Diagnostica radiologica del tumore colon-rettale

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Diagnostica radiologica del tumore colon-rettale

15-03-2014 - scritto da Prof.ssa Virginia A. Cirolla

Tecniche radiologiche per diagnosticare il carcinoma del colon-retto.

L'esplorazione del colon-retto per una diagnosi precoce del tumore.

Diagnostica radiologica del tumore colon-rettale

Il tumore colon-rettale è un tumore maligno nel 95% dei casi (adenocarcinoma) che interessa soprattutto il retto e il sigma (oltre il 50% dei casi) e il cieco (circa 20% dei casi). Viene diagnosticato nel 90% dei casi in soggetti al di sopra di 50 anni ed è la seconda neoplasia per frequenza e mortalità sia nei maschi che nelle femmine in Italia.

 

SINTOMI

Negli stadi precoci la malattia è asintomatica o può essere presente una sintomatologia da sindrome dell’intestino irritabile. Negli stadi più avanzati la sintomatologia varia a seconda della sede della neoplasia:

  • nella localizzazione rettale si ha proctorragia (perdita di sangue rosso vivo con le feci), falsa diarrea (evacuazione di abbondante muco) e tenesmo (stimolo continuo all’evacuazione);
  • nella localizzazione al colon distale si ha stipsi severa od occlusione intestinale;
  • nella localizzazione al colon prossimale e cieco si ha prevalentemente anemia.

 

Possono essere presenti metastasi (localizzazioni di malattia in sede diversa dal colon, per disseminazione delle cellule tumorali), per lo più a livello del fegato.

La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame molto sensibile, che permette di individuare neoplasie in fase iniziale e asintomatiche; esso dovrebbe quindi essere effettuato dopo i 50 anni con frequenza annuale al fine di effettuare una diagnosi precoce. La colonscopia e il clisma opaco con doppio contrasto (esame radiologico) sono gli esami che permettono di diagnosticare tipo e sede della neoplasia; anche in caso di carcinoma del retto è necessario esplorare tutto il colon, perché vi possono essere tumori sincroni (più di un tumore, in sede diversa).

Si pensa che la dieta sia il fattore ambientale più importante. Le popolazioni che assumono elevate quantità di grassi e poche fibre vegetali hanno un’elevata incidenza di CCR, mentre nei soggetti vegetariani e nelle popolazioni in via di sviluppo l’incidenza è più bassa.

Un altro fattore importante è la predisposizione genetica. È stato, infatti, accertato che per i soggetti con parenti di 1° grado (genitori, fratelli, figli) affetti da CCR e/o adenomi il rischio di sviluppare questa neoplasia è aumentato per la presenza della mutazione del gene MLH 1.

Nella maggior parte dei casi (70-90%) il CCR si sviluppa da lesioni preesistenti, i polipi adenomatosi, i quali, pur essendo lesioni benigne, possono evolvere verso la malignità in un periodo di tempo molto lungo di circa 10-15 anni. Poiché gli adenomi predispongono all’insorgenza di tumore, vengono definiti lesioni precancerose.

 

TRATTAMENTI

I trattamenti secondo i protocolli attuali prevedono:

  • Exeresi: asportazione dei segmenti di colon interessati dalla neoplasia (emicolectomia) o del retto, con asportazione dei linfonodi satelliti, in assenza di metastasi
  • Exeresi palliativa: asportazione della massa tumorale in presenza di metastasi; ciò si attua solo in caso di sanguinamento grave o di occlusione intestinale, e non modifica il decorso della malattia
  • Palliazione endoscopica: viene attuata in alternativa all’intervento chirurgico, mediante inserzione per via endoscopica di endoprotesi autoespandibili o trattamento laser, in caso di ostruzione del retto o del sigma, per evitare l’occlusione intestinale
  • Chemioterapia: viene attuata mediante cicli di farmaci, sia dopo l’intervento chirurgico, per prevenire la recidiva della neoplasia e la comparsa di metastasi (chemioterapia coadiuvante), sia in preparazione all’intervento (chemioterapia adiuvante)
  • Radioterapia: è molto efficace nel trattamento delle neoplasie del retto

La ricerca del sangue occulto con frequenza annuale e l’endoscopia (colonscopia sinistra o pancolonscopia) effettuata ogni 5 anni, dopo i 45 anni di età, permettono un’efficace prevenzione del CCR nei soggetti senza fattori di rischio. Infatti, l’identificazione e l’asportazione endoscopica degli adenomi (cioè senza un vero e proprio intervento chirurgico) interrompe la loro progressione verso la malignità, ottenendo la riduzione dell’incidenza attesa di carcinoma colon-rettale dell’80-90%. La colonscopia deve, inoltre, essere effettuata in tutti i soggetti a elevato rischio, quali soggetti con storia personale o familiare di adenomi o carcinomi del colon-retto.

La diagnostica radiologica proposta dallo STUDIO MEDICO CIROLLA prevede:

  • RMN con bobina phased array ed Endocoil sia in pre che post exeresi
  • ETG endorettale anche in pre
  • CT
  • Colonscopia virtuale per i tumori già diagnosticati e per la stadiazione
  • TC multislice in total body a 128 e 235 strati per lo studio dell'invasità T e per coinvolgimento della mucosa sottomucosa e fascia muscolare e per il coinvolgimento linfonodale
  • Dna salivare per la ricerca della mutazione del gene MLH1
  • Marcatori CEA Ca 19.9
  • Marcatori nelle Urine In Medicina MTC
  • Semeiotica della lingua, orecchio, polsi, urine 
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




Prof.ssa Virginia A.Cirolla
MD,PhD in Experimental And Clinical Research Methodology in Oncology Department of Medical and Surgical Sciences and Translational Medicine "Sapienza" University of Rome
National President A.I.S.M.O. ONLUS
www.studiomedicocirolla.it
www.aismo.it

Profilo del medico - Prof.ssa Virginia A. Cirolla

Nome:
Virginia Angela Cirolla
Comune:
ROMA
Telefono:
0645477448 3396769115, 3930944388, 3335230409
Azienda:
A.I.S.M.O. ONLUS
Professione:
Ricercatore
Posizione:
PRESIDENTE NAZIONALE
Occupazione:
MEDICO CHIRURGO SENOLOGO/TITOLARE CENTRO DI FORMAZIONE ANFOS/DIRETTORE SANITARIO A.I.S.M.O. ONLUS
Specializzazione:
Oncologia Medica, Medicina alternativa, Chirurgia generale, Perf in Ecografia, Senologia, Master Format. ANFOS, Master Agopuntura, Dottorato Ricerca Oncologica
Contatti/Profili social:
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