Nevi e melanomi

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Nevi e melanomi

25-07-2011 - scritto da Gigli

Un esame accurato della propria pelle è la prima forma fondamentale di prevenzione contro il melanoma.

Oggi è possibile ridurre il numero dei casi dubbi di nevi o melanomi ed evitare il ricorso alla biopsia grazie alla videodermoscopia

Un esame accurato della propria pelle è la prima forma fondamentale di prevenzione contro il melanoma. Qualora i propri nei cambiassero forma, colore, o dimensione, è necessario rivolgersi immediatamente al dermatologo.
Oggi è possibile ridurre il numero dei casi dubbi ed evitare il ricorso alla biopsia grazie alla videodermoscopia. La diagnosi avviene attraverso uno speciale microscopio che permette di rendere più acuto l'occhio clinico del dermatologo.
Secondo gli studi più recenti, l'uso di questi strumenti può migliorare del 50%, la precisione della prima diagnosi. La possibilità di distinguere, alla prima indagine, un nevo normale da un melanoma sale dal 64% all'80%.

Che cos’è il melanoma?
Il melanoma è un tumore maligno della pelle, che si manifesta generalmente nell'adulto. È raro in soggetti al di sotto dei 18 anni.

Che cosa sono i nevi?
I nei o nevi sono delle neoformazioni cutanee di forma e dimensioni variabili e colore generalmente omogeneo: marrone chiaro o scuro oppure nero, che possono essere presenti alla nascita (nevi congeniti) o comparire successivamente nel corso della vita (nevi acquisiti).
La comparsa e il numero dei nevi dipende da vari fattori: predisposizione personale, familiarità per numerosi nevi, esposizione al sole...
E’ vero che l’asportazione dei nevi è pericolosa perché può favorire la comparsa di un melanoma?
L'asportazione chirurgica dei nevi non presenta alcun pericolo e non favorisce in alcun modo la comparsa del melanoma. Pertanto, la convinzione popolare che "i nevi non si toccano" non ha alcun fondamento.
La mancata asportazione chirurgica dei nevi a rischio o sospettati di essere un melanoma rappresenta sempre un'imprudenza in quanto non viene attuato un provvedimento chirurgico preventivo o terapeutico risolutivo.

Quali sono i fattori di rischio per il melanoma?
I fattori di rischio sono molti e possiamo dividerli in due categorie: fattori genetici-individuali, fattori comportamentali/ambientali.
Fattori genetici-individuali:
- Fototipo: il termine che si riferisce al colore della pelle di una persona, identifica sei fototipi differenti (classificazione di Fitzpatrik). I soggetti con fototipo I che si scottano sempre e di solito hanno pelle chiara e capelli biondo-rossi sono quelli più a rischio di melanoma. Non dimentichiamoci però che anche quelli con fototipo III, che rappresentano la maggior parte dei soggetti italiani, possono essere a rischio di melanoma, specialmente se presentano uno o più dei fattori di rischio elencati di seguito;
- Familiarità per melanoma: i parenti di un familiare che ha asportato un melanoma non erediteranno geneticamente la malattia, ovvero non c'è la certezza assoluta che svilupperanno sicuramente la stessa malattia, però sono più a rischio e pertanto devono sottoporsi a controlli clinici specialistici periodici;
- Pregresso melanoma: chiunque abbia già asportato un melanoma può sviluppare un secondo melanoma. Pertanto, anche in questo caso è fondamentale programmare controlli clinici e/o strumentali delle lesioni pigmentate;
- Numero e dimensioni dei nevi: i soggetti con elevato numero di nevi (maggiore di 100-150) e/o con nevi congeniti, soprattutto se di grandi dimensioni, hanno un rischio maggiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare un melanoma.

Fattori comportamentali/ambientali:
- Esposizioni solari inadeguate ed eccessive responsabili di scottature e/o ustioni solari.

Cosa si può fare a livello preventivo?
- Corretta esposizione solare degli adulti e soprattutto dei bambini, seguendo alcune regole:
- Evitare le ore più calde (corrispondenti alle ore di maggiore irraggiamento UV);
- Esporre i bambini al sole in modo graduale e progressivo;
- Ricordare che il sole si prende anche in acqua;
- Proteggere i bambini anche sotto l'ombrellone;
- Ricordare che più del 90% dei raggi ultravioletti può attraversare le nubi;
- Usare un'adeguata fotoprotezione.

Bisogna infine ricordare che attenersi scrupolosamente alle regole di una corretta esposizione solare non dà garanzia assoluta di non sviluppare un melanoma.

Come si fa diagnosi di melanoma?
In molti casi è il paziente stesso che si rivolge al medico per un consulto perché ha notato la comparsa di un nevo in età adulta, oppure cambiamenti di forma, dimensioni e colore in base alla regola ABCDE, segnalando una lesione che si è modificata nel tempo; in altri casi è il medico di base che durante una visita del paziente nota una lesione sospetta.

Regola dell’ABCDE


Queste segnalazioni giungono all'attenzione del dermatologo, il quale con metodo clinico e strumentale precisa la diagnosi e suggerisce il percorso terapeutico più indicato.
Sempre più diffusa è la richiesta di visita dermatologica per controllo nevi. Tale visita consente di identificare lesioni a rischio ed eventualmente lesioni maligne in fase molto precoce ed ha quindi la valenza di un atto di prevenzione. La conferma diagnostica verrà fornita dall'esame istopatologico delle lesioni asportate chirurgicamente.



Dr. Paolo Gigli
Specialista in Dermatologia
PESCIA (PT)
via Lucchese, 28
Tel 0572 47047-336 676799
TORINO corso Vittorio Emanuele 2°n.121
Tel :3939952852
MILANO via Tortona 30/a tel 028372201
WWW.PAOLOGIGLI.IT

Profilo del medico - Gigli

Nome:
Gigli Paolo
Comune:
Pescia
Telefono:
0572 47047
Professione:
Medico specialista attività privata
Occupazione:
Medico dermatologo
Specializzazione:
Dermatologia e Venereologia
Contatti/Profili social:
sito web


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