INFEZIONI DELLE VIE URINARIE

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INFEZIONI DELLE VIE URINARIE

29-06-2011 - scritto da dr.Pecorari

INFEZIONI DELLE VIE URINARIE

Le infezioni acute non complicate delle vie urinarie comprendono le infezioni delle basse vie urinarie (cistiti, uretriti, prostatiti) e delle vie urinarie superiori (pielonefriti, cistopieliti)

DEFINIZIONE
Il termine “infezione delle vie urinarie” (Urinary tract infection “UTI”) definisce la presenza di segni e sintomi delle vie urinarie associati a isolamento di microrganismi patogeni nelle urine.


La cistite si definisce come infiammazione acuta o cronica della vescica urinaria in genere causata da un’infezione batterica o, piu' raramente, da traumi o agenti esterni (ad esempio radioterapia).


Si definiscono “non complicate” le infezioni che occorrono in un apparato urinario morfologicamente e funzionalmente indenne ed in assenza di specifiche comorbidità.

Si definiscono “complicate” le infezioni che si manifestano in soggetti a particolare rischio di complicanze (bambini, donne gravide, soggetti immunodepressi, diabetici, cateterizzati, con alterazioni anatomiche o funzionali dell’apparato urinario, insufficienza renale, uropatia ostruttiva, vescica neurologica)
Le UTI non complicate sono infezioni molto comuni. Circa il 30% delle donne tra i 20 e i 40 anni ne hanno sperimentato almeno un episodio.

BATTERIURIA ASINTOMATICA
La batteriuria asintomatica (presenza di batteri nelle urine senza sintomatologia urinaria quale dolore, bruciore) è comune. ed è di rado associata ad esiti avversi.
Lo screening o il trattamento della batteriuria asintomatica non è raccomandato nelle donne in età fertile, non gravide, nelle persone anziane o nei pazienti cateterizzati.

EZIOLOGIA
L’infezione avviene comunemente per via ascendente, per migrazione attraverso l’uretra o anche per contiguità dall’interno di batteri per lo più di origine intestinale.
E’ un’infezione molto più comune nelle donne che nell’uomo per la brevità relativa dell’uretra femminile che espone alla risalita di germi.
Lo spettro di agenti patogeni è sovrapponibile per le UTI non complicate del tratto urinario superiore ed inferiore, con Escherichia Coli come patogeno responsabile del 70-95% dei casi e Staphylococcus saprophyticus, epidermidis e fecalis in circa il 10-15%. Occasionalmente vengono isolate altre Enterobacteriacee come Proteus Mirabilis e Klebsiella spp. o gli enterococchi (soprattutto nelle colture positive a più microrganismi, segno di contaminazione).

FATTORI PREDISPONENTI:
Esiste in alcuni pazienti una predisposizione genetica alle infezioni urinarie dovuta alla mancata o alla scarsa produzione congenite di sostanze chimiche difensive
Altre circostanze favorenti sono:
- Fattori anatomici dovuti a patologie in cui è presente un ostacolo al normale flusso urinario (per esempio per calcoli urinari o, nell’uomo, alla ipertrofia prostatica, o a eventuali stenosi delle vie urinarie).
- l ristagno dell’urina a monte dell’ostacolo
- La stitichezza: un intestino che non si svuoti regolarmente, o solo parzialmente, si associa più frequentemente anche a vaginiti e cistiti recidivanti a causa della stasi protratta di feci a livello dell’ampolla rettale
- Il freddo intenso provoca vasocostrizione locale che può facilitare la cistite.
- patologie associate come diabete, patologie neurologiche, prolasso uterino o vescicale, l’uso di dispositivi anticoncezionali come diaframma o creme spermicide che alterano il normale equilibrio della flora batterica vaginale, la presenza di cateteri vescicali, traumatismi da sfregamento nei rapporti sessuali, varie condizioni o terapie che riducono le difese immunitarie.


SINTOMI
- Pollachiuria: aumentato numero di minzioni con una ridotta quantità dell’urina per ogni minzione.
- Disuria: difficoltà ad urinare
- Stranguria: dolore o bruciore durante la minzione, a volte accompagnato anche da brividi e freddo
- Dolore soprapubico
- Tenesmo vescicale: bisogno urgente di urinare e sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica
- Possibile sangue nelle urine
- Febbre: se l’infezione risale verso le alte vie urinarie ci può essere febbre elevata e con brivido


DIAGNOSI
Una donna in età fertile e non incinta che si presenta con disuria acuta ha solitamente uno di questi tre tipi di infezione:
• Cistite acuta
• Uretrite acuta da Chlamidia Trachomatis, Neisseria Gonorrhoeae o Herpes simplex
• Vaginiti da Candida o Trichomonas vaginalis
Una distinzione tra queste tre entità può essere fatta con un alto grado di sicurezza tramite l’anamnesi e l’esame obiettivo
L’esame urine (anche con stick) per la ricerca di piuria, ematuria e nitriti è indicato. Lo standard tradizionale per parlare di batteriuria “significativa” è > 100000 batteri/ml.

TERAPIA
Cicli brevi di antibiotici sono molto efficaci nel trattamento delle cistiti acute non complicate nelle donne in età fertile.
L’esame urine è sufficiente per il follow up di routine.
Effettuare invece l’urinocoltura in pazienti asintomatici non è indicato perché il trattamento di batteriuria asintomatica in donne sane non è raccomandato.
Nelle donne in cui i sintomi non si risolvono prima della fine del trattamento o in cui i sintomi si risolvono ma si ripresentano nel giro di 2 settimane, devono essere fatti urinocoltura ed antibiogramma.

