Il piede piatto ed il piede cavo nello sportivo

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Il piede piatto ed il piede cavo nello sportivo

21-11-2013 - scritto da Dr. Taglialatela

Piede piatto e piede cavo: prevenire, curare e guarire le deformazioni plantari

Il piede è un miracolo di ingegneria, una macchina delicata da cui parte il benessere di tutto il corpo. Si tratta di un sistema intricato di 26 ossa, 42 articolazioni, 33 muscoli 107 legamenti che deve farsi carico, a ogni passo, di una pressione tre volte superiore al peso del nostro corpo. Una distribuzione errata del carico corporeo, i movimenti alterati nel cammino, l’uso di scarpe inadatte, possono portare, nel tempo, deformità, problemi posturali e vascolari e dolore.


L’errore che si è fatto fino a pochi decenni fa è stato quello di considerare il piede a se stante e soprattutto di assimilare la sua struttura ad elementi statici come l’arco, la colta, la capriata, il tripode etc.. perché il piede è estremamente mobile con prerogative sensoriali.
E’ pertanto molto importante saper riconoscere i sintomi e saperli interpretare al fine di adeguare e adattare la risposta terapeutica migliore (plantari, terapia posturale, chirurgia)


In maniera semplice possiamo distinguere tre tipi di appoggio plantare: piatto, neutro e cavo con tutte le variabili intermedie che riguardano soprattutto rapporto retro-avampodalico.


piede piatto


Nello sportivo possiamo riscontrare queste tipologia di appoggio podalico e pertanto è necessario un loro inquadramento.


Per quanto riguarda il piede piatto dobbiamo distinguere nel bambino il piede piatto flessibile da quello strutturato. Fino all’età di circa 6 anni quasi tutti i bambini presentano un piede piatto che possiamo dire fisiologico. Le mamme non devono preoccuparsi perché la maggior parte si normalizza crescendo. Circa un 15% però evolve verso un quadro di piede piatto strutturato, rigido e pertanto sintomatico. I sintomi principali sono facile affaticamento durante una passeggiata, facile stancabilità nella corsa a volte dolore. Nell’adulto il piede piatto strutturato crea problemi in relazione al fatto di mettere sotto stress le componenti tendine e legamentose e infine ossee. I quadri clinici sono variabili come dolore all’inserzione del tendine tibiale posteriore, dolore anteriore lungo la tibia, crampi al polpaccio.


L’esame obiettivo viene completato dall’esame baropodometrico e radiografico sotto carico.
Vi sono test clinici come il single heel rise test che mette in evidenza il funzionamento del tendine tibiale posteriore.


tendine tibialeQuesto tendine, nel piede piatto, va incontro ad uno stato di cronica infiammazione perché è costantemente sotto stress, sotto tensione: la volta è caduta e lui che si inserisce proprio a quel livello viene tirato continuamente! In mancanza della volta mediale il peso viene trasferito violentemente sulla testa del primo metatarso (alluce) che viene svirgolata all'esterno con formazione dell'alluce valgo.


Ma molti autori attribuiscono meno importanza alla disfunzione del tendine tibiale posteriore considerandolo un sintomo e non la causa del piede piatto dell’adulto.


Il piede cavo è una deformazione del piede caratterizzata dall’accentuazione dell’arco plantare interno (l’opposto del piede piatto). Il grado di accentuazione dell’arco plantare interno determina la gravità della patologia. Il caso più estremo è rappresentato dal piede equino. Si possono distinguere una forma congenita, una acquisita ed una essenziale.


La forma congenita, presente già dalla nascita, è quella più rara tra le tre. La forma acquisita è la più frequente e viene normalmente distinta in: neurogena (causata da lesioni del sistema nervoso), miopatica (causata da patologie a carico dei muscoli scheletrici), post-traumatica (causata da esiti di fratture osteo-articolari o di lesioni tendino-legamentose), degenerativa (causata da artrite reumatoide, artrosi, gotta),secondaria a patologie delle parti molli (fibromatosi plantare). La forma essenziale comprende tutte quelle forme che non hanno un’eziologia ben chiara.


Spesso al piede cavo sono associate le dita a martello, la caduta delle teste metatarsali(con conseguente formazione di callosità), il varismo del retro-piede, il varismo della ginocchia, la tibia vara.
Sintomi: rispetto al piede piatto, il piede cavo può causare maggiori fastidi e dolori,soprattutto quando il grado di cavismo è molto accentuato. Nel caso del piede equino(retrazione del tendine d’Achille) la deambulazione è abbastanza compromessa.
Maggiore instabilità nel mantenere l'equilibrio, facilità ad avere distorsioni dell' articolazione tibio-tarsica, meta tarsalgie.


Cosa fare nello sportivo?


esame baropodometricoNell’atleta sia esso amatoriale e sia e se le prestazioni sono “ ad alta energia” (professionisti) e le richieste funzionali sono massime bisogna avere particolare cura ad analizzare l’assetto globale del piede, l’assetto globale degli arti inferiori, l’analisi del passo e dell’appoggio plantare (esame baropodometrico).


L’atleta che viene analizzato in maniera globale si potrà avvalere, in rapporto alle sue problematiche, di un trattamento posturale adeguato, di una terapia manuale osteopatica, di un plantare che corregga ad esempio l’eccesso di pronazione (nel piede piatto)o di supinazione riequilibrando l’eccessivo carico metatarsale(nel piede cavo) di una scarpa adeguata (antipronazione, antisupinazione etc..)


Pronazione o supinazione, prolungata o ritardata, del piede, che altera la funzione della gamba e della pelvi durante il ciclo della corsa possono comportare dei traumi muscolari (stiramenti). Un dolore rotuleo può derivare da un piede piatto pronato.


scarpa per sportiviIn conclusione oggi abbiamo a disposizione diverse soluzioni per risolvere le problematiche dell’appoggio plantare. E’ importante affidarsi a professionisti esperti e qualificati che spesso lavorano in equipe (ortopedico, tecnico ortopedico, posturologo, osteopata) al fine di trovare la migliore soluzione possibile che deve essere sempre adattata e personalizzata al paziente/atleta.

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




Profilo del medico - Dr. Taglialatela

Nome:
EMILIO TAGLIALATELA
Comune:
CASERTA
Professione:
Medico Ospedaliero
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