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La menopausa vista da lei

La menopausa vista da lei

12-01-2018 - scritto da Paola P.

Eleonora ci racconta i risvolti dell’ingresso in menopausa, a 48 anni, sulla sua vita e sul matrimonio con Michele. Con un consiglio finale per tutte le donne.

La storia di Eleonora, del suo ingresso in menopausa e di un amore ritrovato.

 

In menopausa a 48 anni, uno shock! Non che non sapessi che doveva succedere, naturalmente, ogni donna ci pensa dopo i 40. Ma dal momento che mia madre aveva superato abbondantemente i 50 quando le accadde, pensavo che anche per me sarebbe stato lo stesso. E invece la menopausa mi prese letteralmente in contropiede, quando non ero pronta ad affrontarla, trovandomi disarmata e spaventata.

 

Non ci volevo credere all’inizio. Insomma, mi guardavo allo specchio, ero sempre la solita Eleonora: alta, slanciata, fisico sportivo.

 

Mi ero accorta che negli ultimi tempi le mestruazioni stavano ballando un po’ troppo, ma a questa avvisaglia non avevo dato alcun peso perché c’erano altre situazioni molto più urgenti da affrontare, tra cui il Parkinson che proprio in quei mesi aveva colpito papà. Mentre mi preoccupavo per mio padre, il mio corpo mi inviava segnali sempre più forti, che mi ostinavo a non ascoltare. Ad esempio le caldane. Io, la “lucertola”, come mi chiama mio marito Michele per la mia capacità di congelarmi anche in estate, avevo vampate che mi svegliavano nel cuore della notte madida e con il cuore in gola.

 

Certo, sono super stressata.

 

Pensavo così tra me e me. E indubbiamente lo ero, ma anche il mio orologio biologico segnava il passo, indipendentemente da tutto il resto. Perché una cosa ho capito da questa esperienza: che il corpo ha sempre una sua saggezza, suoi tempi e sue ragioni. Se stavo entrando in menopausa evidentemente andava bene così, era giusto così, dovevo affrontare l’evento con positività. Ma come per tutte le cose importanti che impattano sulla tua vita, prima di affrontarle devi accorgerti che… ci sono. Che esistono.

 

Ed io, Eleonora – alta, sana, magra – a 48 anni NON potevo essere già in menopausa.

 

Su insistenza di Michele, andai dal cardiologo a farmi controllare, pronta a sentirmi dire:

 

Signora non è nulla, lei è solo molto stressata.

 

Invece, il medico mi mandò dalla ginecologa decretando:

 

Potrebbero essere segnali di inizio menopausa.

 

 

La ginecologa mi prescrisse un dosaggio ormonale – FHS, LH, estradiolo, progesterone, ormoni tiroidei – ma, dai sintomi che lamentavo, si disse abbastanza certa che il mio corpo si stesse preparando da un po’. Le risposi scioccata:

 

Ma scusi, la menopausa non arriva dopo i 50 anni? Quindi la mia sarebbe precoce…

 

E fu così che scoprii, dalla voce della dottoressa, che la menopausa si definisce precoce quando si presenta prima dei 40 anni, e anticipata prima dei 44. Ma dopo i 45 bisogna mettere in conto che può arrivare. Dunque meglio prepararsi.

 

Vediamo come sta a riserva ovarica e produzione di estrogeni e poi se è il caso di valutare il ricorso a una terapia ormonale sostitutiva che possa alleggerirle i sintomi. Nel suo caso, visto che non ha familiarità di tumore al seno o all’utero e che non ha un seno denso, penso che si possa fare tranquillamente. Ora le elencherò altri sintomi collegati alla menopausa che potrebbe aver già cominciato a sperimentare. Allora…

 

E allora sì: avevo la pelle più secca, la mia vagina era meno “umida”, di voglia di fare sesso ne avevo ben poca, stavo perdendo più capelli del solito e ogni tanto avevo anche attacchi d’ansia immotivata. Ma pensavo di essere solo stressata.

 

Reagii tenendomi tutto dentro. Non potevo esternare a Michele le sensazioni che mi angosciavano, non potevo perché non le accettavo. Lui non doveva entrarci in questa cosa, non poteva capire, era un uomo in fin dei conti. In quel momento non lo volevo vicino, mi sentivo vulnerabile e non volevo che mi guardasse o cercasse. Feci di tutto per allontanarlo, riuscendoci.

 

 

Lo tenevo a distanza e lui non sembrava risentirne. Io, però, con qualcuno dovevo parlarne. E così ripresi ad uscire con un paio di amiche storiche, con le quali negli ultimi anni ci eravamo viste poco, giusto per riscoprire il piacere della complicità femminile e farci un sacco di risate sui nostri corpi che perdevano colpi! Quelle serate tra donne erano la mia luce nella nebbia.

