Prebiotici, probiotici: diversi ma utili

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Prebiotici, probiotici: diversi ma utili

02-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Scombussolare l’intestino è veramente un attimo. In questi casi è utile ricorrere a integratori specifici prebiotici e probiotici

Prebiotici, probiotici: cosa sono? E servono davvero?

Prebiotici, probiotici: diversi ma utili La sua superficie interna, completamente distesa, è vasta quanto un campo da tennis. Difficile da credere, ma è proprio così. Inoltre, è completamente colonizzato da microrganismi, in numero 10 volte superiore a quello delle cellule che lo compongono. Queste centinaia di milioni di batteri costituiscono un ecosistema chiamato microflora che, se in equilibrio, ne garantisce la corretta funzionalità.
Stiamo parlando dell’intestino. Tutti sappiamo che da lì passano i “rifiuti” da scaricare ma generalmente ignoriamo quanto sia importante per la nostra salute: avere un intestino sano è essenziale perché tutte le sostanze nutritive vengano assorbite, per arrivare poi al sangue ed essere trasportate in ogni cellula dell’organismo. E il suo equilibrio è prezioso per proteggerci dagli agenti esterni. Ecco perché necessita della massima cura.
Il mercato è ricco di prodotti specifici. Solo che a sentir parlare di fermenti lattici, probiotici, prebiotici, simbiotici... alla fine non ci capiamo più nulla. Che differenza c’è? E sono davvero necessari per stare meglio?
Cominciamo dalle definizioni. Una volta si chiamavano fermenti lattici, oggi invece si preferisce usare il termine probiotici, ma il concetto non cambia: si tratta di microrganismi vivi che, se in grado di superare la barriera dei succhi gastrici, esercitano un effetto positivo sull’equilibrio dell’ecosistema. I prebiotici, invece, sono sostanze di origine alimentare non digeribili che stimolano l’azione dei probiotici promuovendone lo sviluppo. In pratica, operano da substrato ai vari ceppi batterici utili per l’uomo. I più conosciuti sono oligofruttosio, inulina, galatto-oligosaccaridi e lattulosio. Si trovano in cibi come avena, porri, cipolle, aglio, carciofi, asparagi, banane, fagioli, grano, soia, pomodoro e latte di mucca; ma, così come i probiotici, anche in appositi integratori per il benessere intestinale. L’azione sinergica derivante da un “mix” di probiotici e prebiotici viene definita simbiotica.
In linea teorica, all’organismo dovrebbe bastare un’alimentazione equilibrata per mantenere in salute la propria flora batterica. In certi casi, tuttavia, probiotici e prebiotici sono utilissimi come supplemento alimentare; ad esempio, in seguito all’assunzione di antibiotici o in caso di infezioni, malanni di stagione, intolleranze alimentari, stipsi, colon irritabile, stress e abuso di alcol: tutte situazioni che possono mandare in tilt l’intestino. L’importante è che apportino una quantità minima di batteri di almeno dieci miliardi di cellule vive per giorno.
Le formulazioni simbiotiche forniscono maggiori vantaggi rispetto ai soli probiotici, assicurando una flora intestinale sana ed equilibrata e di conseguenza ancora più ampi benefici sulla salute generale: buona digestione, protezione dalle infezioni intestinali, inibizione dei germi patogeni e rafforzamento del sistema immunitario.

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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