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Cyberbullismo: il risvolto di una stessa medaglia

Cyberbullismo: il risvolto di una stessa medaglia

28-06-2017 - scritto da Prof. Maria Pia Cirolla

Per poter comprendere che cos’è il fenomeno del cyberbullismo è importante capire bene il suo significato principale e soprattutto lo sviluppo che prende nella realtà.

Che cos’è il cyberbullismo e come si manifesta tra i giovani e non.

Cyberbullismo: il risvolto di una stessa medaglia

Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, il cyberbullismo lo fa su internet talvolta causando danni violenti. Partiamo dal fornire alcune elementari definizioni:

  • Anonimato del molestatore: in realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia pur sempre delle tracce. Per la vittima, però, è difficile risalire da sola al proprio molestatore; inoltre, a fronte dell'anonimato del cyberbullo, spiacevoli cose sul conto della vittima (spesse volte descritta in modo manifesto, altre in modo solo apparentemente non riconducibile alla sua identità) possono essere inoltrate a un ampio numero di persone.
  • Difficile reperibilità: se il cyberbullismo avviene via SMS, messaggistica istantanea o mail, o in un forum online privato, ad esempio, è più difficile reperirlo e rimediarvi.
  • Indebolimento delle remore etiche: le due caratteristiche precedenti, abbinate con la possibilità di essere "un'altra persona" online (a guisa di un gioco di ruolo), possono indebolire le remore etiche: spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o direbbe nella vita reale.
  • Assenza di limiti spazio/temporali: mentre il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato dal cyberbullo (WhatsApp, Facebook, Twitter, Instagram, blog di vario genere ecc.)

 

Come nel bullismo tradizionale, però, il prevaricatore vuole prendere di mira chi è ritenuto "diverso", solitamente per aspetto estetico, timidezza, orientamento sessuale o politico, abbigliamento ritenuto non convenzionale e così via. Gli esiti di tali molestie sono, com'è possibile immaginarsi a fronte di tale stigma, l'erosione di qualsivoglia volontà di aggregazione e il conseguente isolamento, implicando esso a sua volta danni psicologici non indifferenti, come la depressione o, nei casi peggiori, ideazioni e intenzioni suicidarie.

 

Spesso i molestatori, soprattutto se giovani, non si rendono effettivamente conto di quanto ciò possa nuocere all'altrui persona.

 

Da ciò possiamo effettuare un secondo passaggio per poter chiarirci bene le idee: vediamo quali sono le principali forme nelle quali si manifesta in concreto:

  • Flaming: messaggi online violenti e volgari mirati a suscitare battaglie verbali in un forum.
  • Molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.
  • Denigrazione: sparlare di qualcuno per danneggiare gratuitamente e con cattiveria la sua reputazione, via e-mail, messaggistica istantanea, gruppi su social network etc.
  • Sostituzione di persona: farsi passare per un'altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.
  • Inganno: ottenere la fiducia di qualcuno con l'inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via mezzi elettronici.
  • Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per provocare in essa un sentimento di emarginazione.
  • Cyber-persecuzione: molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura.
  • Doxing: diffusione pubblica via internet di dati personali e sensibili.
  • Minacce di morte

 

Lo scenario che si prospetta, appare chiaro da subito, è piuttosto invadente della libertà e della privacy dell’individuo.

 

Da pochissimi giorni - precisamente il 18 giugno - è stata approvata in Parlamento una legge promossa dalla Senatrice Ferrara ed è la legge 71/2017 che finalmente metterà in atto azioni concrete a difesa e per la condanna di coloro che sono stati identificati come autori di azioni di violenza aggravata in rete e quali le sanzioni previste.

 

Il fenomeno che noi abbiamo definito il risvolto della stessa medaglia è un’intensificazione delle azioni già messe in essere nel bullismo ma con aggravanti che anche qui possono spingere le vittime in questione alle estreme conseguenze ovvero a togliersi la vita.

 

Ma la legge da sola non basta; il Ministero della Pubblica Istruzione emana con specifico decreto che nelle scuole da quest’anno sarà necessario un Referente di Istituto che dovrà essere il punto chiave nella lotta e prevenzione al fenomeno e che dovrà oltre che identificare eventuali casi a rischio, effettuare strategie per la prevenzione. Questo è già un buon punto di partenza.

 

Altro fatto fondamentale a nostro avviso è la famiglia: non potrà essere efficace e valida la sola legge se non si comincia a fare prevenzione e informazione nelle famiglie che forse, a volte, sottovalutano il fenomeno bullismo e cyberbullismo e allontanano la possibilità che questo possa essere di interesse personale “tanto a me non capiterà mai”.

 

Bene questa mentalità non è positiva né tanto meno fruttuosa: i figli sono un bene prezioso e l’educazione principalmente è un compito della famiglia. L’educatore è colui che ha a cuore la sorte di coloro che ama e lasciando da parte altro, si concentra su come meglio agire e si mette ad operare per educare al bene, al buono e al bello i propri figli.

 

La scuola senza la famiglia non potrà ottenere buoni risultati perché la collaborazione e la condivisione sono fondamentali per la buona riuscita di qualsiasi progetto nella vita concreta.

 

La famiglia non deve neanche avere l’atteggiamento del “delegare” altri all’educazione dei propri ragazzi con l’atteggiamento di chi dice “io lavoro”, “non ho molto tempo” e questa delega fatta ad altri che siano insegnanti, educatori di vario genere, non ha la stessa validità e credibilità.

 

Tante le realtà che in concreto aiutano in questa direzione, associazioni, volontari, enti di varia natura ma la nostra personale opinione è che, prima ancora di educare, bisognerebbe essere testimoni credibili di ciò di cui si vuole poi in concreto trasmettere.

 

La tecnologia, il progresso sono elementi che devono aiutare, supportare nel quotidiano nel lavoro studenti, docenti e lavoratori in genere. Ma puntare solo sul tecnologico senza una adeguata formazione lascia spazi aperti a queste difficoltà oggettive in ragazzi e persone per i quali l'uso spropositato dei social diventa la via unica ed esclusiva di dialogo e di comunicazione. 

 

Questi stessi strumenti, se non debitamente controllati, in quelle personalità fragili o cariche di egocentrismo e crudeltà per varie ragioni nella vita, diventano un mezzo non di conoscenza e di progresso ma di denigrazione e a volte nei casi più rari, ragione di morte per altri.




Profilo del medico - Prof. Maria Pia Cirolla

Nome:
Maria Pia Cirolla
Azienda:
"I.C. G. Matteotti" e "I.C. A.Toscanini" Aprilia (LT)
Occupazione:
Docente di IRC e dottore in teologia della vita consacrata
Contatti/Profili social:
facebook


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