Le balaniti non infettive

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Le balaniti non infettive

03-03-2014 - scritto da Prof. Lucio Andreassi

Le balaniti non infettive
Nell’immaginario comune è largamente diffusa la convinzione che qualsiasi disturbo localizzato ai genitali maschili abbia un’origine sessualmente trasmessa. In realtà, questa opinione è errata in quanto, in un consistente numero (oltre il 50 % dei casi), le lesioni che interessano i genitali maschili hanno un’origine estranea alla trasmissione sessuale. I quadri clinici sono diversi e possono essere suddivisi in quattro gruppi: le forme irritative, le manifestazioni da farmaci, l’impegno genitale da malattie cutanee generali e le lesioni infiammatorie espressione di iniziali processi neoplastici.

Le forme irritative sono le più frequenti e sono spesso prive di un quadro caratterizzante. Si riscontrano soprattutto nei soggetti atopici, cioè individui con cute irritabile, con una incidenza maggiore nei non-circoncisi. Un’anamnesi positiva per atopia ed una storia di episodi fluttuanti a comparsa improvvisa, in soggetti abituati ad osservare una igiene intima eccessivamente scrupolosa, sono gli elementi che devono suggerire la diagnosi di balanite irritativa. Una appropriata detersione e l’applicazione di creme lenitive sono generalmente sufficienti per risolvere questi casi.

Le reazioni da farmaci possono interessare i genitali con lesioni acute eritemato-edematose, associate a prurito e/o dolore puntorio, che spesso evolvono verso la formazione di bolle e successive erosioni. Il quadro, noto anche come eritema fisso, è costituito da una lesione quasi sempre unica, a limiti ben demarcati, a forma tondeggiante, che nel giro di alcuni giorni regredisce. L’eritema fisso può interessare la lamina esterna del prepuzio e la cute che ricopre il pene ed in tali casi guarisce lasciando una marcata pigmentazione nella sede della pregressa lesione infiammatoria. La causa dell’eritema fisso da medicamenti, storicamente connessa con l’assunzione di piramidone, ha fatto registrare negli ultimi anni un sorprendente allargamento di scenario.

Tra i farmaci più comunemente incriminati vanno ricordati i sulfamidici, alcuni antibiotici, i FANS, diversi medicamenti ad attività antibatterica ed antifungina, psicofarmaci ed analgesici. Balaniti assimilabili all’eritema fisso talora si riscontrano in corso di eritema multiforme, una malattia spesso, ma non sempre, indotta da farmaci. In questi casi raramente la regione genitale è coinvolta come unica sede; più spesso si riscontra un contemporaneo interessamento della mucosa orale e labiale, delle coane nasali e della mucosa oftalmica.

L’impegno genitale da malattie cutanee generali assume rilevanza clinica in due condizioni: il lichen planus ed il lichen sclero-atrofico, malattie dermatologiche che possono interessare i genitali con espressioni sensibilmente diverse da quelle di altri distretti, e talora come prima e/o unica manifestazione della dermatosi.

Nel lichen planus la mucosa genitale è spesso colpita contemporaneamente alla mucosa orale. Se ne deduce che tutti i soggetti affetti da lichen planus orale dovrebbero essere sistematicamente esplorati anche a livello genitale. Clinicamente le espressioni più frequenti sono lesioni leucocheratosiche, cioè papule piane biancastre tendenti a confluire ed a formare chiazze compatte o reticolari. Talora il quadro è dominato da una componente erosiva a prevalente interessamento del glande che nelle zone erose appare di colore rosso vivo.

Nel lichen sclero-atrofico le manifestazioni iniziali sono costituite da papule piane biancastre, dislocate nel prepuzio, nel solco balanico e nel glande. Successivamente gli elementi papulosi tendono a fondersi ed a formare placche di varia forma e grandezza, di aspetto leucoplasico. L’interessamento del prepuzio si traduce spesso una fimosi più o meno serrata, spesso associata a sinechie, cioè aderenze più o meno estese del prepuzio al glande.

Al gruppo delle forme licheniene si riallaccia per alcuni aspetti clinici un altro quadro a decorso cronico, relativamente frequente  nelle fasce d’età più avanzate, noto come balanite di Zoon, dal nome del primo studioso che l’ha descritto. La sua origine non è chiara e la sua possibile patogenesi poggia soprattutto sul reperto istopatologico, caratterizzato da un infiltrato di cellule plasmocitarie.

Il quarto gruppo di balaniti non infettive comprende alcuni quadri, il cui aspetto infiammatorio è solo apparente. In realtà si tratta di lesioni premaligne che possono sfociare nel carcinoma penieno, evenienza grave e devastante sotto il profilo psicologico. Queste forme comprendono l’eritroplasia di Queyrat, la malattia di Bowen e la papulosi bowenoide, patologie istologicamente simili, in quanto caratterizzate dalla presenza di carcinoma in situ. Per questi quadri è stato proposto il termine PeIN (Penile Intraepithelial Neoplasia) in analogia alla denominazione VIN (Vulval Intraepithelial Neoplasia), ma la proposta non è stata da tutti accolta e la terminologia tradizionale è ancora quella correntemente impiegata.

La diagnosi delle balaniti non infettive scaturisce soprattutto da un esame clinico minuzioso ed accurato che valuti attentamente gli aspetti morfologici del quadro. In taluni casi, e soprattutto quando sussiste il sospetto di una forma neoplastica, è necessario effettuare l’esame istologico.

La terapia delle forme da farmaci si fonda sulla identificazione dell’agente responsabile e dei medicamenti ad esso assimilabili, che, ovviamente, non vanno più assunti. Le forme del gruppo lichen-balanite di Zoon trovano giovamento con l’impiego per via topica di corticosteroidi e degli inibitori della calcineurina. Le forme premaligne vanno trattate chirurgicamente.
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




Profilo del medico - Prof. Lucio Andreassi

Nome:
ANDREASSI LUCIO
Comune:
SIENA
Professione:
Universitario
Occupazione:
Professore Emerito Università di Siena
Specializzazione:
Dermatologia e venereologia
Contatti/Profili social:


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