Linfedema post chirurgia mammaria: consigli per l'estate

Linfedema post chirurgia mammaria: consigli per l'estate

01-06-2018 - scritto da Stella Maris Glowinski

Profilassi e norme comportamentali per evitare o gestire il linfedema dopo interventi di mastectomia, quadrantectomia con esportazione dei linfonodi o dopo la radioterapia.

Prevenire il linfedema post chirurgia mammaria o tenerlo sotto controllo è possibile. Segui i consigli.

 

Tra i possibili effetti collaterali post operatori nella chirurgia mammaria o post radioterapia, il linfedema è senz’altro uno dei più frequenti. Si presenta come un accumulo di liquido e proteine a livello interstiziale e causa gonfiore, pesantezza, indolenzimento, tensione e fastidio. Se il gonfiore diventa eccessivo, può arrivare a compromettere i movimenti ed è così che anche le attività quotidiane più semplici, come ad esempio vestirsi, scrivere ecc., diventano complicate da eseguire.

 

Prevenire il linfedema o tenerlo sotto controllo è possibile, basta seguire una corretta profilassi e adottare di una serie di norme comportamentali tanto semplici quanto preziose. Anche durante la bella stagione.

 

Quali sono i consigli per l’estate per evitare o gestire il linfedema post trattamento antitumorale al seno? Ce ne parla Stella Maris Glowinski, Massofisioterapista e referente del dott. Stefano Martella, Primario di chirurgia plastica generale ricostruttiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

 

 

 

 

ARTO INFERIORE E SUPERIORE

  • Non esporsi al sole nelle ore calde. L’eritema solare può provocare una infiammazione dei capillari linfatici
  • Non bagnare gli indumenti per tenere freschi gli arti. L’acqua si riscalda e si può produrre una infiammazione nelle vie linfatiche
  • Usare indumenti comodi e non troppo stretti, meglio se in tessuti come lino e cotone
  • Attenzione alle punture d’insetti e altre punture dentro l’acqua (meduse, ricci, ecc.)
  • Usare creme solari con protezione alta o schermo totale più volte al giorno
  • Bere 2 litri di acqua al giorno
  • Mangiare in modo leggero, soprattutto tanta frutta e verdura, in modo tale che il sistema linfatico non sia sovraccarico di scarti metabolici e possa fluire più liberamente. Puntare sulle fibre vegetali favorisce inoltre le funzioni intestinali
  • Tenere a portata di mano antiinfiammatorio, antibiotico e crema antiinfiammatoria nel caso in cui l’arto dovesse gonfiarsi o diventare rosso e caldo. In ogni caso, chiamare subito il medico o andare al pronto soccorso. Con il calore, le punture degli insetti o le bruciature si può verificare un linfedema o una linfagite, ovvero una pericolosa infiammazione delle vie linfatiche innescata dall’ingresso di virus attraverso le microlesioni della pelle
  • Fare delle passeggiate la mattina presto e la sera per attivare il circolo linfatico. Non dimentichiamo che il sistema linfatico parte dalla pianta del piede. Camminare per trenta minuti in modo costante e regolare stimola la pompa venosa spingendo il sangue verso l'alto. Per la passeggiata meglio mettere delle scarpe comode, con uno o due cm di tacco

 

 

ARTO INFERIORE

  • Camminare dentro l’acqua all’altezza dell’inguine senza sforzare troppo gli arti. L'acqua grazie alla sua graduale pressione, favorirà la circolazione sanguigna. Sedersi e fare dei movimenti piegando e allungando gli arti, prima uno poi l’altro senza stancare troppo le gambe
  • Non rimanere sedute troppo a lungo con i costumi stretti nel cavo inguinale che rischiano di bloccare la circolazione
  • Nel caso si dovesse prendere l’aereo o fare un lungo viaggio in macchina, sarebbe opportuno indossare una guaina elastica e non tenere la gamba piegata troppo a lungo. La piegatura del gambale all’altezza del ginocchio può bloccare la circolazione venosa e linfatica provocando un edema. Se fosse possibile, camminare un po’ in aereo e fare dei movimenti con i piedi (punta–tacco). In macchina fermarsi ogni tanto per camminare un poco

 

 

ARTO SUPERIORE

  • Sedersi dentro l’acqua all’altezza del muscolo pettorale e fare movimenti con gli arti superiori in modo circolare, spingere l’acqua avanti e dietro in modo lento senza stancare troppo le braccia
  • Non rimanere sedute troppo a lungo con i costumi stretti nel cavo ascellare che possono bloccare il passaggio della linfa
  • Nel caso si dovesse prendere l’aereo o fare un lungo viaggio in macchina, sarebbe opportuno indossare una guaina elastica e non tenere il braccio piegato troppo tempo. La piegatura del manicotto elastico può avere l’effetto di un laccio emostatico e bloccare la circolazione venosa e linfatica all’altezza del gomito e provocare un edema soprattutto all’avambraccio e alla mano. Fare dei movimenti di allungamento con l’arto e aprire e chiudere la mano per attivare la circolazione

 

Sia per gli arti inferiori sia per gli arti superiori, infine, può valere la pena valutare insieme al medico l’assunzione di un integratore per supportare la microcircolazione e tenere maggiormente alla larga il rischio di linfedema.

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Mft. Stella Maris Glowinski, Massofisioterapista (Ministero della Sanità Pubblica, Protocollo n° 62112, Registro DGPROF), Referente del dott. Stefano Martella, primario di chirurgia plastica generale ricostruttiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

stella.glowinski@gmail.com

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 Cell. 3335422456

Profilo del medico - Stella Maris Glowinski

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