Cosa mangiare quando si soffre di dispepsia

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Cosa mangiare quando si soffre di dispepsia

06-05-2014 - scritto da Paola Perria

La dieta per chi soffra di disturbi digestivi deve essere nutriente ma leggera, ecco cosa mangiare

Ci sono alimenti che sono in grado di prevenire e alleviare i problemi gastro-intestinali. Ecco cosa portare in tavola

Cosa mangiare quando si soffre di dispepsia Le persone che soffrono in modo ricorrente di problemi digestivi, ovvero di dispepsia funzionale (che si distingue da quella patologica, provocata da malattie a carico dell'apparato gastro-intestinale come gastriti e coliti), sono sempre in aumento. Spesso giovani e iperattivi, i soggetti che più facilmente incorrono in disturbi fastidiosi come bruciore e acidità di stomaco, digestione lenta, nausea e gonfiore addominale, eruttazioni acide e alitosi, sono proprio coloro che mangiano di corsa, spesso senza badare troppo alla qualità di ciò che ingurgitano con tanta avidità nelle brevi pause pranzo, e magari indulgendo eccessivamente ai peccati di gola nel fine settimana o quando si sentono più liberi.

Peccato che questo stile di vita sia assolutamente deleterio per la salute dello stomaco, un organo delicato che patisce gli strapazzi e un'alimentazione poco consona alle esigenze nutrizionali dell'organismo. Spesso consumare i pasti fuori casa è all'origine di tanti disturbi gastrici, così come il privilegiare cibi pronti, precotti, troppo ricchi di grassi e di condimenti, il cibo-spazzatura da fast food, le bibite gassate e dolcificate, o gli alcolici, gli zuccheri semplici di dolciumi vari, sono abitudini che alla lunga possono provocare disturbi seri agli organi del tubo digerente.

Ai primi sintomi di dispepsia, quindi, quando si avverte dolore nella regione epigastrica, ci si riempie troppo velocemente e lo stomaco si dilata in modo anomalo, quando la digestione è laboriosa e provoca una serie di "effetti collaterali" sgradevoli come eruttazione continue e bocca amara, è meglio correre ai ripari. Ecco qualche consiglio per rimettere le cose a posto e alleviare il "duro" lavoro del nostro stomaco, con le indicazioni su cosa mangiare e cosa evitare:

  • Non abbondate con le calorie
  • Privilegiate alimenti ricchi di fibre che mantengono in salute l'intestino e riducono l'assorbimento di grassi e zuccheri
  • Mangiate frutta e verdura, sia cotta che cruda, ogni giorno, ad ogni pasto
  • Consumate ogni giorno cerali integrali
  • Consumate in porzioni mai eccessive legumi e tuberi
  • Limitate il consumo di carni rosse, salumi, affettati, cibi in scatola, sotto sale, sottaceto o affumicati
  • Evitate le bevande alcoliche o limitatele a qualche sporadica occasione, e sempre in quantità modeste, durante i pasti
  • Bevete tanta acqua lontano dai pasti
  • Evitate le troppe spezie, i troppi caffè (massimo 2 tazzine al giorno), il cioccolato e le caramelle alla menta
  • Limitate al massimo tutti i dolci, soprattutto quelli confezionati
  • Preferite le cotture gentili, come il vapore, la bollitura, la cottura al forno in cartoccio
  • Evitate i fritti
  • Evitate dadi ed estratti per bordo
  • Evitate i formaggi stagionati e fermentati
  • Limitate i latticini in genere, yogurt incluso che può indurre acidità (nel caso, scegliete lo yogurt greco, che contiene meno lattosio)
  • Sostituite la carne rossa con il pesce e la carne bianca cotta in modo leggero
  • Attenzione a pomodori se soffrite di acidità di stomaco
  • Sempre per ridurre il problema dell'acidità, alternate l'olio extravergine d'oliva ad altri oli vegetali meno acidi, come quello di girasole, di riso o di mais

Foto| via Pinterest

A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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