Allergia da lavoro? No, per il lavoro

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Allergia da lavoro? No, per il lavoro

15-03-2010 - scritto da Viviana Vischi

La metà dei disturbi allergici nasce a scuola o in ufficio e il nemico numero uno è la polvere

La polvere a scuola o al lavoro fonte primaria di allergia

17/10/2006 - Starnuti, congestione nasale, prurito. Sintomi di tipici della primavera, se si è allergici al polline. Ma cosa pensare, se questi sintomi si presentano tutto l’anno? La metà degli allergici non ha dubbi: il fenomeno è legato alla qualità dell’ambiente in cui si trascorre la maggior parte della giornata. Due italiani su dieci soffrono di allergie, e la metà di questi ne soffre sul posto di lavoro o di studio.
I dati emergono da un’indagine condotta da Gfk-Eurisko (in collaborazione con la Fondazione Charta e la scuola superiore Sant’Anna di Pisa) che ha coinvolto 1.750 tra impiegati e studenti.
La causa principale del disturbo è identificata in modo generico con la presenza di polvere (60% degli intervistati). A creare pruriti e starnuti vari anche la condensa alle finestre, la scarsa pulizia, l’edificio molto vecchio o in cattivo stato e l’alta concentrazione di persone in una stessa stanza. E le aziende che fanno? Poco o nulla, a quanto pare: a salvarsi solo il 5% gli ambienti di lavoro o di studio, dove l’assenza di fattori che scatenano le allergie indoor è totale, mentre metà degli intervistati dichiarano che la ditta per cui lavorano non adotta le iniziative di prevenzione di base come la manutenzione degli impianti di climatizzazione o le pulizie. Solo il 18% di chi ha responsabilità di gestione degli ambienti svolge indagini per conoscere la percentuale di allergici.
Eppure i disturbi derivati da un ambiente poco salubre sembrano incidere molto sulla qualità della vita e sulla produttività: 4 italiani su 10 riferiscono, infatti, di sentirsi meno efficienti a causa dei sintomi della rinite, mentre la produttività cala del 30%: chi deve combattere con le allergie perde, in media, 2,3 giorni lavorativi ogni anno. Le aziende dovrebbero pensarci un po’ su…
Le allergie sono il risultato di una reazione inappropriata dei meccanismi di difesa dell’organismo quando entrano in contatto con sostanze di vario tipo, dette allergeni, che normalmente sono ben tollerate. I loro sintomi riguardano, in genere, gli occhi, che si arrossano e lacrimano, l’apparato respiratorio e la pelle. Come alleviare il problema? Con una terapia farmacologica (meglio gli antistaminici di nuova generazione, che oltre a contrastare i sintomi non provocano sonnolenza) oppure con nutraceutici per un trattamento continuo, anche tutto l’anno, per evitare una cronicizzazione della malattia.
Infine, sarebbe molto importante “fare in modo che gli allergici, già penalizzati dalla patologia, non siano trattati anche dallo Stato come cittadini di serie B”: è questo l’appello di Carlo Filippo Tesi, presidente di Federasma. Attualmente infatti non esiste una legge che obblighi ad arredare uffici e scuole evitando l’impiego di moquette, tappeti, tendaggi, poltroncine e divani imbottiti: tutti fattori insopportabili per il soggetto allergico.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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