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Morbo di Alzheimer: i primi 10 sintomi

Morbo di Alzheimer: i primi 10 sintomi

25-04-2017 - scritto da Vanessa Pittiglio

La perdita della memoria e i deficit cognitivi non sono legati solo all'invecchiamento, ma possono essere un sintomo precoce di Alzheimer.

Quali sono i primi segni premonitori del Morbo di Alzheimer?

Morbo di Alzheimer: i primi 10 sintomi

La malattia di Alzheimer, nota anche come Morbo di Alzheimer, è la forma più comune di demenza senile di tipo degenerativo che causa un lento decadimento delle capacità intellettive come la memoria, il pensiero, il linguaggio, l’orientamento nello spazio e nel tempo e causa alterazioni del comportamento.

Colpisce maggiormente soggetti oltre i 65 anni di età, soprattutto di sesso femminile, con una spiccata incidenza sopra gli 85 anni e in Italia si stimano circa 500.000 casi.

Può essere diagnosticata anche in fase precoce, anche se rappresenta un evento piuttosto raro.

 

LE CAUSE DEL MORBO DI ALZHEIMER

Anche se non esiste una sola causa scatenante, sono stati identificati alcuni fattori di rischio. La presenza di uno o più fattori non significa necessariamente sviluppare la malattia. Tra questi i principali sono:

  • L’età, che rappresenta il fattore di rischio più importante, poichè è una condizione legata all’invecchiamento del tessuto cerebrale;
  • La familiarità, in quanto individui con un membro della famiglia affetto da questo tipo di demenza hanno maggiori probabilità di sviluppare la malattia;
  • I fattori genetici, in quanto alcuni geni sono stati correlati allo sviluppo della malattia.

 

I SINTOMI PIU' COMUNI DEL MORBO DI ALZHEIMER

Anche se il decorso clinico della patologia è in parte specifico per ogni individuo, essa causa diversi sintomi comuni alla maggior parte dei soggetti affetti tra cui:

  1. La perdita di memoria (o amnesia progressiva), cioè l’incapacità di acquisire informazioni apprese di recente, come appuntamenti o eventi importanti, nomi e numeri di telefono, ricorrendo molto spesso all’uso di promemoria o dispositivi elettronici; inizialmente è circoscritta ad episodi sporadici, ma pian piano diventa più frequente;
  2. La difficoltà nel ritrovare gli oggetti di uso corrente, come le chiavi di casa, gli utensili o gli attrezzi da lavoro, lasciandoli in un luogo insolito, arrivando anche ad accusare gli altri di averli rubati;
  3. La difficoltà ad orientarsi nello spazio e nel tempo, cioè dimenticarsi il giorno, il mese, l’anno o la stagione corrente oppure perdere la strada di casa;
  4. La difficoltà nello svolgere alcune attività quotidiane, come preparare un piatto e dimenticare di averlo fatto o non ricordare una ricetta che si usa di frequente;
  5. I disturbi nel linguaggio (afasia), cioè si ha difficoltà nel sostenere una conversazione o ci si blocca nel bel mezzo del discorso dimenticando ciò che si voleva dire; anche la lettura e la scrittura verranno lentamente abbandonate;
  6. La diminuita o scarsa capacità di giudizio, come indossare abiti pesanti in piena estate o vestiti leggeri d’inverno, andare a fare la spesa o a pagare le bollette in pigiama e pantofole;
  7. La ridotta o scarsa igiene personale, può capitare di prestare poca attenzione alla cura della propria persona, riutilizzando gli stessi indumenti per giorni o settimane;
  8. La difficoltà nel pensiero astratto, soprattutto nel riconoscere i numeri o fare piccole operazioni di calcolo può risultare impossibile;
  9. L’isolamento dalla famiglia, dal lavoro e dalla comunità, rinunciando ad attività sociali;
  10. I cambiamenti di umore e di personalità, sentendosi più confusi, facilmente sospettosi ed irritabili, depressi, spaventati o ansiosi.

 

DIAGNOSI E TRATTAMENTO DEL MORBO DI ALZHEIMER

L’unico modo per diagnosticare la malattia è l’esame autoptico del tessuto cerebrale, dopo la morte del soggetto affetto. Ciò significa che durante il decorso della malattia è possibile fare solo una diagnosi “probabile” o “possibile”. Gli esami clinici, come il prelievo ematico e l’esame delle urine, l’esame neurologico e la Tac cerebrale vengono eseguiti per escludere altre possibili fattori che causano la stessa sintomatologia.

Attualmente non esiste una terapia farmacologica in grado di bloccare la malattia; tuttavia l’uso di alcuni farmaci e modifiche nello stile di vita possono aiutare ad alleviare i sintomi.

 

Leggi anche:

L’obesità infantile aumenta il rischio di Alzheimer

Utilità della memantina e della vitamina E nell’Alzheimer




Profilo del medico - Vanessa Pittiglio

Nome:
Vanessa Pittiglio
Occupazione:
Dottoressa in infermieristica e biotecnologie
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