Sindromi Cistitiche: a volte ritornano!

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Sindromi Cistitiche: a volte ritornano!

28-11-2013 - scritto da Dr. Felice Nisticò

Bruciore urinario, necessità di urinare di frequente e dolore al basso ventre con la sensazione di non svuotare la vescica sono i sintomi della cistite: consigli utili su come curarla

Sindromi Cistitiche: a volte ritornano!
Che si tratti di una delle affezioni più diffuse al mondo e, proprio per questo, più conosciute non v’è alcun dubbio. Ne soffre all’incirca una donna su tre nell’arco della vita (compresa fra i 3 e i 90 anni), ma non riguarda solo il sesso femminile. Di cistite, anche se sarebbe più opportuno e corretto definirle “Sindromi Cistitiche”, ne sono affetti anche gli uomini, seppur in momenti diversi e spesso insieme ad altre patologie del basso apparato uro-genitale.Chiariamo subito un dubbio: cistite e “sindrome cistitica” non è la stessa cosa; e non si tratta di una distinzione puramente classificativa per indicare la medesima patologia. I disturbi variamente associati fra di loro, e comprendenti il bruciore urinario, la necessità di mingere (l’equivalente di urinare) di frequente o l’impellenza di trovare un luogo dove poter vuotare la propria vescica, spesso associate al dolore al basso ventre con la fastidiosa sensazione di non essere in grado di eliminare completamente tutta la pipì, e non di rado la diversa colorazione della stessa urina (che può variare dall’arancio al rosso sangue), sono i sintomi e i segni di quello che siamo abituati a definire “una cistite”. Tuttavia, il termine “sindrome” rappresenta un insieme di disturbi soggettivi, e molte volte anche oggettivamente rilevabili, che inquadrano il disturbo dell’urinare male in un ambito più propriamente clinico.

Nella classica cistite è di comune riscontro la presenza di germi nell’esame colturale dell’urina, batteri che spaziano dal classico Coli (l’Escherichia è la famiglia più frequente di colibatteri, microrganismi abitualmente ritrovati nell’intestino) o anche il comune Proteus o la Klebsiella, fino a vere rarità come le infezioni da Miceti o da Chlamidia. Uno specialista urologo darà, in questi casi, l’antibiotico più idoneo a debellare l’infezione sulla scorta dell’Antibiogramma, che rappresenta una specie di test “in vitro” (cioè sulle colture dell’urina esaminata) riguardante la capacità delle singole molecole di antibiotico di distruggere quel determinato agente infettivo.

Nella “Sindrome Cistitica”, tuttavia, non è sempre necessaria la presenza di un agente infettivo per giustificare un insieme di disturbi come quelli elencati prima. E perciò, spesso la terapia antibiotica assunta molte volte solo da auto-prescrizione o per sentito dire (vedi alla voce mamma, zia, cugina, amica, collega, o “quella che è sempre aggiornata sulla salute”) risulta del tutto inefficace. Ecco, infine, spiegata l’alta recidività di uno stato patologico fortemente invalidante e con svariate ricadute sulle comuni attività lavorative e relazionali.

La sindrome cistitica, sia nella sua forma più aggressiva che abbraccia l’intero corteo sintomatologico, sia in forma più moderata, quando si ripropone solo con piccoli costanti disagi urinari, può rappresentare una manifestazione dell’alterata funzionalità del Pavimento Pelvico. In un’altra circostanza approfondiremo questo aspetto importante della nostra fisiologia, che ha concrete ripercussioni sulla nostra vita urinaria, evacuativa, sessuale, riproduttiva, e perfino sul piacere di poter camminare correttamente o mantenere una buona statica del bacino e delle gambe. Ma, in questa sezione dedicata ai disturbi urinari definiti “sindrome cistitica”, per ora ci basti solo un accenno al fatto che esiste una struttura polifunzionale ed essenziale per in nostro totale benessere che si chiama Pavimento Pelvico.

Infine, ciò che può spesso determinare quei disturbi cistitici che ricorrono più di frequente, anche dopo un’apparente buona cura, è rappresentato da alcuni disordini metabolici, quali il Diabete Mellito, o alterazioni ormonali come quelle che compaiono in Menopausa, o disturbi dello svuotamento vescicale come si hanno nei maschi per effetto dell’Ipertrofia Prostatica o nelle femmine affette da Prolasso degli Organi Pelvici, o come conseguenza dell’assunzione di particolari farmaci che modificano le capacità autoimmunitarie (non pensiamo alla Chemioterapia! bastano anche quelli applicati localmente, come l’uso di prodotti per l’igiene intima non propriamente delicati), o in conseguenza di comportamenti personali non-fisiologici (si pensi, per esempio, a quante volte tratteniamo impropriamente l’urina procrastinando eccessivamente il momento della minzione, o all’uso smisurato di sistemi di protezione della biancheria intima che, invece, nell’uso continuo minano la traspirabilità degli indumenti e dei genitali), e ancora tante altre circostanze che modificano in senso negativo il corretto funzionamento del basso apparato urinario.

Quindi, è importante ricorrere ad un vero specialista quando si hanno disturbi urinari troppo semplicisticamente definiti “cistite”, e questo sia per il fatto che è possibile guarire da una vera cistite in un tempo ragionevolmente breve, e sia perché nei casi di recidività sospetta il consulto a tutto campo rappresenta l’unica strada per inquadrare un disordine che si evidenzia nel fastidio urinario ma che nasconde deficit più ampi.



Dott. Felice Nisticò

Urologo, Urodinamista, Uro-ginecologo

Responsabile Servizio di Urodinamica e Uro-Riabilitazione Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio” – CATANZARO –

S.O.C. di  Urologia

Profilo del medico - Dr. Felice Nisticò

Nome:
Felice Massimo Nisticò
Professione:
Medico Ospedaliero
Specializzazione:
Urologia
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