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Indigestione: le cause più comuni e come intervenire

Indigestione: le cause più comuni e come intervenire

18-11-2016 - scritto da Paola P.

Un pasto troppo abbondante può provocare indigestione, ma non è l’unica causa possibile.

Disturbi allo stomaco, intolleranze alimentari e stress tra le possibili cause di blocco digestivo.

Il nostro stomaco è un organo assai delicato, e se sottoposto ad eccessivo sforzo può anche rifiutarsi di… lavorare! In effetti una delle cause più comuni di indigestione – un disturbo che colpisce spesso i bambini, ma che può presentarsi anche in età adulta – è proprio il troppo cibo ingerito in tempi troppo rapidi.

Cosa accade in questi casi, come mai ci sentiamo improvvisamente pieni da scoppiare e il processo digestivo non accenna a prendere avvio?

Per capirlo dobbiamo rinfrescare le nostre nozioni di anatomia relativamente al funzionamento dell’apparato digerente, di cui lo stomaco rappresenta l’organo principale.

 

LE CAUSE DELL'INDIGESTIONE

Lo stomaco si trova nella parte superiore dell’addome (immediatamente sotto il diaframma), e ha una forma a sacchetto che serve proprio per raccogliere il cibo premasticato e le bevande. 

Giunto nello stomaco il bolo alimentare si accumula man mano che mangiamo, e si mescola con i succhi gastrici prodotti dalle ghiandole dislocate lungo le pareti gastriche.

Durante il processo digestivo, circa ogni 20 secondi lo stomaco effettua un rimescolamento del cibo imbevuto di succhi, grazie all’azione dei potenti muscoli addominali, e questa operazione viene definita peristalsi. In questo modo il bolo alimentare diventa una sorta di poltiglia semiliquida, che è pronta per passare nell’intestino e qui ulteriormente metabolizzata sicché le sostanze nutritive possano entrare nel sangue e da lì raggiungere ogni organo e tessuto del corpo.

 

Ora, questo processo così complesso può essere “disturbato” in molti modi, e pertanto incepparsi. Un paio di esempi:

1) Mangiare troppo in fretta senza masticare bene il cibo può sovraffaticare lo stomaco che, riempiendosi troppo velocemente, non riesce a produrre abbastanza succhi digestivi in tempi rapidi per procedere alla digestione. Questo ancor di più se gli alimenti che stiamo mangiando sono molto elaborati, ricchi di grassi ad esempio, che sono le molecole più complesse da digerire.

2) Specialmente all’inizio della digestione, è necessario che il cuore pompi molto sangue verso lo stomaco. Ebbene, uno sforzo oppure un calo pressorio o uno scompenso cardiaco durante questa fase delicata, possono favorire l'indigestione. Anche un colpo di freddo, che “costringa” il cuore a pompare sangue verso le zone periferiche del corpo o verso altri organi può lasciare “scoperto” lo stomaco e provocare la classica congestione, che è una forma di blocco digestivo pericolosa perché, in casi estremi, può rivelarsi fatale.

 

ALTRE CAUSE ORGANICHE E PSICOGENE

Ci sono altre possibili ragioni per cui lo stomaco non riesce a digerire anche cibi semplici, e le cause possono essere tanto organiche quanto psicogene. Eccone alcune:

  • Reflusso gastroesofageo e gastrite (malattie infiammatorie a carico delle pareti interne di questi organi della digestione)
  • Associazione di cibo con alcool o fumo (sostanze che possono rallentare o bloccare la digestione)
  • Farmaci, soprattutto irritanti per le mucose gastriche come ibuprofene o acido acetilsalicilico
  • Calcoli alle vie biliari

 

Quando le cause dell’indigestione sono determinate da malattie dello stomaco come la gastrite, l’ulcera o il cancro, ai sintomi classici si possono accompagnare dimagrimento, difficoltà a digerire pasti anche molto leggeri, vomito con tracce di sangue.

 

I SINTOMI DELL'INDIGESTIONE

E ora vediamo quali sono i sintomi tipici del blocco digestivo:

  • Improvvisa sensazione di pienezza, con impossibilità a mandare giù un altro boccone di cibo
  • Nausea
  • Vomito
  • Sudore freddo
  • Tremore alle gambe, senso di debolezza improvvisa
  • Freddo
  • Formazione di gas

 

COME SI DEVE INTERVENIRE IN CASO DI INDIGESTIONE?

Talvolta vomitare può essere la soluzione, perché svuotando, anche parzialmente, lo stomaco, gli si dà la possibilità di completare il processo digestivo con il cibo rimasto. Tuttavia non sempre questo è possibile o auspicabile.

Pertanto per rilassare la muscolatura addominale contratta e convogliare più sangue verso lo stomaco è bene stendersi e coprire la pancia o effettuare un delicato massaggio circolare per ripristinare la circolazione e stimolare la peristalsi.

Anche assumere un tè caldo o una tisana digestiva, sempre calda, può essere utile. I comuni digestivi effervescenti o il bicarbonato è meglio assumerli solo se strettamente necessario.

 

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO

Se gli episodi di indigestione si moltiplicano, anche in assenza di segni morbosi preoccupanti, è necessario sottoporsi ad una visita e parlare dei propri sintomi con il medico. Se, ad esempio, si soffre di dispepsia funzionale, una condizione non patologica che comporta un cattivo funzionamento dell’apparato gastrointestinale, può essere utile modificare la dieta, alleggerendola.

Se il problema è di natura alimentare, e quindi gli episodi di indigestione sono collegati con una forma di intolleranza, allora sarà necessario eliminare dalla propria alimentazione il cibo o la sostanza incriminata, mentre se il problema è di origine infiammatoria (gastrite, ulcera o reflusso), allora per stimolare la digestione e proteggere al contempo le pareti gastriche irritate si possono assumere, per brevi periodi di tempo, farmaci anti acido o inibitori della pompa protonica.

Infine, attenzione a sintomi come il vomito scuro, l’alitosi, l’avversione ai cibi carnacei e il dimagrimento improvviso, senso di pienezza anche a digiuno, perché possono essere sintomi di un tumore gastrico.

 

Leggi anche:

Alcune semplici ricette anti-reflusso

Reflusso gastroesofageo: gli alimenti da evitare

La migliore dieta contro i sintomi di reflusso gastrico

 

Foto | via Pinterest




A cura di Paola P.
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