Farmaci da banco al supermercato: a che punto siamo?

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Farmaci da banco al supermercato: a che punto siamo?

17-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

A tre mesi dalla conversione in legge del Decreto Bersani le vendite dei farmaci al supermercato sono superiori alle aspettative ma le perplessità restano

Panoramica sulla vendita dei farmaci da banco al supermercato

24/10/2006 - Lo scorso mese di agosto è stata parzialmente liberalizzata la vendita di farmaci da banco nei supermercati. Oggi ci chiediamo: i consumatori hanno risposto bene alla “rivoluzione” oppure continuano a ritenere la farmacia l’unico posto dove acquistare in tutta sicurezza? Il risparmio esiste davvero? Si tratta di acquisti ragionati o si tende a fare incetta di farmaci?
Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza sulla nuova normativa…
La legge consente la vendita nei supermercati dei soli farmaci OTC (farmaci da banco di automedicazione) e SOP, cioè quelli acquistabili senza ricetta medica. La stessa cosa accade da anni in altri paesi europei (Spagna, Germania, Inghilterra, Portogallo e Olanda) ma in Italia siamo più attenti: la vendita è consentita in un apposito “angolo della salute” ben distinto dagli altri reparti, con l’assistenza di uno o più farmacisti laureati e iscritti all’Ordine. Altro elemento di tutela e garanzia del consumatore è il divieto di concorsi, operazioni a premio e vendite sotto costo, ad esempio il classico 3x2. Con una norma è stata infine introdotta la libertà di sconto sul prezzo dei farmaci e dunque abolito il tetto massimo del 20% introdotto dal governo precedente. Molti prodotti hanno infatti sconti fino al 30%.
Sulla carta sono molti i vantaggi offerti dalla nuova legge...
La concorrenza aumenta e i prezzi si riducono: a conti fatti, per le tasche degli italiani si parla di un risparmio di 424 milioni di euro all’anno stimando una media di sconto pari al 20%
Crescono gli sbocchi occupazionali per i farmacisti laureati ma disoccupati: il Movimento nazionale liberi farmacisti stima, entro i prossimi due anni, 5 mila nuovi posti di lavoro per i laureati in questa specialità e per il 2007 ne prevede l’assunzione di 750 solo nella grande distribuzione. Un’ottima notizia per i 56 mila laureati che non trovano spazio nelle 16.500 farmacie italiane
Il consumatore può “permettersi” un mal di testa anche la domenica, all’ora di pranzo o cena, perché può acquistare un Moment più facilmente, senza dover cercare la farmacia di turno più vicina
La scorsa primavera un sondaggio condotto dall’associazione di consumatori Cittadinanzattiva aveva rivelato dati interessanti: 8 cittadini su 10 favorevoli alla vendita dei farmaci nei supermercati, purché (72%) in presenza di un farmacista nello spazio dedicato alla salute.
Naturalmente c’è chi sente la novità introdotta dal Parlamento come un pugno nello stomaco…
I farmacisti parlano di una falsa liberalizzazione, che di fatto penalizza le farmacie a vantaggio della grande distribuzione (ed ecco l’obiezione più comune: ma se OTC e SOP coprono solo il 10% delle entrate delle farmacie, di cosa hanno da lamentarsi?)
Associazioni e cittadini sono preoccupati che la vendita nei supermercati si traduca in danni alla salute e in un aggravio di spesa per il Sistema Sanitario Nazionale che, per quanto riguarda l’uso improprio o abuso di medicinali, già si aggira sui 5,7 miliardi di euro l’anno
Federfarma ritiene che i cittadini non spenderanno di meno, anzi, l’acquisto rischierà di essere d’impulso e aumenteranno i consumi, come nel caso delle vendite liberalizzate in Olanda, che hanno fatto registrare un’impennata del 30%
E poi ci sono i dubbi di tanti…
Se è obbligatoria la presenza di un farmacista, come fanno i piccoli negozi di paese? Semplice, restano tagliati fuori dalla liberalizzazione…
Non c’è il rischio di una svalutazione della categoria professionale e di un aumento dei prezzi nelle farmacie, non sui farmaci ma sulle prestazioni professionali?
Infine c’è da sottolineare una questione…come dire…“politica”: a lanciare la campagna per la vendita nei supermercati è stata la Coop, l’attuale governo di centrosinistra l’ha trasformata in realtà in meno di otto mesi (alla faccia di chi dice che in Italia si impiegano anni per fare una legge) e, strana coincidenza, i farmaci sono approdati prima di tutto alla Coop, pronta con scaffali, banconi e farmacisti già assunti e formati in meno di 24 ore...Come facevano a sapere della immediata approvazione del decreto? Da chi erano raccomandati quei primi farmacisti? (A onor del vero il primo supermercato a creare un punto vendita al suo interno è stato l’Emisfero di Vicenza del Gruppo Unicomm. E poi la liberalizzazione vale per tutti i supermercati, non solo per la Coop, tanto che è sono già partite anche Carrefour, Conad ed Esselunga).
Fin qui pro e contro, ma intanto la vendita è già partita e, a quanto pare, funziona piuttosto bene...
Abbiamo contattato Coop, Conad ed Esselunga, importanti realtà italiane e non multinazionali: queste ultime due non ci hanno fornito alcun dato, dunque per scoprire la realtà del nuovo business ci dobbiamo “accontentare” dei numeri di Coop, decisamente significativi.
Attualmente sono aperti 20 Coop Salute in altrettanti punti vendita. Nell’arco dell’autunno le aperture saranno 26; a regime, nel 2007, i corner ammonteranno a 150 e i farmacisti impiegati saranno circa 300 (a fronte di una richiesta, ad oggi, di 3800 domande di assunzione). I circa 200 prodotti ospitati nei vari corner hanno uno sconto medio del 25% e coprono l’80% delle principali aree terapeutiche: da quelli per le affezioni delle vie respiratorie a quelli per l’apparato digerente, agli analgesici, a prodotti oftalmici, dermatologici e per il sistema circolatorio. Il numero degli scontrini giornalieri nei primi tre corner aperti si attesta su una media di 280 per un valore di circa 8 euro l’uno. I pezzi venduti medi giornalieri sono 424. Ovvero: nessun fenomeno di accaparramento, ma acquisti ragionati. Al top delle preferenze riguardo ai prodotti, Voltaren Emulgel, Moment (di entrambe le referenze si vendono circa 20 pezzi al giorno per ciascun corner) e Glicerolo Supposte. I corner della salute sono luogo di vendita ma anche di informazione e di educazione al consumo dei medicinali: in ogni corner vengono distribuiti opuscoli tematici dedicati al corretto uso dei farmaci, tanto più se si è in gravidanza o se a usarli sono i bambini e gli anziani. Un’attenzione particolare viene data alla comunicazione sui farmaci generici, quelli cioè che costano molto meno, pur contenendo gli stessi principi attivi, perché non di marca.
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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