrano che un nuovo trattamento è migliore dei trattamenti attualmente impiegati come trattamento ‘standard’, il nuovo trattamento potrà diventare il trattamento ‘standard’.

Esistono quattro opzioni terapeutiche standard, che sono:ù

Tutti i pazienti portatori di carcinoma della tiroide possono essere sottoposti a trattamento. Esistono quattro opzioni terapeutiche:

Chirurgia

La chirurgia è il trattamento più comune per questa forma di neoplasia. Il chirurgo potrà decidere di asportare il tumore attuando uno dei tipi di intervento di seguito descritti:

lobectomia: consiste nell’asportazione del lobo in cui è localizzato il tumore; nella stessa sede si potrà eseguire una biopsia linfonodale, per vedere se i linfonodi sono invasi o indenni;
tiroidectomia subtotale: consiste nell’asportazione di tutta la ghiandola tiroidea tranne una piccola porzione;
tiroidectomia totale: è l’intervento di asportazione di tutta la tiroide;
dissezione linfonodale: consiste nell’asportazione dei linfonodi del collo che sono stati invasi dalle cellule neoplastiche.
Radioterapia

La radioterapia consiste nell’applicazione di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Per il trattamento del cancro della tiroide, le radiazioni sono di solito erogate da una macchina esterna all’organismo (radioterapia esterna). In alternativa si può far bere al paziente un liquido contenente iodio radioattivo. La tiroide assorbe lo iodio, che quindi si raccoglie nel tessuto tiroideo residuo, uccidendo le cellule neoplastiche.

Ormonoterapia

L’ormonoterapia (o terapia ormonale) consiste nella somministrazione di ormoni per bloccare la crescita delle cellule tumorali. Per il trattamento del cancro della tiroide, gli ormoni somministrati hanno lo scopo di inibire la produzione di altri ormoni che potrebbero stimolare la crescita delle cellule neoplastiche. L’ormonoterapia si attua di solito per via orale.

Chemioterapia

La chemioterapia è la modalità terapeutica che distrugge le cellule tumorali attraverso la somministrazione di farmaci, che possono essere assunti per bocca in forma di compresse, oppure iniettati per via endovenosa o intramuscolare. La chemioterapia si definisce trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell’organismo e in questo modo può raggiungere e distruggere le cellule tumorali che si sono diffuse anche a distanza.

TRATTAMENTO IN BASE ALLO STADIO

Carcinoma papillifero e follicolare
Le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:

Stadio I e II: Stadio III: Stadio IV:


- tiroidectomia totale (v. sopra), che può essere seguita da ormonoterapia (v. sopra) e da radioterapia con iodio radioattivo (v. sopra);
- lobectomia (v. sopra) seguita da ormonoterapia. Si può considerare anche la radioterapia con iodio radioattivo; - tiroidectomia totale (v. s.) con rimozione dei linfonodi in cui il tumore si è diffuso;
- tiroidectomia totale (v. sopra) seguita da radioterapia con iodio radioattivo o esterna;
- radioterapia con iodio radioattivo (v. s.);
- radioterapia esterna (v. s.);
- chirurgia per rimuovere il tessuto tumorale dai siti in cui si è diffuso;
- ormonoterapia.
Sono in corso studi clinici miranti a valutare l’efficacia di nuovi trattamenti per il cancro della tiroide papillifero e follicolare in Stadio IV. IIB


Carcinoma midollare

Le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:

tiroidectomia totale (v. sopra) per tumori localizzati soltanto nella tiroide. Durante l’operazione potranno essere rimossi anche i linfonodi del collo;
radioterapia per tumori che recidivano all’interno della tiroide come trattamento palliativo allo scopo di alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita;
chemioterapia per i tumori che si siano diffusi ad altre parti del corpo come trattamento palliativo allo scopo di alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Carcinoma anaplastico

Le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:

chirurgia allo scopo di creare un’apertura nella trachea nel caso in cui questa sia ostruita dal tumore. Quest’operazione si definisce tracheostomia;
tiroidectomia totale (v. sopra) allo scopo di alleviare i sintomi, se il tumore è localizzato soltanto nell’area della tiroide;
radioterapia esterna (v. sopra);
chemioterapia (v. sopra);
Sono in corso studi clinici miranti a valutare l’efficacia di nuovi trattamenti per il cancro anaplastico della tiroide.

