La Malattia di Peyronie o Induratio Penis Plastica

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

La Malattia di Peyronie o Induratio Penis Plastica

02-05-2014 - scritto da urologo andrologo

La Malattia di Peyronie o Induratio Penis Plastica

Quando il pene si piega o “è storto”: diagnosi e terapia della Induratio Penis Plastica o Malattia di Peyronie



Sembra assurdo ma ancora oggi non conosciamo nel dettaglio una patologia del pene che fu descritta per la prima volta nel 1561 da Vesalio e successivamente nel 1743 da Francois de la Peyronie che ne dette comunicazione scientifica e quindi il nome, malattia di Peyronie.

Quello che ancora oggi non si conosce è la vera causa di insorgenza della Induratio Penis Plastica o, appunto, malattia di Peyronie. Si è trovata una stretta correlazione con la patologia diabetica, come anche con le patologie del collageno e addirittura una correlazione con altre sindromi come nel morbo di Dupuytren dove esiste anche una patologia associata dei tendini palmari della mano. Certamente non possiamo escludere la responsabilità di microtraumi della tonaca albuginea, una tunica elastica che riveste i cilindri che si riempiono di sangue, durante il coito o manipolazione e dove processi fibrotici riparativi potrebbero eccedere in esubero formando quindi la fibrosi e la placca.

La malattia di Peyronie può manifestarsi con dolore all’erezione e allo sfregamento accompagnato da deviazione dell’asta. Siccome non esiste, come dicevamo, una stretta correlazione con una causa e o un trauma, spesso il paziente rimane meravigliato dalla comparsa di un sintomo così particolare. Il dolore avviene per la comparsa iniziale di uno stato infiammatorio e per la liberazione di istamina. Chiaramente nelle erezioni spontanee notturne o in quelle provocate la messa in tensione della zona infiammata causa dolore. Se non interpretata nella giusta maniera la Induratio Penis Plastica procede portando ad una evoluzione della zona infiammata verso un processo riparativo fibrotico.

La zona fibrotica può evolvere poi un processo di calcificazione fino a formare la placca. Durante l’autopalpazione il paziente o l’andrologo durante la visita apprezzeranno una zona di indurimento scorrevole sotto le dita.

Il pene tende ad incurvarsi in erezione poiché solitamente la tonaca albuginea che riveste i corpi cavernosi, essendo omogeneamente elastica, riesce a distendersi insieme ad essi in maniera regolare e ben distribuita, ma nella zona di fibrosi e calcificazione chiaramente questo fenomeno viene a mancare e si ha una deviazione verso la zona non elastica . Ai miei pazienti faccio sempre l’esempio di un gonfiabile trattenuto da un lato da una corda.

La deviazione può creare un problema essenzialmente psicologico, specialmente nel giovane, ma quando diventa eccessiva può realmente creare problemi alla penetrazione. Inoltre la placca nella sua formazione e crescita può andare a comprimere le strutture vascolari vicine creando problemi di vascolarizzazione ed erezione.
La malattia di Peyronie obbliga ad un consulto specialistico.

La diagnostica si avvale essenzialmente dell’uso dell’ecocolordoppler basale e dinamico dei corpi cavernosi. L’esame consiste nell’uso della classica ecografia cui viene aggiunto il modulo ecocolordoppler per lo studio vascolare. Praticamente si effettua un piccola iniezione con un ago piccolissimo (metodica indolore) sul pene, inducendo una erezione o vasodilatazione artificiale che permette di individuare e quantificare il grado di curvatura, ma ancor di più questo esame permette all’andrologo ecografista di evidenziare molto meglio la placca fibrotica.

Una volta posta la diagnosi chiaramente scatta la domanda che più sta a cuore al paziente: ci sono delle cure per la Induratio Penis Plastica?

Nelle fasi iniziali si possono utilizzare sostanze antiossidanti. Un tempo si usavano Potaba, Piascledine, Tamoxifene, oggigiorno esistono dei mix dedicati al problema nei quali predominano sempre antiossidanti, vitamine E e C e acido paraaminobenzoico; queste terapie possono avere un razionale nelle forme iniziali. Ci sono poi degli approcci più diretti sulla placca con iniezione intraplacca di sostanze dedicate. Un’ultimissima novità, che stiamo iniziando a introdurre adesso nei nostri protocolli terapeutici, è l’iniezione intraplacca di acido Jaluronico, una volta a settimana per otto settimane. Siamo in attesa dei primi risultati.

Nelle forme avanzate e ormai con la placca strutturata l’unica soluzione terapeuticamente valida è l’intervento chirurgico. Per la cura chirurgica della Induratio Penis Plastica possono proporsi due tecniche chirurgiche.

1. Nella prima la placca viene rimossa e poi la zona dell’asportazione coperta con un materiale artificiale o biologico sostitutivo.
2. Nella seconda si crea una tensione dalla parte opposta alla lesione per impedire l’incurvamento. Come se tirassimo dalla parte opposta con una corda un gonfiabile che sta salendo storto

Con il primo metodo si può perdere parzialmente la funzionalità erettile e soprattutto la rigidità. Con il secondo metodo, noto come intervento di Nesbit, il pene eretto sarà più corto.

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




Dott. Andrea Militello
Urologo Andrologo
www.urologia-andrologia.net
www.andrologiamilitello.it

Profilo del medico - urologo andrologo

Nome:
Andrea Militello
Comune:
Viale Libia 120 Roma - Viale T. Morroni 14/16 Rieti - Via Papa Giovanni XXI 23 Viterbo
Azienda:
Studio Privato
Professione:
Medico specialista Urologo Andrologo
Specializzazione:
Urologia, Andrologia, Ecografia apparato urogenitale
Contatti/Profili social:
email sito web facebook google plus


Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X