La SINDROME DEL NERVO ULNARE al gomito e al canale di Guyon

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La SINDROME DEL NERVO ULNARE al gomito e al canale di Guyon

16-02-2010 - scritto da Internullo

NERVO ULNARE al gomito e al canale di Guyon: vantaggi e svantaggi dell’intervento!!!

L’intervento chirurgico per questa patologia consiste nella NEUROLISI CON LIBERAZIONE DEL NERVO ULNARE AL GOMITO O AL POLSO.

Cosa succede durante l’intervento vi è stato indicato?
Il tessuto che comprime il nervo viene asportato in anestesia regionale (anestesia del plesso brachiale) o in anestesia generale. Al gomito il nervo può anche essere spostato anteriormente nei tessuti molli del gomito stesso. Per ridurre la perdita di sangue e per migliorare la visuale del campo operatorio da parte del chirurgo, l’intervento viene eseguito dopo l’applicazione di una fascia ischemizzante.
Una fascia elastica viene avvolta strettamente lungo l’arto da operare, partendo dalla mano. Una volta che le vene si sono svuotate del sangue in esso contenuto, si applica un manicotto ulteriore per ridurre l’afflusso di sangue durante l’intervento. In singoli casi può rendersi necessario eseguire un intervento di microchirurgia, cioè usare occhiali con lenti di ingrandimento. Dopo l’intervento il braccio viene spesso immobilizzato con una fasciatura elastica o con una stecca gessata.
La patologia presenta caratteristiche di cronicità ed un decorso evolutivo in senso peggiorativo; la malattia si può trovare in una fase di avanzata gravità clinica e a volte non esistono trattamenti farmacologici e fisici altrettanto efficaci in alternativa alla soluzione chirurgica che può che porta a una riduzione o risoluzione del dolore così anche delle alterazioni sensitive e motorie legate alla sofferenza del nervo ulnare.
Il risultato clinico complessivo è comunque influenzato da variabili anche indipendenti dalla corretta esecuzione tecnica dell’intervento e che nonostante il miglioramento delle tecniche chirurgiche, non sempre risulta esattamente prevedibile l’entità della ripresa funzionale del nervo ulnare. In particolare si deve sapere che l’esito di tale intervento è influenzato da numerosi fattori quali l’età, il grado originario della lesione del nervo, il periodo intercorso dall’inizio dei sintomi, il potenziale evolutivo della malattia, il tipo costituzionale, la tendenza a formare aderenze tra i vari piani anatomici e cicatrici ipertrofiche, l’eventuale componente reumatoide, le abitudini di vita, le caratteristiche ambientali e lavorative, l’osservanza dei consigli postoperatori.
Tutti questi fattori condizionano il tempo di guarigione, che può andare da poche settimane nelle persone giovani ed in buone condizioni a periodi più lunghi nelle persone anziane con condizioni sfavorevoli (diabete, epilessia, disturbi circolatori, alterazioni trofiche cutanee, etc.).
Vi sono anche da non tralasciare le complicanze generali possibili in ogni intervento eseguito in anestesia locale quali crisi di panico, sindrome vagale, crisi ipotensive o ipertensive, fenomeni allergici nei confronti dei farmaci anestetici o di altre terapie somministrate.

Ma sapete quali complicanze ed effetti collaterali possono insorgere?
Raramente durante l’intervento vengono lesionati vasi sanguigni, tendini, muscoli e nervi. Se viene lesionato un nervo, possono insorgere disturbi della sensibilità, dolori e/o paralisi della mano e del dell’avambraccio. Se viene applicata una fascia ischemizzante, possono verificarsi raramente delle lesioni della cute e molto raramente paralisi dell’arto superiore. Sono inoltre possibili complicanze infettive superficiali e profonde con deiscenza della ferita chirurgica ed allungamento dei tempi di guarigione. L’immobilizzazione con apparecchio gessato può causare un indebolimento della muscolatura, una diminuzione del contenuto del calcio nelle ossa e una riduzione della mobilità delle articolazioni. In singoli casi si può verificare una esagerata decalcificazione dell’osso con edema e intenso dolore (algodistrofia di Sudeck). Queste conseguenze dell’immobilizzazione si risolvono generalmente con la fisioterapia o con una terapia farmacologica. Una sensazione di intorpidimento della cute può permanere nei pressi della cicatrice. In caso di disturbi alla guarigione della ferita o a relativa predisposizione, possono insorgere cicatrici ispessite con iperpigmentazioni cutanee (cheloidi), antiestetiche e dolorose. A causa di retrazioni delle cicatrici si possono avere limitazioni della mobilità. Con trattamenti conservativi (pomate, ecc..) e/o interventi correttivi si può cercare di migliorare queste cicatrici.
Va peraltro sottolineato che tutte le diverse possibili complicanze postoperatorie, seppur chiaramente descritte in letteratura, risultano in realtà complessivamente infrequenti secondo la mia esperienza e quella riportata da più illustri colleghi.

A cura del Dottor Giuseppe Internullo
Specialista in Chirurgia della Mano, Università di Modena
Ospedale Gravina di Caltagirone
Per informazioni:333-4150816
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




Dott. Giuseppe Internullo
Specialista in Ortopedia
Via Romano, 24 CALTAGIRONE (CT)
Per informazioni 0933-23843
www.chirurgiadellamanocatania.it

Profilo del medico - Internullo

Nome:
Giuseppe Internullo
Comune:
CATANIA
Telefono:
095497305
Professione:
Medico specialista attività privata
Posizione:
www.chirurgiadellamanocatania.it
Occupazione:
Chirurgia della mano
Specializzazione:
Ortopedia e traumatologia, Chirurgia della mano
Contatti/Profili social:
sito web


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