Grande caldo, S.O.S. intestino

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Grande caldo, S.O.S. intestino

10-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

In estate il cibo si deteriora più facilmente e le infezioni batteriche sono sempre in agguato

Quali sono le infezioni intestinali, come curarle ma, soprattutto, come evitarle

Grande caldo, S.O.S. intestino

Durante i mesi caldi è importante stare attenti a ciò che compriamo perché, complici le alte temperature, il cibo può deteriorarsi con più facilità, con conseguenze dannose per la salute e... per le vacanze! Anche al ristorante, se ciò che ci viene servito non è ben conservato rischiamo di ingerire un “veleno” che produce i suoi effetti. Così, poche ore dopo il pasto, compare un doloroso mal di pancia seguito da numerose scariche di diarrea. Sono i segni di un’infezione intestinale dovuta ai batteri che si sono riprodotti nel cibo avariato. E le scariche di diarrea sono il meccanismo naturale con cui l’organismo si libera dai germi (mettendone però a rischio le riserve idriche).

QUALI SONO I BATTERI INCRIMINATI?

  • Se i sintomi durano dai 3 ai 7 giorni, in genere la colpa è della Salmonella. Il tempo di incubazione di questo batterio è tra i 7 e i 15 giorni. Gli alimenti che più facilmente possono essere contaminati sono il pollame e le uova.
  • Se c’è anche nausea e vomito, la causa invece è lo Stafilococco. E’ un batterio che si fa sentire subito: tra 1 e 6 ore dal pasto con sintomi che durano meno di 12 ore, ma violenti. Gli alimenti incriminati sono il latte, la carne e il pesce.
  • Se, infine, i dolori sono alla parte alta della pancia, si può trattare di diarrea da Escherichia coli. I sintomi si scatenano tra le 6 e le 48 ore dopo il pasto e durano 3-5 giorni. La colpa può essere della carne poco cotta, della verdura cruda, ma anche dell’acqua contaminata.

COME CURARE UN'INFEZIONE DI QUESTO TIPO?

Sarà il medico a stabilire la terapia adeguata. Quello che c’è da sapere, comunque, è che non sempre è necessario ricorrere a farmaci d’urto ma è possibile curarla in maniera più naturale. Se i sintomi non sono particolarmente gravi, possono essere sufficienti i cosiddetti probiotici (fermenti lattici), capaci di ristabilire l’equilibrio della flora batterica e di bloccare i sintomi dell’infezione.

Quanto ai consigli per evitarla, beh, ce ne sono molti. Al bar o al ristorante diamo peso a quei piccoli particolari che possono fare la differenza: evitiamo gli alimenti disposti su vassoi non refrigerati, non coperti, a disposizione di chiunque possa toccarli. E se vediamo personale in cucina senza cappelli protettivi o camerieri che maneggiano indifferentemente soldi e cibo, meglio cambiare posto!

Attenzione anche al supermercato o al negozietto sotto casa: controlliamo che non ci sia brina all’esterno delle confezioni surgelate perchè è indice di un cattivo mantenimento; non acquistiamo bottiglie d’acqua o bibite lasciate sotto il sole; non compriamo pesce e frutti di mare di dubbia provenienza; stiamo alla larga dai congelatori stracolmi; non consentiamo al negoziante di toccare il prosciutto con le mani; controlliamo sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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