LA SCOLIOSI: COSA C'E' DA FARE!

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LA SCOLIOSI: COSA C'E' DA FARE!

18-01-2011 - scritto da Internullo

Scoliosi: ha senso utilizzare un corsetto o un busto?

Quali sono le pratiche migliori per la cura definitiva della scoliosi?

Molto spesso agli specialisti viene chiesto se i corsetti possono farla guarire. Devo innanzitutto dire che il corsetto ortopedico ha la funzione di immobilizzare la colonna vertebrale e di prevenire il peggioramento del disturbo, solo quando esso è abbinato a un programma di fisioterapia oppure quando è prevedibile un intervento correttivo. Soltanto in casi molto rari, esso ha lo scopo di correggere la deformità, obbligando il giovane malato a sviluppare alcuni muscoli che compensano la scoliosi. In un primo tempo, i corsetti vanno indossati 24 ore al giorno, poi le ore possono essere ridotte, così da consentire al malato di praticare un’attività fisica riabilitativa. La scelta del tipo più idoneo da indossare deve essere fatta dal medico ortopedico, perché l’uso di un corsetto sbagliato può provocare spiacevoli effetti collaterali, come il peggioramento della scoliosi non appena si rimuove il busto o, più semplicemente, alcuni problemi di cattiva occlusione dei denti.
QUALSIASI CORSETTO VA BENE?
In commercio ci sono numerosi tipi di corsetti ortopedici, che possono soddisfare le diverse esigenze del malato, anche se quelli più utilizzati e consigliati dagli specialisti ortopedici sono tre. Il corsetto alto tipo Milwaukee è adatto a molti tipi di scoliosi. Fa presa sul bacino, sul mento e sulla parte posteriore della testa. Il corsetto ascellare tipo Lionese è utile nelle curve della parte media oppure bassa della colonna vertebrale, perché il suo appoggio è sotto le ascelle della persona che lo porta. Il corsetto basso tipo Lapadula è indicato soprattutto per le curve basse della colonna vertebrale, in quanto il suo appoggio è basso.
E’BENE OPERARSI PRESTO?
Non esiste un limite di età per sottoporre a un intervento chirurgico una persona con la scoliosi, ma deve essere lo specialista a decidere quando operarsi. Inoltre, questa decisione non viene mai presa soltanto per motivi estetici. In genere, l’intervento viene fatto un po’ prima dell’adolescenza, cioè intorno ai 12 anni, quando la malattia è ancora in fase di sviluppo. Anche quando la scoliosi è presente in tenera età, è meglio non operare un bambino molto piccolo. Con il tempo, infatti, ci può essere la possibilità di un’eventuale correzione spontanea della malattia, a meno che essa non sia dovuta a malformazioni già presenti alla nascita e che tendono a peggiorare con la crescita. In qualche caso, è possibile operare anche gli adulti, soprattutto quando sono presenti disturbi che alterano in modo significativo la qualità della vita.
L’INTERVENTO E’ INDICATO SOLO NEI CASI SERI.
Solo quando la scoliosi è seria, cioè la curva della colonna vertebrale è superiore a 50 gradi e sulla schiena è già evidente la deformazione oppure essa provoca disturbi, è necessario sottoporre la persona ad in intervento di tipo chirurgico. Ci sono due tecniche per intervenire, entrambe effettuate in anestesia generale, che prevedono l’uso di barre d’acciaio da inserire nella colonna vertebrale. Il primo tipo, è il più antico, consiste nell’inserimento di una barra d’acciaio a fianco della colonna vertebrale la quale, agganciata alle due estremità della colonna, ne blocca la curvatura. Il secondo tipo, il più moderno, consiste nell’inserimento di due barre d’acciaio a fianco della colonna vertebrale, che vengono agganciate in più punti. Negli individui più giovani, in caso di malformazioni presenti dalla nascita, qualche volta è possibile bloccare lo sviluppo delle vertebre alterate impedendone la crescita e, quindi, l’aumento della deformità con interventi endoscopici (si opera all’interno di organi e cavità dell’organismo, mediante l’inserimento di fibre ottiche e di piccoli strumenti). In tutti i casi la persona dopo l’operazione non potrà più compiere attività sportive che sollecitino troppo intensamente la colonna vertebrale.
E’ SEMPRE LA CONSEGUENZA DI CATTIVE ABITUDINI.
Tra le scoliosi la cui causa è nota, di grande importanza sono quelle dovute a malformazioni presenti fin dalla nascita, che presentano caratteristiche di diversa serietà. Si tratta di forme meno comuni di quelle che compaiono dopo la nascita, durante i primi anni di vita, le quali rappresentano circa il 30%. Nella maggior parte dei casi, sono anomalie che possono essere la conseguenza di alterazioni che l’embrione ha subito durante i primissimi mesi della gravidanza. Oltre a numerose modificazioni dello sviluppo delle ossa, la scoliosi, quando è presente alla nascita, è spesso associata ad altre malattie come: la distrofia muscolare, una seria malattia dei muscoli che progressivamente perdono forza, in particolare i muscoli del viso e delle braccia; l’ipotonia congenita, caratterizzata da una diminuzione del tono della muscolatura che compare alla nascita; l’atassia di Friedreich, una malattia degenerativa ereditaria, che tra l’altro comporta la mancanza di coordinamento muscolare; la neurofibromatosi, una malattia ereditaria a sviluppo piuttosto lento, caratterizzata dalla presenza di tumori della pelle e dei nervi.
Purtroppo, nel 70% dei casi la causa del problema è ancora sconosciuta (scoliosi idiomatica). Sono queste le scoliosi non solo più frequenti, ma anche più pericolose, perché compaiono senza causa apparente durante la crescita e possono peggiorare rapidamente in pochi anni.
L’ATTIVITA’ FISICA E’ FONDAMENTALE.
Nella maggior parte dei casi, le forme di scoliosi lieve vengono trattate con una cura che abbini la fisioterapia oppure la ginnastica, con l’uso di corsetti. L’attività fisica svolge una parte fondamentale, specialmente durante e dopo aver portato il corsetto. Più precisamente, la fisioterapia ha lo scopo di migliorare le condizioni generali del malato e di potenziare la sua muscolatura, così da rafforzarla. Invece, gli esercizi di ginnastica servono per combattere l’atrofia muscolare, cioè l’indebolimento dei muscoli, e la rigidità della colonna vertebrale, entrambi possibili conseguenze dell’uso del corsetto. Ma gli esercizi da fare non devono essere scelti casualmente. E’ utile una ginnastica correttiva specifica, che imponga di eseguire esercizi particolari, adatti al tipo di scoliosi, suggeriti di volta in volta dallo specialista che sta seguendo il malato. Inoltre è bene praticare uno sport completo, che coinvolga globalmente tutta la muscolatura del torace e non soltanto una parte del corpo. Proprio per questo motivo è meglio scegliere il nuoto che il tennis.

Dott. Giuseppe Internullo
Specialista in Ortopedia
Via Romano, 24 CALTAGIRONE (CT)
Per informazioni 0933-23843
www.chirurgiadellamanocatania.it

Profilo del medico - Internullo

Nome:
Giuseppe Internullo
Comune:
CATANIA
Telefono:
095497305
Professione:
Medico specialista attività privata
Posizione:
www.chirurgiadellamanocatania.it
Occupazione:
Chirurgia della mano
Specializzazione:
Ortopedia e traumatologia, Chirurgia della mano
Contatti/Profili social:
sito web


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