Quella tristezza prima del ciclo

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Quella tristezza prima del ciclo

02-11-2011 - scritto da Viviana Vischi

Il cattivo umore e i disturbi che precedono le mestruazioni sono dovuti principalmente alle fluttuazioni ormonali

Alla scoperta del "calendario della femminilità" e delle soluzioni su misura per le fasi delicate del ciclo mestruale

Quella tristezza prima del ciclo Sono tre gli ormoni che scandiscono i 28 giorni del ciclo e che influenzano ciò che succede nel nostro corpo e nella nostra mente: sono l’estrogeno, il testosterone e il progesterone.
Dal 1° al 13° giorno a prevalere sono estrogeno e testosterone, gli ormoni su cui possiamo contare per essere piene di energia, vitali, ottimiste, estroverse, allegre e sicure di noi. Anche concentrazione e capacità di apprendimento sono al top, così come la velocità di pensiero e di decisione.
Dal 14° al 28° giorno, invece, il quadro è completamente diverso. Scendono i livelli di estrogeno e testosterone, aumenta il progesterone: l’ormone che domina fino all’arrivo delle mestruazioni e che, con i suoi effetti calmanti, può immalinconire o addirittura farci sentire depresse. E’ così che andiamo in crisi per un nonnulla, cambiamo più volte umore nel corso della giornata, siamo più distratte e non riusciamo a prendere nemmeno le più elementari decisioni. Il vigore e la carica dei giorni precedenti sembrano scomparsi e tendiamo inoltre a mangiare di più a causa del calo di zuccheri conseguente all’aumento di progesterone.
In quest’ultima fase del ciclo, a questi disagi se ne possono accompagnare altri di natura fisica come mal di testa, al seno e all’addome, tensione mammaria e gonfiore. Sono i segni inconfondibili della sindrome premestruale, un disturbo che coinvolge circa un terzo della popolazione femminile e che, nei casi più gravi, costituisce un vero impedimento alla vita sociale e lavorativa.
Cosa possiamo fare nei momenti difficili che precedono il ciclo? Fare il pieno di magnesio, che ha effetti positivi sull’umore ed è necessario per lenire il dolore; di ferro, la cui carenza può comportare affaticamento muscolare e debolezza; di vitamina B6; di calcio, che ci permette di evitare crampi notturni e cefalea; tramite piante come l’agnocasto possiamo aiutare ad abbassare la prolattina, l’ormone che causa ritenzione idrica, gonfiori e tensione mammaria; ci sono infine estratti vegetali come la passiflora e il gambo d’ananas che favoriscono il sonno e attenuano l’irritabilità.
Non trascuriamo per nessun motivo l’attività fisica. Il movimento favorisce la produzione di endorfine, sostanze che regalano ottimismo e vitalità. Inoltre, dà la sveglia al metabolismo: così, anche mangiando un po’ di più, non rischiamo di ingrassare. Tiriamoci su portando in tavola cereali, legumi, frutta e verdura: sono alimenti che favoriscono la produzione di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore. Infine, per aiutare la nostra “vivacità mentale” possiamo puntare su integratori a base di ginseng, pappa reale o polline.

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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