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SALVATAGGIO DEGLI ARTI INFERIORI: TRATTAMENTO LOCOREGIONALE DELL'ISCHEMIA CRITICA

SALVATAGGIO DEGLI ARTI INFERIORI: TRATTAMENTO LOCOREGIONALE DELL'ISCHEMIA CRITICA

16-07-2010 - scritto da Prof. Antonio La Rosa

Trattamento locoregionale dell'ischemia critica degli arti inferiori

Quale strategia terapeutica adottare in casi difficili?

SALVATAGGIO DEGLI ARTI INFERIORI: TRATTAMENTO LOCOREGIONALE DELL'ISCHEMIA CRITICA A cura del Prof. Antonio La Rosa
Specialista in Chirurgia Vascolare. Chirurgia Sperimentale, Microchirurgia.
Università degli Studi di Pavia
Cell.339/7994760
Tel.0382/24179


Non è infrequente che alcuni Pz. ti affetti da ateriopatia ostruttiva aterosclerotica degli arti inferiori presentino un quadro lesionale talmente esteso che le possibilità di risoluzione chirurgica vascolare, sia convenzionale (by-pass) sia endovascolare (PTA e Stent), siano particolarmente esigue, riservando, quando tentate, risultati spesso scoraggianti anche a breve termine con un alto rischio di amputazione dell’arto. Quale strategia terapeutica adottare in tali casi? Definite le caratteristiche lesionali dei Pazienti da considerarsi ad elevato rischio di insuccesso chirurgico di rivascolarizzazione ed analizzate le limitazioni delle convenzionali terapie mediche fruibili in tali casi, si descrive una efficace tecnica di terapia vasoattiva locoregionale per il trattamento dell’ischemia critica degli arti inferiori in casi complessi, inoperabili o dopo insuccesso della terapia chirurgica.

Pazienti ad alto rischio di insuccesso chirurgico
E’ il caso di Pz. ti con lesioni occlusive multiple ed estese, coinvolgenti sia l’asse arterioso femorale superficiale e popliteo, sia i tronchi tibiali. I Pazienti, spesso diabetici, con quadro di ischemia critica degli arti inferiori, presentano clinicamente “claudicatio intermittens” con una autonomia di marcia limitata a pochissimi metri, dolore ischemico notturno, arti freddi, distrofie cutanee, ulcere plantari (es. piede diabetico) o nei casi più gravi (IV° stadio di Fontane), lesioni necrotico-gangrenose più o meno estese.

Gravità dello stato ischemico: le cause
La gravità di tale quadro risulta dipendente dalla significativa riduzione di apporto ematico all’arto in seguito alla obliterazione delle principali arterie deputate alla sua irrorazione da parte di lesioni aterosclerotiche multiple ed estese anche per svariati centimetri ma in particolare alla obliterazione di tronchi arteriosi al disotto del ginocchio: tronchi tibiali e del circolo plantare. Se questi ultimi sono gravemente colpiti, la speranza di un successo chirurgico durevole risulta significativamente ridotta. In Fig.1 è riportata una schematizzazione anatomica di normalità delle principali arterie degli arti inferiori.

Caso 4 - P. G. anni 43. Lesione ulcerativa 3° dito piede Sx datante da 3 anni secondaria ad arterite simil Burger (ostruzioni tibiali). A: prima del trattamento con ultrasuoni. B: dopo trattamento con Ultrasuoni. C: risultato al 6° mese di trattamento vasoattivo locoregionale. D: completa guarigione al 9° mese


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References
Prof. Antonio La Rosa

Bibliografia:
1- Treatment of complex regional pain sindrome type I of the hand with a series of intravenous regional sympathetic blocks with guanethidine and lidocaine. Paraskevas KI; Michaloglou AA; Briana DD; Samara M. Clin Rheumatol. 2006; 25(5):687-93
2- Peripheral vascular pain. Sumikawa K; Sakai T; Ono T - Nippon Rinsho, 2001; 59(9):1733-7
3- INTRAVENOUS REGIONAL SYMPATHETIC BLOCK WITH GUANETHIDINE. Hannington-Kiff J – Lancet 1:1019, 1974


Prof. Antonio La Rosa
Specialista in Chirurgia Vascolare. Chirurgia Sperimentale, Microchirurgia.
Università degli Studi di Pavia
Cell.+39 339/7994760
Tel. +39 0382/24179
www.antoniolarosa.org

Profilo del medico - Prof. Antonio La Rosa

Nome:
ANTONIO LA ROSA
Comune:
PAVIA
Telefono:
Per appuntamenti : 339 7994760 – 0382 24179
Specializzazione:
CHIRURGIA VASCOLARE
Contatti/Profili social:
sito web


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