UTI RICORRENTI
Le infezioni ricorrenti delle vie urinarie (RUTI) vengono definite in letteratura come tre episodi di UTI nel corso degli ultimi 12 mesi o come due episodi negli ultimi 6 mesi. I fattori di rischio per RUTI sono genetici e comportamentali.
I fattori comportamentali associati a RUTI comprendono l’attività sessuale, la frequenza dei rapporti, l’uso di spermicidi, l’età della prima UTI e un’anamnesi di UTI nella madre, cosa che suggerisce il ruolo di fattori genetici e/o di esposizioni ambientali a lungo termine.
Dopo la menopausa i fattori di rischio fortemente associati a RUTI sono prolasso vescicale, incontinenza e presenza di residuo post-minzionale.
Per la prevenzione delle RUTI sono stati proposti diversi approcci, comprese terapie non farmacologiche, come la minzione subito dopo il rapporto sessuale o l'assunzione di vari integratori e l’uso di antibiotici come terapia preventiva somministrati regolarmente o come profilassi post-coitale nelle donne sessualmente attive.


METODI PROFILATTICI ALTERNATIVI
Metodi alternativi come la acidificazione delle urine, il succo di mirtillo, l’estratto di uva ursina e l’applicazione vaginale di lactobacilli mostrano effetti variabili.

URO-VAXOM
E’ una terapia immunitaria contro le infezioni recidivanti delle vie urinarie da E.Coli (non commercializzato in Italia)
Composizione: Lysatum bacteriorum lyophilisatum corresp.: Escherichia coli viva 6 mg
Una metaanalisi di 5 studi in doppio cieco controllati con placebo che utilizzavano frazioni orali immunoattive di E. coli hanno dato una significativa riduzione delle RUTI rispetto al placebo.

D-MANNOSIO
Il D-mannosio è uno zucchero semplice che viene riassorbito otto volte più lentamente del normale glucosio e una buona parte viene filtrato dai reni e poi espulso con le urine, dove sembra possedere la proprietà di "attaccarsi" all' Escherichia Coli, formando un’entità che viene eliminata più facilmente durante la minzione.
Le esperienze sono molte ma gli studi scientifici con riscontri clinici dimostrati sono pochi.

UVA URSINA
L’Uva ursina è una pianta tradizionalmente impiegata in fitoterapia nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Il principio attivo che contiene l'uva ursina è l'arbutina, idrolizzata a livello intestinale, con liberazione di idrochinone che viene eliminato dalle vie urinarie.
E’ da evitare la concomitante assunzione di sostanze o cibi che acidificano le urine, pena la perdita delle proprietà antibatteriche.
In assenza di lavori specificatamente dedicati alla valutazione della tossicità (in particolare epatica) della pianta e delle sue preparazioni, si sconsiglia l'uso della pianta alle donne in gravidanza e ai bambini di età inferiore ai 12 anni
Le urine tendono all'alcalinità (pH > 7) in presenza di patogeni capaci di scindere l'urea (Proteus spp, Klebsiella spp, Bilophila wadsworthia, Cryptococcus neoformans, alcuni Citrobacter spp, alcuni Haemophilus spp), e quindi infezioni di questo tipo sono teoricamente trattabili con l'uva ursina.

CRANBERRY
VACCINIUM MACROCARPON
Originario del Nord America, il cranberry è stato utilizzato come trattamento tradizionale per le infezioni del tratto urinario prima dell'introduzione degli antibiotici, e continua ad essere ampiamente utilizzato come prodotto di automedicazione per questo scopo
I ceppi uropatogeni di E.Coli si affidano all'adesione delle fimbrie di tipo P per permettere la colonizzazione e il relativo processo infettivo. Le proantocianidine del cranberry prevengono l'adesione delle fimbrie di tipo P dei ceppi uropatogeni di E. coli
Inizialmente i suoi benefici erano attribuiti all'acidificazione delle urine e al suo contenuto di acido ippurico, ma studi più recenti indicano che le proantocianidine interferiscono con l'adesione di batteri uropatogeni alla mucosa vescicale.
E’ stata inoltre descritta la capacità di protezione dallo stress ossidativo.
La non uniformità della standardizzazione dei prodotti a base di cranberry è tuttora il problema maggiore nel comparare ed estrapolare i risultati degli studi osservazionali.

L-METIONINA
Un gran numero di batteri Gram-negativi sono in grado di alcalinizzare le urine per degradazione enzimatica dell'urea e possono così crearsi delle condizioni di crescita vantaggiose.
L'effetto acidificante della L-Metionina provoca uno spostamento del pH urinario in un range di pH situato tra 5,4 e 6,2. Tale ambiente acido diminuisce l'adesione dei batteri patogeni alle cellule dell'urotelio e inibisce la crescita dei ceppi batterici. Un'infezione urinaria cronica con urine alcaline può indurre la formazione e la crescita di calcoli fosfatici. L'acidificazione delle urine con la L-Metionina migliora la solubilità dei calcoli ed è un principio essenziale per evitarne la formazione di nuovi.

Dott.ssa Valentina Pecorari
Urologia Neurourologia Vulvodinia Dolore cronico pelvi-perineale Riabilitazione del pavimento pelvico Tens
PADOVA

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Profilo del medico - dr.Pecorari

Nome:
Valentina Pecorari
Comune:
Padova
Telefono:
049 723413
Professione:
Medico specialista attività privata
Occupazione:
Dirigente Medico I livello / medico ambulatoriale
Specializzazione:
Urologia, Riabilitazione del pavimento pelvico - Vulvodinia - Dolore Cronico pelvi-perineale
Contatti/Profili social:
sito web


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