Cancro della tiroide recidivante

La scelta del trattamento dipende dal tipo di tumore, dal tipo di trattamento terapeutico attuato in precedenza e dal sito di recidiva del tumore. Le opzioni terapeutiche saranno le seguenti:

chirurgia con o senza radioterapia con iodio radioattivo (v. sopra); un secondo trattamento chirurgico potrebbe essere necessario alla scopo di rimuovere il tessuto residuo tumorale;
radioterapia con iodio radioattivo (v. sopra);
radioterapia esterna (v. sopra) o radioterapia esterna somministrata durante l’intervento chirurgico allo scopo di alleviare i sintomi provocati dal tumore;
chemioterapia.
Sono in corso studi clinici miranti a valutare l’efficacia di nuovi trattamenti per il cancro della tiroide recidivante.

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Vecchio 31-10-2006, 13:37 PM
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Noduli della tiroide
Che cosa sono ?
I noduli sono dei rigonfiamenti localizzati all'interno della tiroide; non sono per nulla rari nella popolazione più anziana, particolarmente nelle donne, e possono essere di dimensioni molto varie, da pochi millimetri ad oltre dieci centimetri.
Può essere presente un nodulo singolo nella ghiandola, oppure possono esserci più noduli nell'ambito di una tiroide ingrandita ("gozzo multinodulare").
Dal punto di vista della natura i noduli possono essere distinti in:

- cisti a contenuto liquido;

- noduli degenerativi;

- adenomi;

- tumori maligni.

Qual è la causa che li determina ?

La tiroide diventa più grande e tende a formare noduli quando funziona male, sia per carenza di iodio nella dieta, sia per turbe enzimatiche su base ereditaria.

Come si manifestano ?

Nella maggior parte dei casi non determinano alcuna sintomatologia locale e possono essere riscontrati casualmente; altre volte, quando le dimensioni sono maggiori, si rendono facilmente visibili deformando il profilo del collo e possono determinare fenomeni di compressione sulle strutture del collo (vasi, trachea, esofago), con fastidi nella respirazione, nella deglutizione o e nella voce.

Nodulo caldo o freddo ?

Con la scintigrafia è possibile differenziare i due tipi di noduli:
Un nodulo che capta l'isotopo radioattivo somministrato e che pertanto si colora nella mappa è un nodulo "caldo", ed è un nodulo che produce ormoni tiroidei. Questo nodulo può determinare ipertiroidismo ed è benigno nella quasi totalità dei casi.
Un nodulo che invece non capta l'isotopo radioattivo produce nella mappa una area non colorata ed è "freddo", non producendo ormone tiroideo. Il 5% circa dei noduli freddi è un tumore maligno.

Come si fa la diagnosi di natura di un nodulo ?

Con la scintigrafia si vede se un nodulo è freddo o caldo.
Con l'ecografia si studiano le dimensioni, i margini, i rapporti e la struttura del nodulo.
Con l'agoaspirato si studia la natura del nodulo.

Come sono le analisi di laboratorio?

Le analisi di laboratorio possono essere assolutamente normali anche in presenza di noduli singoli o multipli, piccoli o enormi.
I noduli caldi determinano un abbassamento del TSH con un incremento o meno degli ormoni tiroidei in caso di ipertiroidismo più o meno evidente.
In un particolare tipo di nodulo maligno (carcinoma midollare) è aumentata la calcitonina.

Come si curano ?

