Cheratite

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Cheratite

26-07-2011 - scritto da morettirob

La cheratite: un'infiammazione che può colpire i nostri occhi

Come evitare la cheratite con un uso corretto delle lenti a contatto

Tra le diverse infiammazioni che possono colpire i nostri occhi e dalle quali dobbiamo difenderci, per evitare che col passare del tempo creino gravi danni al nostro appartato visivo, oggi si sente sempre più spesso parlare della cheratite.
La cheratite (dal greco Keratos) è una infiammazione della cornea, che è la porzione anteriore e trasparente della tunica fibrosa e corrisponde al centro della superficie oculare. Essendo essa lo strato del bulbo oculare più esterno e a contatto con l’aria, la sua infiammazione può essere causata da svariati fattori: in primo luogo da agenti infettivi come batteri (staphylococcus aureus), virus, funghi (ad esempio il Fusarium) e protozoi.
Anche alcuni agenti fisici, come per esempio l’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti, possono condurre a tale malattia. In questo caso specifico si parla di fotocheratite.
I primi sintomi associati comunemente alla cheratite sono il calo della vista, il dolore e la fotofobia (cioè l’intolleranza alla luce).
Nel caso in cui non venissero diagnosticate e curate in tempo, le cheratiti potrebbero degradare la trasparenza della cornea, requisito indispensabile per una corretta visione. Talvolta potrebbero addirittura presentarsi delle ulcere corneali, con conseguente perdita di tessuto e formazioni di cicatrici che, se posizionate in zone prossime all’asse visivo, danneggerebbero seriamente le proprietà visive dell’occhio.
Spesso si sente che questo tipo di patologia colpisce chi fa uso di lenti a contatto più frequentemente di chi utilizza gli occhiali da vista. E’ però erroneo imputare la causa della malattia unicamente all’uso delle lenti a contatto; piuttosto è necessario ricercarla in una manutenzione errata o insufficiente delle stesse, soprattutto quando non si usano lenti usa e getta.

Non a tutti è noto che la manutenzione delle lenti a contatto ha principalmente due scopi: la pulizia e la disinfezione. Se la disinfezione è un’insufficiente si possono creare delle complicanze settiche. La scarsa pulizia può invece determinare ipossia (mancanza di ossigeno) e complicanze allergiche. A maggior ragione, se in presenza di questi fattori negativi, aggiungiamo il protrarsi del porto delle lenti, va da sé che la cheratite trova via libera è maggiore facilità di presentarsi in tutti quei soggetti che fanno un largo e prolungato uso di lenti a contatto.
Viste le premesse, per diminuire la probabilità di incappare in questa malattia e prevenire i danni legati alla cheratite, è importante seguire poche ma fondamentali regole igieniche. Prima di maneggiare le lenti ci si deve sempre lavare le mani con acqua e sapone e poi asciugarle accuratamente. Nell’indossarle è importante procedere secondo le modalità prescritte dal medico e seguire le istruzioni riportate sui fogli informativi che si trovano all’interno delle confezioni, riguardanti le regole per la sterilizzazione e la manutenzione. Ogni tre o sei mesi è buona regola sostituire il contenitore per la pulizia e la conservazione delle lenti con uno nuovo. Infine, ogni qualvolta si presentano sintomi di dolore, gonfiore, visione offuscata, fotofobia, è doveroso rimuovere le lenti e contattare immediatamente uno specialista, per un’analisi appropriata del problema, tenendo ben presente che anche quando si ottiene una guarigione completa da un’infezione, è sempre meglio attendere diverso tempo prima di poter riapplicare le lenti a contatto.
Se si vogliono evitare i problemi e rischi legati alla pulizia e alla manutenzione delle lenti, l’ideale è fare ricorso a quelle usa e getta. Sono presenti sul mercato infatti numerosi tipi di lenti giornaliere a prezzi economici, indicate per la maggior parte dei disturbi visivi.
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Malattie, cure, ricerca medica




Dr. Roberto Moretti



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