Allergia ai pollini di ulivo: sintomi e caratteristiche

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Allergia ai pollini di ulivo: sintomi e caratteristiche

20-01-2015 - scritto da Patrizia Frattini

Come per l’allergia alle graminacee, anche le piante oleacee possono scatenare allergie nei soggetti sensibilizzati.

Sintomi e rimedi sono simili a quelli di altre allergie respiratorie, ma in questo caso la fioritura è più breve.

Allergia ai pollini di ulivo: sintomi e caratteristiche I primi a soffrirne, ogni anno, sono gli allergici delle regioni meridionali affacciate sull’Adriatico: Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Liguria, dove questa pianta è più diffusa e fiorisce prima. Parliamo della allergia ai pollini di ulivo, pianta della famiglia delle oleacee che può scatenare, nei soggetti sensibilizzati, allergie con sintomi molto simili ad altri tipi di allergie respiratorie, come quella alle graminacee.

Starnuti, prurito ad occhi e naso e difficoltà di respirazione cominceranno a tormentare gli allergici al polline di ulivo a metà aprile e non se ne andranno sino a fine maggio o inizio giugno. Tutto sommato, si tratta di un periodo piuttosto ristretto, più breve rispetto al periodo di fioritura di altre piante spesso causa di allergie, come ambrosia o graminacee. Chi è allergico all’olivo però potrebbe presentare la stessa sintomatologia allergica anche in presenza di pollini di altre piante oleacee, come il gelsomino o il frassino.

Secondo i dati Ifiaci (Federazione delle società italiane di immunologia, allergologia e immunologia clinica) presentati durante il Congresso nazionale della Siaaic (Società italiana allergologia, asma e immunologia clinica) tenutosi nel 2014, il numero degli allergici all’olivo è in aumento, in particolare nelle provincie di Latina, Rieti e Frosinone, dove le ampie zone verdi presentano spesso aree piantumate ad ulivo e dove vi sono sempre più soggetti che si sensibilizzano a questi ed altri allergeni anche a causa dell’inquinamento che arriva in quelle zone dalla Capitale.

Quanto alla possibilità di sviluppare allergie crociate, gli allergici all’olivo si devono ritenere più fortunati rispetto a chi soffre di allergia ai pollini di ambrosia o graminacee. Se in questi ultimi casi infatti il rischio di allergie crociate è presente per un gran numero di alimenti (come melone, anguria, sedano e zucca nel caso degli allergici all’ambrosia e mele, arachidi, ciliegie, albicocche, pesche, melanzane, agrumi, kiwi e molto altro ancora nel caso delle graminacee), gli allergici al polline di olivo possono sviluppare allergie crociate soltanto verso i frutti di questa pianta, le olive. Naturalmente non è detto che chi soffre di allergie respiratorie sviluppi allergie crociate nei confronti dei cibi associati, ma è una possibilità che occorre conoscere per essere in grado di individuare subito eventuali reazioni allergiche dovute al consumo di cibi.

I rimedi, per questo tipo di allergia come per le altre allergie respiratorie, prevedono due strade:
1) una è quella di trattare i sintomi attraverso l’assunzione dei medicinali prescritti dal proprio medico specialista
2) l’altra è quella che porta al vaccino antiallergico (o immunoterapia) che, anziché trattare, i sintomi prevede una progressiva desensibilizzazione dell’organismo nei confronti dell’allergene

Naturalmente, qualsiasi sia la terapia prescelta è sempre bene che la prescrizione arrivi dopo una accurata visita da uno specialista e dopo essere stati sottoposti ai dovuti test allergici. Per individuare con certezza la presenza di una allergia all’olivo è infatti sufficiente sottoporsi al prick test: un esame veloce, non doloroso e non invasivo.

Foto: Wikimedia Commons
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A cura di Patrizia Frattini aka Rockcopy, copywriter e Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2012, da anni attiva (anche, ma non solo) nel settore dell’informazione scientifica e divulgativa.
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