Giochi per gatti semplici o complessi: l’importante è giocare!

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Giochi per gatti semplici o complessi: l’importante è giocare!

08-07-2020 - scritto da Cinzia Iannaccio

Anche per il gatto apparentemente più pigrone il gioco è di vitale importanza. Puoi scegliere tra giocattoli fai da te o acquistati in un negozio apposito. Scopri come giocare con il gatto e perché.

Quali sono i migliori giochi per gatti? Interattivi, fai da te, laser, elettronici, telecomandati o altro? E come giocare con un gatto?

 

Per rispondere a queste domande occorre prima di tutto conoscere la natura di questo felino tanto amato da grandi e piccini: agile cacciatore, intelligente e dal carattere ben deciso!

 

A differenza degli amici cani, spesso i mici hanno un comportamento più indipendente, talvolta scostante, a volte un po’ ruffiano e di comodo: le coccole le richiedono quando fa piacere a loro e guai ad interromperli durante il pisolino o a cercare di farli riposare la notte! Niente paura: è tutto normale e, anche se per natura tendono a dormire moltissime ore al giorno e scorrazzare per casa dopo il tramonto o all'alba, questo non significa che siano pigri e non amino giocare, soprattutto con te.

 

Il gioco, al contrario, è particolarmente importante per i gatti di tutte le età, specie se domestici e indoor: il fatto che stiano ore a leccarsi il pelo o affacciati a una finestra non significa che abbiano perso la loro indole predatrice. Giocare con il gatto, stimolando questa sua predisposizione, ti servirà a renderlo felice e sano più a lungo, coniugando il tutto con una buona educazione su ciò che è corretto fare o meno in casa.

 

10 motivi per cui è importante giocare con il gatto

  1. Il gioco per il gatto domestico è l'unico modo che ha per sfruttare la sua vocazione principale: cercare una preda, seguirla e poi catturarla. I migliori giochi da gatti sono quelli che stimolano tale indole.
  2. Il gioco è esercizio fisico. Più della metà dei gatti domestici è in sovrappeso, e questo non è un bene perché può favorire l'insorgenza di alcune patologie come il diabete e l'artrite, diminuendone di fatto la qualità e l'aspettativa di vita. Correre dietro una preda vera o giocattolo, aiuta a mantenere sano l'apparato muscolo-scheletrico e quello cardio-circolatorio.
  3. Il gioco mantiene il cervello attivo.
  4. Il gioco evita che il gatto si annoi, specie quando è solo il casa: il tempo per lui scorre in maniera più lenta e qualche ora può sembrargli anche una settimana! Per questo è importante fornirgli giocattoli adeguati, come un tiragraffi o un topolino finto, magari con erba gatta.
  5. L'attività giocosa aiuta il gatto a scaricare stress, ansia ed eventuale aggressività prevenendo comportamenti inadeguati e infelicità.
  6. Il gioco promuove il legame tra te e lui.
  7. Giocare è divertente, sia per te che per il tuo gatto.
  8. Il gioco interattivo per il gatto è fonte di educazione, specie se accompagnato da un rinforzo positivo. E' il modo per insegnargli come comportarsi in casa.
  9. In caso di disturbi comportamentali, il gioco può assumere anche il valore di terapia.
  10. Offrire un gioco o un giocattolo al gatto significa evitare che concentri la sua curiosità su mobili, scarpe, abbigliamento, biancheria o peggio cavi elettrici!

 

Come giocare con il gatto

Non c’è un modo migliore dell’altro per giocare con il gatto, l'importante è optare per giochi da gatti! In natura questi felini attraverso il gioco apprendono ed esercitano abilità necessarie alla sopravvivenza, quali la caccia e la cattura delle prede, con la finalità di assumere cibo. Anche se il micio nasce e cresce in un ambiente domestico, questo suo istinto può rimanere forte e va assolutamente assecondato.  Giochi e giocattoli che simulano queste attività saranno dunque quelli su cui puntare.

 

Non dimenticare però come caccia un gatto in natura: osserva la sua preda, la studia, si avvicina in silenzio (hai mai visto come sono bravi i gatti a giocare a nascondino?) e infine fa un grande balzo per afferrarla tra le zampe! Il micio, a differenza di altri felini, non ha la capacità polmonare di rincorrere il suo obiettivo a lungo, quindi evita di spostare il giocattolo facendolo correre a lungo per tutta la casa. Piuttosto proponigli spostamenti brevi alternando movimenti lenti e veloci in modo che lui possa pianificare la mossa successiva. Permettigli ad un certo punto di raggiungere la preda, altrimenti può rimanere frustrato: anche nel gioco ci vuole soddisfazione per divertirsi!