 

Fu Rebecca, espertissima di medicina olistica, a consigliarmi una dieta a base di fitoestrogeni, ormoni femminili vegetali. Così i miei menù si arricchirono di latte di soia e tofu, legumi, semi di lino e cereali integrali.

 

Michele si lamentava:

 

La nostra dispensa mi sembra piena di cibo per galline!

 

Ma non lo ascoltavo, e mentre gli preparavo succulente bistecche, continuavo a nutrirmi di quei cibi sani che in teoria dovevano rallentare il processo della menopausa. Cambiai anche look, convinta che rinfrescando il taglio di capelli avrei sentito un beneficio anche a livello psicologico. Così accorciai la mia lunga chioma scegliendo un bel bob sfilato e illuminato dai colpi di sole. Stavo benissimo!

 

Proprio nel bel mezzo della mia personale battaglia per l’accettazione della menopausa, ci si infilò nientemeno che mia suocera. Vado d’accordo con la madre di Michele, ma non siamo esattamente in confidenza. Capitò durante la solita cena di compleanno di mio suocero, a cui non possiamo scampare. Forse il fatto che io ero più silenziosa del solito, o che Michele sembrava distratto, ma Rita mangiò subito la foglia, mi prese da parte e iniziò a farmi il terzo grado. Come accennai alla menopausa, si illuminò.

 

Come ti senti, come la stai vivendo?

 

Onestamente non avevo voglia di sbottonarmi con mia suocera. Ma alla fine lo feci, e mi ritrovai a sfogarmi con lei meglio che con le mie amiche. Le parlai un po’ di tutto: dai timori per la tiroide risultata da tenere sotto controllo, alla delusione per quel bimbo mai arrivato, fino al rapporto con suo figlio.

 

Ti supporta, ti sta vicino?

 

E fu così che mi resi conto che no, Michele non c’era. E che non c’era perché io non lo avevo voluto al mio fianco.

 

Sei ancora in tempo. Parla con lui apertamente, usalo come stampella, è forte sai!

 

Lo sapevo. Così, proprio quella notte, ci provai. Dopo mesi di astinenza, facemmo l’amore. Ma non appena cominciammo, già non vedevo l’ora di finire. Mi sentivo strana, come scollegata dal mio corpo. Avevo il terrore che lui si accorgesse che stavo invecchiando, e che gli serbavo rancore – sì, rancore – per il fatto di essere, a 46 anni, un uomo ancora giovane e piacente, certamente ancora in grado di concepire ancora un figlio, volendo. Pura fuffa irrazionale, ma come eliminarla dalla mia testa?

 

A dare una svolta alla situazione fu proprio Michele, anche se sono abbastanza certa che dietro quel suo improvviso cambiamento ci fosse lo zampino di mia suocera. Volle venire con me dalla ginecologa e fece una cosa che mi lasciò senza parole: le chiese tutto, ma proprio tutto, quello che stava succedendo al mio corpo. Inclusa la sfera sessuale. Volle chiarimenti sui sintomi, su ciò che era lecito aspettarsi, su come poteva starmi vicino e via discorrendo.

 

All’improvviso tutta l’impalcatura che avevo tirato su per nascondermi ai suoi occhi crollò. Ciò che rimase… eravamo noi. Amici, amanti e coniugi. Permisi a me stessa di mostrarmi a Michele in tutta la mia fragilità, e permisi a lui di stare dalla mia parte.

 

 

Qualche giorno dopo mi portò al ristorante e nel bel mezzo della cena mi disse:

 

Ele, io sono il tuo uomo e voglio vivere il nostro rapporto in ogni sua piega. Tutto quello che ti riguarda, che ti succede, succede anche a me. E pretendo lo stesso trattamento quando inizierò a dare i numeri e a non ricordarmi più dove ho lasciato il portafogli!

 

Se posso dare un consiglio a tutte le donne che si trovano a vivere la stessa situazione, ne ho solo uno: se avete avuto la fortuna di trovare un partner che vi ama incondizionatamente, non fate l’errore di tagliarlo fuori da qualunque evento della vostra vita che vi addolori, spaventi o procuri disagio. Non lasciate che i pregiudizi, l’imbarazzo, la paura di perdere fascino e attrattiva ai suoi occhi diventino un muro che vi separa.

 

La menopausa può essere una fase complicata per noi donne, inutile far finta di no. Ma ci sono molti modi per limitare al minimo i disturbi. E, soprattutto, è la complicità di coppia la chiave di tutto.

 

In due… è meglio!

 

E ora, se ti va, leggi la storia di Eleonora e Michele... vista da lui!




A cura di Paola P.
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