Un nodulo diagnosticato come benigno, che non determina alterazioni ormonali o fenomeni compressivi o un danno estetico, può non richiedere alcuna terapia, ma essere solo seguito nel tempo.
Un nodulo in una tiroide aumentata di volume in un giovane può essere trattato con terapia soppressiva con tiroxina.
Un nodulo cistico, cioè contenente liquido, può essere curato con l'aspirazione.
Un nodulo che determina compressione sulle strutture limitrofe, un nodulo caldo nella fase di ipertiroidismo, un nodulo sospetto o francamente tumorale richiede invece l'intervento chirurgico.


Tumori della tiroide

La parola cancro incute sempre terrore, perchè la associamo al dolore ed alla morte.
Invece la prognosi dei pazienti con tumore della tiroide è di norma eccellente, nonostante spesso questa malattia colpisca pazienti giovani.
Infatti con l'intervento chirurgico e la successiva terapia radiometabolica si può ottenere la guarigione completa nella maggior parte delle persone affette da tumore differenziato della tiroide.
Che cosa sono ?

Sono neoplasie maligne che originano dalle cellule proprie della tiroide.


Quali tipi di tumore originano dalla tiroide ?

Nella tiroide si possono formare diversi tipi di tumore:

tumori differenziati (Papillare, Follicolare, Midollare), i primi due di gran lunga i più frequenti e meno aggressivi;

tumori indifferenziati (Anaplastici) ad alta malignità;

tumori più rari (Linfomi, Sarcomi ecc).

Come si manifestano ?

Sono dei noduli che tendono a crescere progressivamente, spesso molto lentamente, a volte tumultuosamente.
Nella maggior parte dei casi non determinano alcuna sintomatologia e vengono scoperti per caso notando un rigonfiamento guardandosi allo specchio o nel corso di una visita medica. Altre volte, se le dimensioni diventano maggiori, possono determinare difficoltà nella deglutizione, nella respirazione o alterazioni della voce.

Come si fa la diagnosi ?

Alla scintigrafia si presentano come noduli "freddi".
L'ecografia può far sospettare un nodulo per tumore, quando i margini non sono ben definiti, la struttura disomogenea e ipoecogena (più scura rispetto al resto della ghiandola), talvolta con microcalcificazioni e soprattutto quando all'esame doppler si rileva una forte vascolarizzazione all'interno del nodulo. L'ecografia comunque non è in grado da sola di porre la diagnosi con precisione.
L'agoaspirato permette di esaminare le cellule che compongono il nodulo e quindi di porre la diagnosi di tumore in quasi tutti i tipi di neoplasia (tranne che nel follicolare).

Come sono le analisi di laboratorio?

Non è possibile porre diagnosi di tumore della tiroide con le analisi di laboratorio, che di solito sono assolutamente normali.
Solo nel caso di un particolare tumore, il carcinoma midollare, è aumentata la calcitonina, l'ormone prodotto da questo tipo di cellule.

Come si curano ?

L'intervento chirurgico rappresenta sempre il primo trattamento, e comporta l'asportazione di tutta la ghiandola.
Successivamente, nei tumori papillari e follicolari, può essere necessaria una terapia con iodio radioattivo ad elevato dosaggio, perchè l'eventuale residuo della tiroide o le eventuali metastasi linfonodali o a distanza captano lo iodio e possono venire "bruciati" dalle radiazioni emesse della iodio che entra nelle cellule. In questo modo si ha la completa eliminazione delle cellule tiroidee sia normali, sia tumorali, fino alla guarigione.

Ultima modifica di Nimue; 28-08-2009 alle 14:15 PM
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Vecchio 31-10-2006, 19:58 PM
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DA SAPERE...

