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Adenomiosi, diagnosi, rischio sterilità e terapia

Adenomiosi, diagnosi, rischio sterilità e terapia

09-04-2014 - scritto da Cinzia I.

L'adenomiosi è piuttosto comune, ma difficile è la diagnosi

Tutte le possibili cause ed i rischi dell'adenomiosi

Adenomiosi, diagnosi, rischio sterilità e terapia L’adenomiosi è una condizione piuttosto comune, soprattutto nelle donne di mezza età e che hanno avuto figli. Consiste nello sviluppo all’interno del miometrio (parete muscolare dell’utero) di tessuto endometriale.

Non è una patologia maligna, pericolosa per la vita, ma i sintomi dell'adenomiosi, laddove presenti, (dolore durante il ciclo mestruale, sanguinamento eccessivo e prolungato, dispareunia) possono essere molto invalidanti ed avere un impatto decisamente negativo sulla qualità della vita delle donne. Un sanguinamento mestruale abbondante inoltre può portare ad anemia cronica. Per questi motivi una terapia può essere necessaria.

Anche se la causa di adenomiosi non è nota, alcune evidenze cliniche, supportate da studi scientifici suggeriscono come determinati ormoni, compresi gli estrogeni, progesterone, prolattina e ormone follicolo-stimolante potrebbero innescare lo sviluppo del tessuto endometriale nel miometrio.

Alcuni esperti ritengono inoltre che le cellule endometriali possano invadere il miometrio direttamente (attraverso l’incisione durante un cesareo ad esempio), mentre altri parlano di un’infiammzione uterina collegata al parto e al post –parto. Di particolare interesse anche l’ipotesi che nel feto alcune cellule all’interno del miometrio si siano differenziate in modo diverso, come endometriali . Una recente teoria scientifica, ma ancora tutta da valutare, suggerisce che le staminali del midollo osseo in qualche modo riescano ad invadere il muscolo dell’utero dando così origine all’adenomiosi.

Esistono diversi modi per fare la diagnosi di adenomiosi. La visita clinica, può suggerire al ginecologo un ingrossamento ed ispessimento dell’utero. L’ecografia, soprattutto trans vaginale favorisce l’esclusione di altre condizioni e quindi può essere utile. A supporto, si utilizza anche la Risonanza Magnetica. Il ginecologo può anche richiedere una biopsia del tessuto. La diagnosi precisa è particolarmente importante per la terapia da scegliere.

Non di rado purtroppo questa condizione viene confusa con i fibromi uterini (che crescono sulla parete dell’utero e non interamente a questa come nel caso dell’adenomiosi).

La cura di questa condizione dipende inoltre dalla gravità dei sintomi oltre che dall’età (visto che con la menopausa l’adenomiosi regredisce spontaneamente).

I sintomi lievi e dolorosi si possono trattare con farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) da assumere già un paio di giorni prima che inizi il ciclo, fino alla fine dello stesso.

Se oltre al mal di pancia il ciclo mestruale è particolarmente abbondante si possono effettuare terapie ormonali, da concordare con il ginecologo (dalla pillola orale, ai cerotti, agli anelli vaginali).

Meno utilizzata, l’embolizzazione dell'arteria uterina, procedura mininvasiva che blocca il flusso di sangue all’adenomiosi, riducendone il volume. L’ablazione endometriale (consiste in una sorta di pulizia, nell’asportazione del tessuto in eccesso) ha giovato infine ad alcune donne in cui l’adenomiosi non era penetrata in profondità nel miometrio. La cura definitiva è l’esterectomia, che provoca la cosiddetta menopausa chirurgica.

Laddove l’adenomiosi colpisca le giovani donne il dubbio più grande è quello che possa provocare sterilità. In effetti alcune ricerche scientifiche suggeriscono in una certa misura (ma non in tutte le donne) questo rischio che però non è dato sapere se dipende direttamente dall’adenomiosi o dalla spesso concomitante endometriosi. Tra i rischi però ci può essere quello di un parto pretermine/ precoce rottura delle acque.

Fonte: Mayo clinic
Foto: Flickr


A cura di Cinzia I.
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