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Lipofilling Rigenerativo: nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori

Lipofilling Rigenerativo: nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori

29-12-2013 - scritto da Dr. Paolo Madeyski

Il trattamento delle ulcere croniche con il Lipofilling Rigenerativo

Il Lipofilling Rigenerativo: storia, descrizione, usi, esperienze e sviluppi futuri

Lipofilling Rigenerativo: nuova terapia per le ulcere degli arti inferiori Dal mese di marzo 2013 anche nella divisione di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola a San Donà di Piave si inizia una nuova tecnica per la terapia delle ulcere croniche degli arti inferiori. Questa tecnica verrà applicata alle ulcere che resistono al trattamento usuale che noi pratichiamo. La tecnica viene attuata in collaborazione dal Dr Corezzola, chirurgo plastico, e dal Dr Madeyski sulle ulcere che non hanno risposto alla terapia usuale.

Normalmente noi eseguiamo una toilette chirurgica e quindi sottoponiamo il paziente ad ossigenoterapia normobarica con il dispositivo ULCOSAN di nostra invenzione. I risultati in genere sono buoni o ottimi arrivando ad una guarigione in tempi variabili secondo il tipo di lesione nell’80% dei casi.

Ma rimangono sempre i casi difficili e ulcere che hanno scarsa tendenza alla guarigione. A volte un innesto libero sulla ulcera chiude definitivamente la lesione con un buon risultato e con scomparsa della sintomatologia dolorosa. Abbiamo quindi deciso di iniziare due nuove terapie: la pappa di piastrine e il lipofilling.

Il lipofilling è una tecnica usata all’inizio per scopi diversi, cioè o per fini estetici o plastici o ricostruttivi. L’idea di usare il grasso per riempire zone del corpo avallate o che avevano avuto trattamenti demolitivi o radianti nasce circa due secoli fa, ma solo nel 1950 ci fu il primo articolo che riguardava l’uso del grasso corporeo per la correzione del profilo. Poichè poteva causare rigetto nel corso degli anni la questione è stata approfondita fino a ottenere dei risultati davvero soddisfacenti.

Il Professore Coleman, un noto e famoso chirurgo, nel 1998 ha presentato i risultati ottenuti con una speciale tecnica d’infiltrazione da lui chiamata Lipostructure. In realtà la tecnica riguarda un innesto di tessuti che sono trasferiti in modo da mantenere intatta la struttura vascolare: il grasso è aspirato mediante una cannula collegata a una siringa e poi iniettato nella zona da dover trattare. Se il grasso è iniettato in grandi quantità non tutte le cellule adipose, sopravvivranno perché non a diretto contatto con il tessuto vascolarizzato. Su piano più squisitamente scientifico gli studi più importanti sul lipofilling sono stati svolti e pubblicati da un gruppo italiano guidato dal Dr. Gino Rigotti di Verona il quale ha per primo fornito solide basi scientifiche che spiegassero i risultati (talora soprendenti) raggiungibili con tale tecnica.

Ma poi venne la chirurgia che possiamo chiamare rigenerativa in quanto tendeva a stimolare la rigenerazione dei tessuti mancanti e la granulazione dei tessuti di zone come le ulcere croniche che avevano scarsa tendenza alla rigenerazione.

La medicina rigenerativa è una branca molto recente, nata con la proposta di Whitman nel 1997 di integrare nella colla di fibrina dei concentrati piastrinici. Nel 1998 Marx et al hanno dimostrato che il concentrato piastrinico (PRP) era in grado di indurre rigenerazione ossea in campo odonto-stomatologico. 
Nello stesso periodo si è scoperta la possibilità delle cellule staminali di riparare molteplici tessuti.
 La medicina rigenerativa si basa dunque sull’impiego clinico di cellule staminali e/o di prodotti biologici (PRP), che hanno la proprietà di indurre la migrazione delle cellule staminali nel tessuto danneggiato, di stimolarle a riprodursi e, alla fine del processo, di ottenere la riparazione dei tessuti lesi.