LA TOSSE:

Anche la tosse può essere direttamente collegata quale sintomo di patologia tiroidea.
La tosse è il sintomo più costante nelle malattie dell'apparato respiratorio, ma forse in pochi sanno che è provocata anche dalla stimolazione delle zone riflessogene della laringe, della trachea. Questo può avvenire con la presenza di noduli tiroidei o l'ingrossamento della stessa tiroide che va a sollecitare la trachea.
Una tosse persistente e latrante, che non produce catarro, può anche indicare una pressione esercitata sulle vie respiratorie: ciò può verificarsi in caso di ingrossamento del timo, della tiroide, del cuore, dei linfonodi del mediastino.
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Vecchio 21-11-2006, 14:05 PM
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Quali sono i sintomi di disfunzioni tiroidee?
Questi problemi possono essere genetici(es di madre in figlia)?
Si possono avere a 19 anni?
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Vecchio 21-11-2006, 14:13 PM
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Ciao Coccy, benvenuta....
i sintomi sono riportati qui sopra se leggi bene tutto il post ti saranno più chiare molte cose, certo è che non in tutti i casi si hanno sintomi....nel mio caso ho avuto solo l'aumento di peso, che all'inizio imputavo ad altri motivi.....per il resto esami del sangue e delle urine ok, solo con ecografia ho scoperto di avere dei noduli.
Buona cosa sarebbe che tu (se temi di aver problemi tiroidei), ti facessi prescrivere tutti gli esami del caso...T3,T4,TSH e anticorpi, se invece già alla palpazione del collo o addirittura alla vistavedi o senti rigonfiamenti, fatti fare anche un'eco, e poi vai dq un buon endocrinologo. L'endocrinologo è colui il quale potrà meglio seguirti in caso di problemi tiroidei.
Non è propriamente un fattore genetico, ma in realtà può esserci famigliarità....diciamo che un figlio di madre che ha avuto problemi tiroidei, è più soggetto a contrarre gli stessi.
L'età conta poco, solo per le statistiche di probabilità e casi riscontrati...ti posso garantire che ci sono anche molti bambini piccoli che soffrono di patologia tiroidea, a volte anche seria o cronica.
In qualunque caso, bisogna essere sereni, affidarsi a un buon medico/specialista e non perdere mai il sorriso!
ciao
Barbara
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  #9 (permalink)  
Vecchio 21-11-2006, 16:22 PM
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grazie mille...non appena rileggerò tutto il post con più attenzione vi porrò ulteriori domande... grazie...a presto
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  #10 (permalink)  
Vecchio 21-11-2006, 16:52 PM
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Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da 20coccy03

Quali sono i sintomi di disfunzioni tiroidee?
Questi problemi possono essere genetici(es di madre in figlia)?
Si possono avere a 19 anni?
ciao coccy, i sintomi possono essere molteplici a seconda della disfunzione tiroidea e i problemi legati alla tiroide possono essere ereditari. Se sospetti questo parlane con il tuo medico che ti prescriverà degli esami del sangue e in caso un'ecografia al collo per escludere eventuali noduli. Per ogni dubbio siamo qui
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  #11 (permalink)  
Vecchio 12-01-2007, 13:45 PM
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buongiorno ragazzi...io di solito sono del forum dell'anca.....ma da 20 gg ho un problema che vorrei sottoporvi.....comincio con male alle tonsille e male alle orecchie concatarro....mi prescrivono gli antibiotici telefonicamente...5 gg sembra passare il medico dice ok sospendili...dopo 2 gg ricomincia il male si sposta medico sostituto mi prescrive altri antibiotici dandomi una leggera guardatina alla gola ..li prendo per 8 gg ma il male comincia a trasferisrsi sulla gola al centro schiacciando ....finalmente il medico mio mi visita e dice la tiroide è ingrossata....subito faccio l'ecografia e mi dicono che è infiammata i bordi nn ben defiviti linfonodi verso le orecchie ingrossati.....gli esami del sangue me li danno la prossima settimana e io continuo ad avere dalle 18 del pomeriggio e per quasi tutta sera la febbre a 37.5..........che cavolo devo fareeeee.....è grave come si cura.....aiutatemi grazie
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  #12 (permalink)  
Vecchio 12-01-2007, 13:55 PM
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barbie_75
 
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ciao Nico, allora fai tutti gli esami e in base agli esiti vai da un endocrinologo ch3e posso valutare la tua situazione, ma forse potrebbe anche essere un problema concatenato a patologia laringoiatra....che esami ti hanno fatto fare per l'esattezza???
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