SPERMIOGRAMMA

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SPERMIOGRAMMA

19-10-2011 - scritto da EndocrinologiaOggi

Come funziona e a cosa serve lo spermiogramma

Lo spermiogramma rappresenta l’analisi del liquido seminale e si esegue su un campione ottenuto per mastrurbazione dopo 3-4 giorni di astinenza da rapporti sessuali.

Il materiale va raccolto in un recipiente sterile di plastica o di vetro e l’analisi va effettuata entro un’ora dalla raccolta e senza perdita di materiale considerando che la quasi totalità degli spermatozoi è emessa nella prima frazione dell’eiaculato.

Lo spermiogramma serve ad evidenziare le varie componenti e le varie caratteristiche dello sperma al fine di dare un giudizio sulla fertilità e sullo stato di salute di tutto l’apparato genitale. I parametri più comuni che vengono misurati sono il pH, la viscosità, il tempo di fluidificazione (in caso di flogosi prostatica questi tre valori possono aumentare rispetto a quelli di riferimento), il numero di spermatozoi per ml (valori bassi possono essere indice di malfunzionamento dei testicoli ad esempio per problemi legati al varicocele), la percentuale di forme normali, la percentuale di motilità degli spermatozoi (possono diminuire in caso di flogosi prostatica), la concentrazione dei leucociti per ml di sperma (può aumentare in caso di flogosi prostatica).

Lo spermiogramma prevede una valutazione macroscopica ed una microscopica.

L’analisi macroscopica prende in considerazione i seguenti parametri:
a) volume dell’eiaculato: i valori normali di tale parametro si collocano tra i 2 ed i 5 ml (con un pH di 7.2-7.8). La liquefazione: non appena emesso il liquido seminale coagula per poi liquefarsi nuovamente dopo 30 – 60 minuti. L’assenza di liquefazione potrebbe essere indice di agenesia dei vasi deferenti, mentre al contrario la mancata liquefazione dopo 60 minuti potrebbe essere correlata a patologie prostatiche.
b) viscosità;
c) colore;
d) odore.

L’analisi microscopica dell’eiaculato permette di avere informazioni sulla componente spermatica:
a) Concentrazione degli spermatozoi: tale concentrazione deve essere almeno superiore ai 20 milioni di spermatozoi/ml (e quindi superare i 40 milioni per eiaculato totale);
b) Motilità: la motilità degli spermatozoi viene divisa in 4 classi:
- tipo a: i movimenti rettilinei, vivaci e progressivi;
- tipo b: i movimenti rettilinei, lenti o non lineari;
- tipo c: movimenti vivaci, ma non progressivi;
- tipo d: assenza di movimento.
Un seme normale deve contenere almeno il 50% di spermatozoi normobili. Più precisamente viene considerata normale la presenza di almeno il 25% di spermatozoi con motilità di tipo a oppure il 50% di motilità di tipo a+b a distanza di un’ora dall’emissione.
c) Morfologia: in un seme normale gli spermatozoi con normale morfologia devono superare il 30% del totale.

In conclusione le caratteristiche del liquido seminale normale sono di deguito riassunte:
Volume > 1.5 ml
Totale numero spermatozoi > 39 milioni
Concentrazione spermatozoi > 15 milioni/ml
Motilità totale > 40%
Motilità progressiva > 32%
Vitalità > 58%
Morfologia > 4%
pH ≥ 7.2
Leucociti < 1.0 milioni/ml
MAR test < 50 %


Valori inferiori a quelli sovrariportati sono indicativi di ridotta fertilità, sebbene non indichino in modo assoluto un’impossibilità a procreare.
Va tenuta in considerazione, infatti, il fatto che nello stesso individuo possono esistere notevoli variazioni stagionali nella conta spermatica (sino al 75%).



Per questo motivo prima di poter esprimere un giudizio definitivo, l’esame deve essere ripetuto almeno una seconda volta a distanza di circa 3 mesi.
In ogni modo la presenza di alterazioni dei parametri sopra elencati definisce alcune condizioni patologiche che possono essere alla base della condizione di infertilità. In particolare:



Le alterazioni della concentrazione degli spermatozoi (oligospermia) definiscono le condizioni di:
- Oligospermia modesta: quando la concentrazione è inferiore ai 20 milioni/ml, ma superiore ai 10;
- Oligospermia discreta: quando la concentrazione è inferiore ai 10 milioni/ml ma superiore ai 5;
- Oligospermia severa: quando la concentrazione è inferiore ai 5 milioni/ml;
- Polispermia: quando la concentrazione è superiore ai 150 milioni/ml.



Le alterazioni della motilità degli spermatozoi (astenospermia) definiscono le condizioni di:
- astenospermia modesta (motilità a 1 ora compresa tra 30 e 40%);
- astenospermia discreta (motilità a 1 ora compresa tra 20 e 30%);
- astenospermia severa (motilità a 1 ora inferiore al 20 %).



Le alterazioni della morfologia degli spermatozoi definiscono invece la condizione di teratospermia.



Nei casi in cui gli spermatozoi non siano vitali si parla infine di necrospermia.



Esistono, tuttavia, alcuni test (test di vitalità) che consentono una valutazione della vitalità degli spermatozoi immobili apparentemente non vitali.


Pertanto si può affermare che l’esame del liquido seminale può aiutare a fornire informazioni sulla sede di processi patologici che colpiscono il testicolo e gli organi accessori.



In alcuni casi selezionati può essere utile la biopsia testicolare. Quest’ultima, trattandosi di un esame invasivo, trova indicazioni nelle azoospermie e, oltre a fornire una diagnosi istologica precisa (azoospermia ostruttiva o non ostruttiva) oggi viene utilizzata per estrarre spermatozoi da crioconservare per eventuali successiva fecondazione assistita.

Dal sito EndocrinologiaOggi:
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Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

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Nome:
Massimiliano Andrioli
Professione:
Medico specialista attività privata
Occupazione:
Medico Endocrinologo
Specializzazione:
Endocrinologia e malattie del ricambio
Contatti/Profili social:
sito web


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