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Contro l'intestino irritabile impara a domare la mente

Contro l'intestino irritabile impara a domare la mente

19-09-2016 - scritto da Paola P.

Scopri perché per rilassare un intestino troppo irritabile devi prima agire sulla mente.

Anche definito "secondo cervello", l’intestino reagisce agli impulsi della mente.

Chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile sa bene quanto i suoi disturbi abbiano a che vedere con emozioni e pensieri ricorrenti. Non necessariamente negativi, anzi! E' un po' come quando si hanno le  farfalle nello stomaco perché ci si è innamorati e ci si appresta a vivere il primo appuntamento con la persona dei propri sogni. Oppure quando si sta per dare un esame, prima di un colloquio di lavoro importante o di una gara sportiva per cui ci si è allenati tanto. Tutte belle situazioni, intense e coinvolgenti dal punto di vista emotivo, che spesso però portano a correre… in bagno! Si tratta di una conseguenza abbastanza comune che si associa ad aventi che comportano un forte stress, seppur del tutto momentaneo. 

Diversa è la condizione di chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile

 

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Mente in subbuglio? Intestino irritato

La sindrome dell'intestino irritabile tende a colpire soprattutto le persone fortemente emotive, ma anche chi ha una mente particolarmente indisciplinata, un cervello sempre in ebollizione ed è preda di continui vortici di pensieri. 

Ecco che in queste persone si manifestano sintomi molto antipatici come meteorismo e flatulenza, dolori addominali di tipo spastico, talmente forti da richiedere, talvolta, persino una corsa al pronto soccorso, difficoltà digestive e naturalmente diarrea o stipsi. In ogni caso, un corollario di disturbi che si possono definire psicosomatici, tali da peggiorare la qualità della vita di chi ne è afflitto.

 

La definizione dell'intestino come di un “secondo cervello” è piuttosto recente, sebbene la relazione tra stress mentale e mal di pancia sia sempre stata percepita. Ma oggi sappiamo molte più cose sul funzionamento dell’ultimo tratto del nostro apparato digerente, un organo delicato come cristallo. Ad esempio sappiamo che il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore, viene prodotto a livello enterico.

 

Il problema della somatizzazione dello stress è che esso tende a diventare cronico, e una volta che l’intestino diventa vulnerabile a questa interazione, rischia sul serio di ammalarsi. Le pareti diventano permeabili e facilmente attaccabili da germi e agenti patogeni, la flora batterica si altera generando infiammazioni e indebolendo la barriera difensiva, e soprattutto impedendo la corretta assimilazione dei principi nutrivi.

 

Domare la mente aiuta a domare anche l'intestino, dal momento che i due organi vanno all’unisono.

Ormai anche moltissimi medici lo hanno capito: prendersi cura del "secondo cervello", trascurando il primo, non può produrre grandi risultati. Ecco perché - dopo aver appurato che il problema intestinale cronico non sia originato da intolleranze alimentari, celiachia, sensibilità al glutine, morbo di Crohn, colite ulcerosa, diverticolite ecc., consigliano di affrontare il colon irritabile iniziando dalla testa.

 

Una delle caratteristiche della sindrome è quella di manifestarsi in chi:

  • "Pensa troppo"
  • Si arrovella sempre sugli stessi pensieri ossessivi
  • Vive immerso in preoccupazioni di ogni genere
  • Soffre di ansia
  • Sviluppa la mania del controllo
  • Non riesce a sfogare o ad esprimere le emozioni e le razionalizza

 

Lo stato di continua tensione mentale si ripercuote sulla salute intestinale, e quindi placare la mente significa anche rilassare il povero colon e dargli tregua.

 

Le strategie di intervento: dall'alimentazione agli esercizi di rilassamento

Per affrontare la sindrome dell’intestino irritabile bisogna innanzitutto partire dall'alimentazione, aumentando l'apporto di fibre nel proprio menu quotidiano, soprattutto se si ha un intestino irritabile ad impronta stitica. Le fibre si trovano in cibi come frutta e verdure fresche e legumi (leggi l'elenco completo qui).

 

Oltre alle fibre, nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile si rivela molto utile il triptofano, un aminoacido essenziale che è il precursore della serotonina. La serotonina ha il compito di trasmettere gli impulsi nervosi. E una maggior disponibilità di serotonina stimola la motilità propulsiva intestinale e aiuta a regolare i fattori psicologici correlati alla sindrome dell’intestino irritabile.

 

Per lavorare sia sulla mente che sulla pancia, ci si può affidare poi a semplici esercizi di respirazione diaframmatica, che rilassano le muscolatura addominale e ne distendono le pareti contratte, e che permettono di svuotare la testa. Dalla respirazione si può passare a tecniche più complesse di gestione dello stress mentale e dell’ansia come il training autogeno, la mindfulness e la meditazione zen.

Molto utili anche gli esercizi yoga, che riportano in equilibrio corpo e mente aiutando anche a ritrovare la linea, soprattutto se associati ad una dieta appropriata. Molte persone traggono giovamento da terapie olistiche come la riflessologia plantare o l’agopuntura. 

 

Si tratta di percorsi necessariamente lunghi ma che, se fatti bene, possono dare grandi benefici. Ricordiamoci infatti che un mal di pancia passa, ma se si vuole davvero riportare in equilibrio l’asse cervello-intestino, bisogna agire su meccanismi spesso automatici che ognuno di noi ha costruito in anni e anni di vita. E, per fare questo, c’è bisogno di tempo, di pazienza e di tanto amore per se stessi.




A cura di Paola P.
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