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L’importanza dell’insulina nella gestione del diabete

L’importanza dell’insulina nella gestione del diabete

05-03-2014 - scritto da Angela Nanni

L’importanza dell’insulina nella gestione del diabete

 

Il diabete spesso, non può prescindere dall’uso dell’insulina, per questo è bene diffidare dalle diete che promettono di gestirlo senza l’ausilio della terapia farmacologica



Il monito arriva dall’Associazione Italiana diabetologi: soprattutto su internet è in atto una vera e propria campagna che propaganda diete più o meno fantasiose in grado di tenere sotto controllo il diabete, ma molto spesso la gestione di questa patologia non può prescindere dalla somministrazione dell’insulina e degli ipoglicemizzanti orali. La gestione del diabete e in particolare del diabete di tipo 2 non è affatto semplice; è vero che il diabete di tipo 2 si potrebbe evitare se si adottasse uno stile di vita corretto fatto di un’alimentazione equilibrata, di un peso corporeo perfettamente nella norma, di una regolare attività fisica ed eventualmente di integratori che aiutino a contrastare l’iperglicemia, ma tali accorgimenti non sono sufficienti a tenerlo sotto controllo a patologia conclamata.

Quando la patologia si conclama e ne viene fatta diagnosi, infatti, va curata anche perché molto spesso vi sono tante complicanze che rendono la patologia non più gestibile senza farmaci, ma in ogni caso la terapia adeguata va valutata da personale competente e specializzato.

Molto spesso la dieta, infatti, viene proposta come unica risposta al diabete: questa chiave di lettura è molto parziale e può addirittura mettere in pericolo di vita i malati di diabete di tipo 1, ovvero quei pazienti che sono malati perché non producono affatto insulina, in questo caso non si può assolutamente prescindere dalla somministrazione esogena del farmaco. C’è anche da dire che nei pazienti con diabete di tipo 2, alcuni tipi di diete o alcuni accorgimenti alimentari possono anche aiutare a mantenere la glicemia nella norma, ma questo non significa assolutamente che la patologia è sotto controllo: è bene ricordare che quando si fa diagnosi di diabete di tipo 2 oltre a tenere sotto controllo la glicemia, bisogna controllare regolarmente i valori di emoglobina glicata che devono attestarsi al di sotto del 7%, valori superiori indicano che la patologia di base non è correttamente tenuta sotto controllo e quindi continuano a covare le complicanze. Le persone che pensano di essere a rischio diabete o con diagnosi della patologia, quindi, dovrebbero sempre diffidare dai consigli o dagli strampalati protocolli di personaggi equivoci, che propongono diete alcaline, basate su cibi crudi e via dicendo, ricordando che molto spesso per questa gente i loro suggerimenti altro non sono che un business, ma non hanno assolutamente a cuore la salute di nessuno.

Solo il personale qualificato, un endocrinologo, un medico di base, un dietologo serio è in grado di proporre piani alimentari che prevedono un’alternanza accettabile anche per un diabetico, di carboidrati, grassi e proteine, sanno come gestire e per quanto tempo l’attività fisica e possono proporre un adeguato inquadramento farmacologico: molto spesso non si può prescindere dai farmaci. Per fortuna in commercio ne esistono molte classi, ognuna con le sue peculiarità e permettono una gestione ottimale della glicemia, soprattutto se l’aderenza al piano terapeutico da parte del paziente risulta ottimale. In Italia, per fortuna, il diabete è una patologia ben gestita e infatti i livelli di emoglobina glicata sono tenuti sotto controllo abbastanza bene, mentre in America invece tali valori sono molto più fuori controllo.




A cura di Angela Nanni, farmacista regolarmente iscritta all'albo dal 2005

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