Se c'è una trombosi

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Se c'è una trombosi

15-03-2010 - scritto da Viviana Vischi

La trombosi venosa e la necessità di prestare attenzione alle sue spiacevoli conseguenze

Trombosi venosa: sintomi e terapia

Se c'è una trombosi

LE CAUSE

Anche la presenza di una trombosi venosa agli arti inferiori, come risultato di un intervento chirurgico o di un grave incidente, può provocare spiacevoli conseguenze. In questo caso la vena viene ostruita da un coagulo di sangue ed anche se esso viene sciolto dopo poco tempo, le valvole antiriflusso possono rimanere danneggiate per sempre. In questi casi la pressione all'interno del vaso sanguigno aumenta e provoca la sua dilatazione.

Anche una dieta povera di fibre può causare varici come conseguenza della stitichezza. L'intestino pieno di feci finisce per comprimere le vene del bacino, che hanno il compito di raccogliere il sangue proveniente dalle gambe. Questa situazione determina con il tempo un'eccessiva pressione nei vasi sanguigni degli arti inferiori e la possibilità di un cedimento delle vene.

Altro rischio non trascurabile è dovuto all'assunzione della pillola anticoncezionale. Come noto, essa contiene estrogeni, il cui effetto negativo sulle vene è conosciuto da molto tempo. Va subito precisato, che la pillola non determina di per sè la comparsa delle varici; può tuttavia facilitarne l'insorgenza nelle pazienti maggiormente predisposte.

Infine, anche l'esposizione alle fonti di calore è un fattore di rischio: le stufette elettriche, le temocoperte, i pannelli radianti e l'esposizione prolungata delle gambe ai raggi solari provocano una dilatazione delle vene superficiali degli arti inferiori. Per nono parlare poi della cattiva abitudine di indossare degli indumenti molto stretti (jeans, giarrettiere, ventriere) che troppo aderenti possono rallentare il ritorno del sangue a livello dei fianchi e delle cosce.

I SINTOMI

All'inizio la sintomatologia dovuta alla stasi di sangue è modesta. Il paziente lamenta una certa pesantezza alle gambe, che durante il tardo pomeriggio e la sera può essere accompagnata da gonfiore alle caviglie, prurito e formicolio alle gambe. Con il passare del tempo la situazione può peggiorare e si ha la comparsa di vere e proprie dilatazioni, con tutti gli inconvenienti estetici e funzionanti che ne possono derivare.
Tuttavia la comparsa delle varici può essere prevenuta con attività motorie, come semplici esercizi di ginnastica quali flessioni ed estensioni sulla punta dei piedi. Quando è possibile sospendere il lavoro e per qualche minuto sollevate le gambe e massaggiatele dalle caviglie alla cosce. E' opportuno effettuare visite mediche, soprattutto per le donne in gravidanza e in menopausa.

LA TERAPIA

La terapia delle varici può essere conservativa, chirurgica o medica: ognuno di questi provvedimenti risulta efficace in un determinato momento della malattia.

La terapia medica pura non riuscendo a guarire sempre, procura un sollievo rallentando il decorso della malattia ed evitando la comparsa delle complicanze. Prevede la somministrazione di farmaci che agiscono sulla parete venosa, migliorando il tono dei vasi integri e rendendo più efficiente lo scambio di sangue tra le vene grosse ed i capillari.

La terapia chirurgica si basa sullo stripping, cioè l'asportazione totale, dopo aver praticato un'incisione a livello dell'inguine e un'altra nella parte interna del malleolo di quelle vene dilatate che non svolgono più il compito di portare il sangue venoso verso il cuore. Dopo aver praticato un bendaggio, che andrà portato per circa 2 mesi, il paziente viene fatto alzare dal letto lo stesso giorno dell'operazione, al massimo il giorno dopo.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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