Cancro al seno, troppi grassi saturi nella dieta lo favoriscono

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Cancro al seno, troppi grassi saturi nella dieta lo favoriscono

10-04-2014 - scritto da Paola Perria

Uno studio italiano conferma il ruolo dei grassi saturi quale fattore di rischio per il cancro al seno

Attenzione ai grassi animali nell'alimentazione, troppi possono favorire i tumori della mammella

Cancro al seno, troppi grassi saturi nella dieta lo favoriscono Una dieta troppo ricca di grassi saturi di origine animale può favorire lo sviluppo del cancro al seno di natura ormonale, ovvero originata da una eccessiva produzione di ormoni estrogeni. La scoperta, che in realtà è una conferma, arriva dal prestigioso Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, grazie ad uno studio condotto dal team di ricercatori del struttura di Epidemiologia e Prevenzione del Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva, guidato dalla dott.ssa Sabina Sieri. Si tratta di una ricerca che si situa all'interno di una più vasta indagine euroepe, il progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), che ha monitorato, per oltre 11 anni, 33mila donne provenienti da 10 nazioni europee.

In particolare, lo studio italiano si è focalizzato sul ruolo dei grassi saturi - che sono quelli che provengono da alimenti di origine animale come la carne rossa e i latticini - nel fungere da fattore scatenante del tumore alla mammella del tipo ormono-resistente. In generale, infatti, le donne che si nutrono regolarmente di questi alimenti, hanno un rischio di ammalarsi di carcinoma della mammella superiore del 14%, ma se si vanno a considerare proprio i sottotipi tumorali che si originano da un eccesso di ormoni estrogeni, allora la percentuale è superiore, arrivando al 28-28%. Il sospetto che un'alimentazione troppo ricca di grassi di origine animale potesse aumentare le probabilità che una donna sviluppasse un tumore al seno, esiste da tempo, ma attraverso lo studio italiano si è capito che il meccanismo è legato proprio alla iperstimolazione ormonale.

Un eccesso di estrogeni nel sangue femminile, infatti, può indurre una anomala produzione di cellule cancerose. E' pertanto suggerito di ridurre l'apporto di alimenti di origine animale (come gli hamburger di manzo, le bistecche, i salumi e gli insaccati, i formaggi e i latticini in genere, in particolare il burro) nella propria dieta per ridurre almeno questo fattore di rischio. Il cancro al seno è un grande big killer delle donne, e sono tantissimi i possibili fattori che entrano in gioco nel favorirne lo sviluppo, non tutti, naturalmente, legati allo stile di vita. Infatti perché un carcinoma della mammella si origini, ci vuole anche una forte predisposizione genetica. Tuttavia, lo stile di vita incide non poco.

Fumo, abuso di alcool, sovrappeso e sedentarietà, e soprattutto una dieta sbilanciata, troppo ricca di zuccheri raffinati e di grassi saturi, sono tutte pessime abitudini che nuocciono alla salute in generale, e che, nello specifico, sono in grado di squilibrare il corpo favorendo la formazione di neoplasie maligne. A proposito di grassi, lo stesso effetto cancerogeno non sembrano svolgerlo i grassi di origine vegetale non trans (come, ad esempio, il nostro ottimo olio extravergine d'oliva, ma non solo). Torna dunque in ballo la dieta mediterranea (quella vera), quale regime alimentare privilegiato per proteggere il corpo dalle malattie dell'invecchiamento e dai tumori, teniamolo a mente.

Foto| via Pinterest

A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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