La diverticolite

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La diverticolite

18-07-2011 - scritto da a.amboldi

La malattia diverticolare del colon

La malattia diverticolare comprende la diverticolosi e le sue complicanze.

La diverticolite
Si intende per diverticolosi del colon la presenza di estroflessioni sacciformi della mucosa e della sottomucosa che protrudono attraverso brecce della tunica muscolare; tale patologia è di natura acquisita.

Il probabile punto di passaggio di queste estroflessioni sono le lacune muscolari, attraverso le quali passano normalmente i vasi della parete del colon.

Si tratta in pratica di una "ernia" della mucosa attraverso uno sfiancamento della tunica muscolare, in modo che la mucosa giunge a contatto con la sierosa colica; la "spinta"
alla formazione del diverticolo è data dalla pressione interna del grosso intestino (meccanismo di pulsione). I diverticoli sono comuni a livello delle appendici epiploiche (che contengono i rami arteriosi terminali).
La malattia è frequente soprattutto nelle persone anziane (tre quarti dei casi si osservano in pazienti > 50 anni), ed è favorita dalla carenza di fibre alimentari nella dieta.

Molto spesso è interessato il sigma, più raramente il colon trasverso, l'ascendente o tutto il colon.
Il diverticolo generalmente presenta un restringimento a livello della lacuna muscolare (colletto); la comunicazione con l'intestino può essere ben visibile oppure inesistente.
I diverticoli contengono spesso materiale fecale (simile ai coproliti dell'appendice), oppure feci normali, se ad ampio colletto.

Sintomi:
i diverticoli possono essere asintomatici, oppure causa di dolori addominali continui o intermittenti (al quadrante inferiore sinistro dell'addome, prevalentemente), oppure di stipsi e irregolarità dell'alvo, o di meteorismo.

Indagini diagnostiche:
  • clisma opaco: dimostra bene i diverticoli, sia in fase di svuotamento che di riempimento, ma non quelli con colletto ostruito o spastico (in caso di sospetta perforazione, va usato un contrasto come il Gastrografin);
  • colonscopia: dimostra gli orifici dei diverticoli, oppure gli esiti cicatriziali di una diverticolite. La colonscopia è molto utile anche nella diagnosi differenziale fra "tumore infiammatorio" da diverticolite e carcinoma del colon (biopsie).
- Originariamente Inviato da


Entrambi gli esami (come pure il clistere evacuativo preparatorio), vanno condotti con prudenza (bassa pressione), allo scopo di evitare perforazioni da rottura di un diverticolo.
La complicanza principale della diverticolosi è la diverticolite: il processo infettivo varia dalla forma catarrale a quella flemmonosa.
L'evoluzione può essere la perforazione, con conseguente peritonite diffusa, o la formazione di un ascesso peridiverticolare (le cui pareti sono costituite da anse intestinali e omento). Un ascesso viene ben dimostrato da una ecografia addominale.
L'esito dell'ascesso non drenato può essere la formazione di una fistola tra colon e visceri vicini (es.: vescica, vagina; oppure la cute).
Una complicanza rara ma temibile è la tromboflebite settica, con ascessualizzazione secondaria nel fegato.

Sintomi e segni della diverticolite acuta:
  • dolore ai quadranti inferiori dell'addome, specie a sinistra;
  • febbre;
  • leucocitosi.

Alla palpazione l'addome inferiore si presenta dolente, e può esservi positività del segno di Blumberg. Se avviene la perforazione (aria libera, in forma di falci aeree, alla radiografia diretta dell'addome), il quadro complessivo è quello dell'addome acuto peritonitico. Può comparire anche una sindrome subocclusiva.

Manifestazioni della diverticolite cronica (esito di episodi acuti; presenza di una massa palpabile infiammatoria):

  • occlusione intestinale (stenosi cicatriziale);
  • fistola stercoracea (come nella diverticolite acuta);
  • enterorragia: solitamente cronica, ma in qualche caso massiva (scarica di sangue rosso vivo).

Trattamento della diverticolite:

  • digiuno;
  • sondino nasogastrico in aspirazione moderata;
  • infusione idroelettrolitica per via venosa;
  • copertura antibiotica (es.: aminoglicosidi e clindamicina).

L'intervento chirurgico diviene indispensabile per drenare un ascesso già formato (ma il drenaggio è possibile anche per via percutanea, in ecografia) o in caso di perforazione e peritonite.

Si può eseguire in urgenza una resezione del tratto di colon patologico e una colonstomia provvisoria; più rara è la ricostruzione (anastomosi) immediata. A volte è prudente limitarsi alla esteriorizzazione dell'ansa di sigma comprendente la perforazione. Vanno sempre posizionati dei drenaggi peritoneali.

L'intervento è necessario anche in caso di emorragia grave o recidivante (resezione più o meno estesa del colon interessato); oppure per trattare fistole stercoracee con la vescica o la vagina.


Dott. Angelo Amboldi
http://www.pegacity.it/ospedale

Profilo del medico - a.amboldi

Nome:
ANGELO AMBOLDI
Comune:
LEGNANO
Specializzazione:
Chirurgia Generale
Contatti/Profili social:
sito web


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