 

Per fare ciò non è necessario acquistare giocattoli particolari, va bene anche il fai da te, magari attaccando una piuma ad un filo! In molti utilizzano luci laser: può funzionare a farlo divertire e saltare, ma non dimenticare una ricompensa alla fine, in quanto la luce rossa non può essere mai afferrata.

 

E quando la tua palla di pelo è sola in casa e non può interagire con te? Il piccolo topolino finto non potrà destare la sua attenzione per molto: è immobile, come una preda morta. Puoi scegliere un tiragraffi con giochini appesi, costruire labirinti con scatole di cartone o lasciargli predisposta una piccola caccia al tesoro con snack salutari nascosti in vari punti. La ricerca di cibo è tra le sue attività preferite! Puoi anche acquistare (o costruire) giochi distributori di cibo, ovvero che lo erogano in seguito a particolari movimenti: prendi ad esempio una scatolina di cartone e riempila con crocchette dopo averla forata a dovere, vedrai come si divertirà! Presta solo attenzione a non impiegare materiali o oggetti che possano essere pericolosi se ingeriti.

 

Rispetta i suoi ritmi. Lascia al tuo gatto la libertà di decidere quando e se giocare, evitando di forzarlo se non ha voglia.

 

Il gioco per il gatto, da cucciolo ad anziano

A che età i gatti iniziano a giocare? I gattini sono molto attivi e curiosi, ma nelle prime settimane di vita non hanno le capacità motorie e sensoriali abbastanza sviluppate da permettergli il gioco: per 2 o più settimane non aprono gli occhi e non camminano immediatamente. Inizialmente scalpitano e interagiscono con i fratellini, nella cucciolata, alla ricerca della soddisfazione del bisogno di cibo, cercando di raggiungere il latte materno. Intorno alle 3 settimane iniziano a camminare e verso le 5 sono in grado di imitare il comportamento di mamma gatta, iniziando a definire anche la propria personalità e ad avere i primi accenni di socializzazione.

 

E' molto importante a tal proposito iniziare a stabilire con loro un contatto (entro le 7-8 settimane di vita) al fine di abituare i gattini al piacere della reciproca compagnia. Dopo tale fase, ovvero a partire dal 2° mese i gatti si dimostrano particolarmente attivi e giocosi ed è a questo punto che puoi iniziare a stimolarli con giocattoli e giochi interattivi: li aiuteranno - tra le varie cose - a sviluppare al meglio anche il tono muscolare e le abilità motorie.

 

Nel gatto anziano le energie a disposizione sono sicuramente minori che nei micini, e anche qualche disturbo alle articolazioni può renderlo meno attivo. Non confondere questo stato fisiologico con un rifiuto del gioco, al contrario continua a stimolarlo in tal senso, tenendo ben presente l'età e l'affaticamento. Questo impegno quotidiano aiuta a mantenere attivo il suo organismo e la sua mente, tenendo a bada anche un eventuale deterioramento cognitivo.

 

Può essere utile optare per giochi elettronici a basso impatto energetico-fisico, ma con un divertimento e stimolo assicurato. Esistono numerose App per gatti di questo tipo, puoi scaricarle gratuitamente sul tuo tablet!

 

Il gioco e il rinforzo positivo

Il gatto non può essere propriamente addestrato come il cane, ma educato a comportamenti corretti certamente sì. Questo è possibile proprio attraverso il gioco, soprattutto se tale attività viene svolta in modo interattivo sin dai suoi primi mesi di vita, quando cioè sviluppa le sue capacità fisiche, mentali e di socializzazione. E’ in tale periodo che scopre con curiosità e determinazione il mondo che lo circonda!

 

Offrirgli una ricompensa in cibo è il modo migliore per rinforzare in lui gli atteggiamenti positivi alla civile convivenza, ad esempio quando apprende che la lettiera serve per fare i bisogni e che per limarsi le unghie va usato il tiragraffi e non il divano del salotto.

 

L'importante è che la ricompensa gli sia data subito dopo il gioco/comportamento corretto. Il principio è lo stesso che vale per i cani: non punire il tuo pelosetto se fa una cosa sbagliata, ma ricompensalo quando fa quella giusta, lo ricorderà più facilmente e piacevolmente. La motivazione è la chiave di ogni formazione. Per la maggior parte dei gatti, questa coincide con il cibo, che andrebbe sempre accompagnato anche da una coccola, una carezza o un bel grattino sotto il mento.

Categorie correlate:

Animali, cane, gatto, cuccioli




A cura di Cinzia Iannaccio, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2007, blogger, specializzata nel settore della salute e del benessere.
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