Quando i tessuti sono danneggiati, le cellule staminali sono in grado di promuovere la riparazione di tessuti di varia natura come pelle, tendini, ossa, muscoli. 
Questa peculiare capacità delle cellule staminali può essere sfruttata per applicazioni terapeutiche che sono praticamente illimitate. 


Il principio alla base del lipofilling consiste nel prelievo di grasso da una parte del corpo e il suo trasferimento in un’altra. Il tessuto adiposo viene prelevato da una sede donatrice (di solito l’interno delle ginocchia, l’addome o la parte laterale delle cosce) con una procedura molto simile ad una piccola liposuzione eseguibile in anestesia locale. Il piccolo foro di accesso viene chiuso con un punto di sutura e la zona prelievo viene fasciata.
Il grasso prelevato a questo punto può essere direttamente iniettato nella zona da riempire o come nel caso nostro nelle ulcere croniche.

La tecnica più utilizzata è quella della centrifugazione, proprio descritta dal Dr. Coleman. Il passaggio prevede l’inserimento delle siringhe di grasso prelevato dentro una apposita centrifuga per alcuni minuti, che ne consentirà la separazione del grasso puro dalle parti non utili quali il siero e l’olio. A questo punto il grasso è pronto per essere impiantato attraverso una serie di semplici iniezioni con delle siringhe ed aghi normali. Nel tessuto impiantato le due componenti principali sono gli adipociti ovvero le cellule adipose (il vero e proprio grasso) e la componente vascolo-stromale ossia il tessuto che normalmente fornisce l’”impalcatura” del tessuto adiposo e nel cui contesto sono comprese le cellule staminali. Sono proprio gli adipociti e le cellule staminali che, come vedremo fra poco, consentono di raggiungere i risultati voluti.

I risultati sono principalmente due:
1. Soluzione di problemi estetici con aumento di volume per il riempimento di depressioni patologiche (esito di trauma, decubiti o interventi chirurgici) o per il miglioramento estetico di specifiche aree anatomiche (seno, zigomi, labbra, glutei, etc..)
2. Stimolazione del tessuto di riparazione di ulcere croniche con effetto anti infiammatorio e stimolante la granulazione. I principali responsabili sono le cellule staminali e i fattori di crescita plasmatici. In parole semplici la componente vascolo stromale ha la capacita di “sanificare” aree affette da infiammazione cronica come negli esiti di radioterapia e nelle ulcere croniche Chiaramente non ci dobbiamo aspettare miracoli come sempre in medicina e specie nel campo delle ulcere che per definizione sono croniche.

I risultati ottenibili non sono sempre riproducibili in tutti i pazienti e questo dipende soprattutto dall’ imprevedibilità della percentuale di attecchimento di ogni singolo impianto di tessuto adiposo. In linea generale l’attecchimento varia dal 30-50% per ogni seduta che può essere ripetuta a distanza.


Madeyski Dr Paolo
Specialista in Chirurgia Generale, Diplomato in Senologia, Flebologo. Attività principali: Senologia, Ulcere difficili arti inferiori, Piede Diabetico e Melanoma.
Direttore del Dipartimento di Chirurgia alla Casa di Cura Rizzola a San Donà di Piave
tel Segreteria 0421.338493
Attività ambulatoriale: Montemedica in Montebelluna (TV), Poliambulatorio Caorlese a Caorle (VE), Poliambulatorio San Marco a Cavallino Tre Porti (VE)
e-mail: paolo.madeyski@tin.it
sito web: www.lasalute.org

Profilo del medico - Dr. Paolo Madeyski

Nome:
Paolo Madeyski
Comune:
SAN DONÀ DI PIAVE
Telefono:
0421.338493
Professione:
Medico Ospedaliero
Occupazione:
Direttore Dipartimento Chirurgia Casa di Cura Rizzola San Donà di Piave
Specializzazione:
Chirurgia generale, Senologia, Flebologia
Contatti/Profili social:
email sito web


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