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Consigli alimentari per chi soffre di diverticolite

Consigli alimentari per chi soffre di diverticolite

19-07-2016 - scritto da Vanessa Pittiglio

Dieta ricca di fibre, acqua e attività fisica. Vediamo quali sono i comportamenti alimentari giusti per prevenire il rischio di diverticolite.

Quando i diverticoli si infiammano, la dieta diventa un aiuto importante.

La malattia diverticolare del colon, conosciuta anche come diverticolosi, è una patologia in rapido aumento nei paesi occidentali ed è caratterizzata dalla presenza di diverticoli, erniazioni generalmente di tipo sacciforme della mucosa intestinale attraverso zone di minore resistenza dello strato muscolare della parete intestinale, presenti soprattutto a livello del sigma.

Nel 10-25% dei casi quando queste estroflessioni si infiammano o si infettano, si arriva ad una condizione spesso dolorosa che prende il nome di diverticolite.

 

I sintomi della diverticolite

La sintomatologia è variabile ma solitamente nella fase acuta si presenta come un dolore addominale continuo sul fianco sinistro e nella maggior parte dei casi si associa a nausea, vomito, meteorismo addominale associato a sensazione di gonfiore, alterazioni dell’alvo di tipo altalenante che vanno dalla stitichezza alla diarrea, febbre e leucocitosi, talvolta sanguinamento rettale.

 

 

Una corretta alimentazione aiuta in caso di diverticolite

L’intestino ha il compito di digerire il cibo che introduciamo con la dieta, ruolo che risulta “faticoso” in presenza di diverticoli e per questo motivo risente maggiormente di errati comportamenti alimentari. Nei soggetti predisposti, infatti, l’intestino è più delicato e la diverticolite è favorita dall’adozione di abitudini alimentari sbagliate, in particolare da una forte diminuzione delle fibre nella dieta, alla quale si associano ulteriori fattori di rischio come l’elevato consumo di carni rosse e la stipsi.

 

I consigli alimentari per prevenirne il rischio di infiammazione

1) Mangiare cibi ricchi di fibre

Una dieta povera di fibre causa la formazione di una massa fecale dura, che porta ad un aumento della pressione all’interno del lume intestinale con conseguente ristagno delle feci nel colon. Per questo motivo, mangiare cibi ad elevato contenuto di fibre (almeno 20-35 gr al giorno) è consigliabile al fine di favorire una regolare attività intestinale

In particolare le fibre solubili, presenti nei legumi e nella frutta fresca, formano delle soluzioni viscose a contatto con l’acqua e vengono fermentate dall’organismo, portando ad un ricambio della microflora intestinale

Le fibre insolubili, presenti nei cereali integrali, invece, fermentano scarsamente, assorbono acqua e gas presenti nell’intestino, quindi aumentano la massa fecale e la rendono più morbida, favorendo la motilità intestinale. In questo modo contribuiscono all’evacuazione ed evitano che le feci rimangano troppo a contatto con la mucosa intestinale.

 

2) Ridurre il consumo dei cibi "a rischio"

Alcuni alimenti che contengono semini come melanzane, pomodori, kiwi, fichi, fragole e melograno e altri come le noci, i popcorn e i semi vari (di girasole, di zucca, di cumino, di sesamo) possono depositarsi all’interno dei diverticoli causandone l’infiammazione e quindi provocando la sintomatologia.

A questi si aggiungono gli alimenti di origine animale come la carne che, se consumati in quantità eccessive, possono favorire le infiammazioni intestinali.

3) Bere molta acqua

Il nostro corpo per funzionare ha bisogno d’acqua, e l’intestino non fa eccezione. Quando siamo disidratati l’organismo cerca di ridurre al minimo la perdita di liquidi in modo da ottenere l’acqua necessaria per mantenere le funzioni vitali; in particolar modo aumenta la concentrazione delle urine e riassorbe l’acqua presente nelle feci dove svolge un’azione lubrificante.

Questo è il motivo per il quale la disidratazione è una delle cause della stipsi, e quindi del rischio di infiammazione dei diverticoli.

Una corretta idratazione (circa 1,5-2 litri di acqua al giorno), insieme ad una dieta ricca di fibre, favorisce la motilità intestinale riducendo la permanenza dei residui alimentari e del materiale fecale all’interno del diverticolo e pertanto il rischio di infiammazione.

 

4) Mettere in moto l’intestino

Praticare una regolare attività fisica migliora la tensione muscolare a livello addominale. Sono sufficienti 30-40 minuti al giorno per migliorare la peristalsi e favorire l’evacuazione.

Un’attività fisica moderata ma costante risulta utile nella prevenzione della stitichezza e previene il ristagno di feci nei diverticoli.




Profilo del medico - Vanessa Pittiglio

Nome:
Vanessa Pittiglio
Occupazione:
Dottoressa in infermieristica e biotecnologie
Contatti/Profili social:


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